Coming…ati, olimpici!

Camenati!
O anche… caminati!
Traslato, sempre in salentino: sciati, sciati!
Che ricorda un… ma statibbu soti!
Traducibile in: shut up! Almost.
Già me lo vedo l’amico Carl de San Francesco che se la fa addosso dalle risate. Sciati, sciati! Sciati(olimpi)che.

Ok. basta così.

*

Visto l’attuale rigurgito di equality, a quando l’inginocchio gay?
O c’è già stato e io me lo sono perso?

Pare che le proposte pubbliche di matrimonio gay vadano di moda.
Tirano assai quelle ai concerti.
Se sono di Adele, poi…!

La cronaca di oggi racconta di un’olimpica italiana che dedica la vittoria alla fidanzata. Molto sobria, va bene.

Chi sa, ce la farò a morire dopo che questo genere di notizie smetterà di fare notizia?

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Ma quello che mi disturba molto è altro.
Il gesto del fidanzato della tuffatrice cinese l’ho trovato di un protagonismo maschio invadente quanto inopportuno.

Ho avuto persino l’impressione che lei fosse molto più imbarazzata che felice.

Ma io le capisco poco le cinesi. In primis le tuffatrici.

Quelle del sincronizzato, poi, devono essere bioniche.
Le faranno andare anche al bagno insieme. [sento già larvate accuse di razzismo tangermi di striscio].

Tornando all’inginocchio maschio, tale è secondo tradizione millenaria che non conosce confini.

In ginocchio ci si mette il maschio.
E chi fa la proposta è il maschio.
In genere.

Pertanto, mi chiedo: dovesse accadere in campo gay (o simile) chi si inginocchia e propone sta a fare il maschio? Mah! Dilemmi del terzo millennio.

Forse sono io che sono antica.
Lesbica, ma antica.

M.A.C.

P.S.:
Oh, avevo detto che avrei santificato sta giornata.
Sedici Otto Sedici.
E mo’, questo pezzo mi è uscito!
A
nche la moseca ne risentì alquanto.
Caminati, ca la musica nu more!

Te sta parlu chiaru chiaru chiaru
De oscje e de crai!

Fondamentale… ti dico, fondamentale!
Camina moi, camina moi, moi moi moi!

Siti seriu, troppu seriu!

Mentre il ritmo della musica incalza
Ehi ehi ehi
Lu fuecu, qua… quandu camini!
Lu_u_u fuecu!

Dentro!
Addhru l’anima me atte!
Salta, lasciati andare in questa danza!

Zumpati a quai, zumpati a dhrai

Nun mbu leticati
Nun mbu dividiti

Stamu tutti quanti sempre belli uniti
Ca stamu tutti sopra lu stessu munnu
E nu putimu lassare cu bbascia a funnu!

E… soprattutto:
stamu culla capu an friscu!

 

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il punto più in ombra…

il sottotitolo è

Pina, Marta e le altre

*

 

…è sempre quello sotto la lampada.

Pare sia cinese. Non sono una patita di detti, proverbi e simili.

Ma questo qui sotto la lampada mi torna spesso alla mente.

*

Il report della presentazione di Sedici nella casa di Pina Salvati ha battuto ogni record. Quanto a ritardo.

Il tutto è avvenuto il 19 giugno. Pertanto, tra poco, saranno 2 mesi…

Proprio vero, quanto più vicina tanto più in ombra. Forse.

*

Ho conosciuto Pina qualche anno fa, al Celacanto, il luogo che ospita Coppula Tisa, a Marina Serra di Tricase. Mi è piaciuta subito.

Originaria di Roma, ora vive in una casa nella campagna che sovrasta Tricase Porto. Con un cane di nome Drugo e due gatti, di nome Eisemberg e Peter. Poi ogni tanto c’è suo figlio Flavio. Che ogni tanto sta anche da me a Lecce. Ma questa è un’altra storia.

*

Pina è una donna che legge. Molto. Ed è anche una delle prime donne ad aver avuto (dalle mie manine sante) e letto Sedici I. Quello che va dal 1989 al 1992.

Quando le ho chiesto se aveva voglia di presentare il libro ad alcune amicizie selezionate, si è schermita.

Ma io non so come si fa una presentazione…!” le sue prime parole.

Andrà tutto bene, vedrai. E così è stato.

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Pina S. in auto legge un articolo del figlio Jacopo appena uscito su Alias (Manifesto) – agosto 2016

Eravamo sul patio. Di pomeriggio. Nel mezzo, l’occorrente per un bel rinfresco.

All’inizio, un po’ emozionata, Pina ha letto delle frasi. Scritte al pc. Me ne ha fatto dono.

E’ una storia di donne che si incontrano, si scontrano e si confrontano. Si amano, si odiano, si cercano e si lasciano.

Tutto questo mentre il mondo cambia intorno a loro, in meglio certe volte, con nuove conquiste tecnologiche che tanto entusiasmano Uma, una delle protagoniste, in peggio troppo spesso, con corruzione politica dilagante, guerre, genocidi.

Mi ha molto preso questo libro, mi ha fatto conoscere una realtà che mi ha sempre sfiorato, sul lavoro o con conoscenze occasionali, una realtà che non ho mai ignorato ne tanto meno giudicato, ma della quale non sapevo niente.

Dopo averlo letto, forse qualcosa in più l’ho capita: gli ostacoli, le derisioni, l’isolamento ma anche l’enorme forza dei protagonisti per raggiungere la serenità nel vivere la propria vita come hanno scelto di viverla.

E si parla non solo di omosessualità in questo libro, ma di femminismo quello vero, di una volta. Di lotte per ottenere cose che le ragazze di oggi danno per scontate, ma che trent’anni fa te le sognavi…..

E di violenze alle donne, che ci sono sempre state anche se sembrano un orrore di questi ultimi anni.

E di tantissime altre cose, gravi o frivole, reali o di fantasia, ma sempre raccontate con un’ironia che serve spesso a smorzare i toni delle brutture delle quali si sta parlando.

*

E poi… poi siamo andate a ruota libera. Come sempre.

*

Ricordo una sua battuta a proposito di un certo Saramago, che io non so neanche dove sta di casa. A stento riesco a  ricordare che se chiama Josè, de nome. Però, per non far figure, dico che apprezzo il paragone. Non sto scherzando. E non sono neanche una che ama fare la snob a minchia. Il fatto è che io non sono una che legge. Nè molto nè poco. Faccio eccezione per Jeffery, ma anche questa è un’altra storia.

Comunque, dopo, sono andata a vedere qualcosa di questo Saramago. E, guarda te che combinazione, giorni appresso, mi concedo perfino l’ennesimo gioco di parole, con due amici che ne sanno, e tanto, di letteratura. Scriverò, tra le altre cose, solo per i loro occhi, sul finire di uno scambio: sarò_maga?

*

E insomma, dicevo, il 19 giugno è andato tutto benissimo. In tutto eravamo 7 donne. Una in particolare, Marta, mi guarda con curiosità e attenzione. Fin dall’inizio. Seduta di fronte a me. Interloquisce spesso. Con domande. O punti di vista. Poi, decide. E fa la domanda che ha in serbo per me. Dall’inizio. Dice di aver letto il blog. E poi…

Perchè hai lasciato la professione?

Ah – replico – quanto tempo abbiamo?
Quasi ridendo. Poi, però, lo dico. E non è nulla di preparato. Come sempre. Parlo di me, della mia vita. Di alcune scelte. Poi, sì, anche di quella di altri. Come per esempio Fernando. Della sua precoce morte. Un collega amico. Volato via a 49 anni. E di tanto altro. Del mio fatalismo. Che unito alla pigrizia ha fatto il resto.

Allora, ora fai solo la scrittrice?

E anche qui provo a dire la verità. Ossia che non sono una scrittrice. Però che… sì, scrivere Sedici è l’attività che ora prende tutta la mia vita.

*

Marta ha chiesto a Pina di metterLe da parte una copia di Sedici. Ho composto una dedica per Lei con l’ennesimo gioco di parole. Pensando alla sua a…tensione.

*

Siamo ai giorni nostri. Sono rientrata a Lecce ieri.

Dopo una vacanza tra gli ulvi di Pina, durata 13 giorni.

Lei in casa c’è poco. Lavora. E quando lei c’è, per me è il tempo giusto per andare al mare. Però riusciamo anche a parlarci, di tanto in tanto. E io, finalmente, a scrivere una dedica per Lei che attendeva lì, col resto. Da molto più di due mesi. Il punto più in ombra…

Sono grata a Pina per la solitudine che mi ha donato. E per il fatto di non essere una donna con la quale ti senti in obbligo di far conversazione, quando ci stai assieme. Sono doti rare. Che quando trovo apprezzo. E di più.

*

Un pomerigio come un altro, o quasi. Tra gli ulivi di Pina - agosto 2016

Un pomerigio come un altro, o quasi. Tra gli ulivi di Pina – agosto 2016

Lei non lo sa, ma la sua campagna ha ospitato molti pensieri per Sedici II.

Pensieri che non ci sarebbero stati, se non fossi stata lì. Tra quegli ulivi. Ne sono certa.

Ma, bando alla ciance, già la sento che mi dice, nel suo accento romano mai dismesso: sì, però datte ‘na mossa!

M.A.C., 11 agosto 2016

P.S.:
ciao Pi’, come moseca ho pensato a To Build a Home (The Cinematic Orchestra). Te piace?

NOTA SU RITARDI
In effetti, c’è un’altra Pina che batte Salvati. E questa volta il ritardo è suo. Motivato, ma sempre riitardo. E dire che è la Donna che per prima legge Sedici, ancor prima di editare. Saltata per motivi vari la sua presentazione di aprile. E chi sa quando avverrà…! Proprio vero, il punto più in ombra.

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lotte in affitto

A 58 anni pensavo di aver raggiunto la pace dei sensi. E invece no. Ancora una volta mi sono sentita fuori posto, o target fate vobis. Oltretutto so per certo che questa orticaria mi avrebbe colta anche a 20 anni, ossia l’età [circa] in cui ho realizzato di essere lesbica, si dice così. Pertanto non si può classificare come una conseguenza dell’età. Matura? Continua a leggere