paura e hallelujah

La parola femminicidio è approdata anche sui tg italiani. “Che bello, finalmente…”
Quasi ogni giorno una solerte voce maschile mi aggiorna le statistiche e informa sull’ultimo caso di ordinaria violenza.

Lo sapevamo quando abbiamo iniziato Staffetta e anche da molto prima.
Lo sapevamo che il sistema è sempre pronto ad appropriarsi e distorcere, inglobare, fagocitare e quasi sempre defecare le istanze alla base di iniziative autonome di donne. E di uomini di buona volontà.
Lo sapevamo per esperienza e intuizione. Non occorreva scomodare studi sociologici sulla naturale attitudine del potere di mangiare le… rivoluzioni quando non riesce ad istituzionalizzarle.
Lo sapevamo anche col 50E50. Ora la locuzione democrazia paritaria è inclusa come il sale nelle ricette in ogni programma di partito e/o governo che si rispetti. Parlo ovviamente della locuzione. Parlo delle parole.
Lo sapevamo quando abbiamo iniziato. Non farsi illusioni aiuta a vedere più chiaro e più avanti. Spostare sempre più in là l’asticella è prerogativa e destino di ogni avanguardia, che fa molto bene a non scordarsene mai, a non cedere dinanzi alle mille lusinghe del potere e dei tanti poteri camuffati da altro. Se proprio si accusano momenti di stanchezza, è bene farsi da parte, affinchè altre e altri possano prendere il testimone e  proseguire, in quel moto continuo e defatigante, necessitato ed entusiasmante che con un giro di parole chiamo lottare insieme con la voglia di cambiare il mondo.

Da tempo ho smesso paroloni pericolosi come rivoluzione.
Femminismo e femminista ho deciso di mandarle in soffitta.
Troppa fatica raccontare a chi è venuta dopo i pro e i contro di quell’ectoplasma immaginifico che va sotto il termine  di femminismo anni settanta. Vedo anche molti paraculismi in giro, per cui alla fine tutto è femminismo e allora niente è femminismo.
Se tanto mi dà tanto.

Diciamo allora – più terra terra – voglia di cambiare il mondo per viverci meglio, in una convivenza tra generi e popoli improntata al rispetto delle differenze e alla cura del pianeta. E condividere questa voglia con altre e altri.

 

Le parole sono importanti. Hanno un grande potere. Minore di quello delle immagini, ma ce l’hanno.
L’uso che il potere fa delle parole è ancora più importante. E si deve stare sempre all’erta.

Non sopporto che un programma della tv di stato italiana venga chiamato amore criminale, per esempio. Non sopporto che quella parola abbia quell’aggettivo al fianco. Innanzitutto perchè l’amore è un’altra cosa e poi perchè il fascino perverso che ha la parola criminale sarà duro a morire. Non lo sopporto, ancor prima di sapere – non lo guardo e non lo guarderò mai –  cosa ci sta dentro in quel programma. Immagino. E mi basta.

Così come non sopporto i programmi guardoni, quelli che soddisfano la pruderie dell’audience. Che detto in francese sembra più carino. Conosco donne che attendono con ansia la prossima puntata di robaccia come quarto grado, per sapere gli ultimi dettagli sull’omicidio di sarah scazzi e sul processo in corso. Non riesco più a percorrere la strada per Avetrana senza pensarci.

Programmi di tal fatta sono destinati a moltiplicarsi come i pesci della parabola evangelica.
Sono programmi che, se non ce l’hanno come obiettivo interno di partenza, hanno un risultato certo, prima di tutti gli altri risultati:

fanno paura.

E servono – con altro – per accrescere la paura.

Finisce che si resta in casa, a disposizione di altre paure e di altra violenza.
Ne sono convinta e nessuna/o mi convincerà del contrario.
Tutta quella roba risponde – con altro – ad un programma pervasivo e potente, proprio perchè non dichiarato: un intento di

contrattacco

programmatico e programmato contro la libertà femminile.

Questo penso e dobbiamo stare all’erta. Sempre. Tutte e tutti coloro che hanno sete di giustizia e buona volontà.
Sarà stato il richiamo alla parabola evangelica dei pesci, ma mi vengono parole di quella cultura. E allora, amen.

vai

 

 

p.s. :
la voce che ascolti è di k. d. lang che canta hallelujah di leonard cohen.

 

[audio:http://www.acartescoperte.eu/wp-content/uploads/2013/05/KD-Lang-Hallelujah.mp3|titles=k_d-l_h|width=315px|autostart=yes]

 

 

 

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