chiunque pubblicamente…

chiunque istiga a commettere uno o più reati commette un reato.
se lo fa pubblicamente va punito per il solo fatto dell’istigazione, ossia anche se non segue un reato. Ok?

le parole sono più pesanti delle pietre

le parole sono più pesanti delle pietre

Dialogo fuori porta

Melania: Diritto, aiutami tu!
Imenea: se è per questo, dice anche altro quel tuo Diritto là. dice che se l’istigazione riguarda crimini contro l’umanità, la pena è aumentata della metà. ora che ci penso… non lo hanno ancora dichiarato crimine contro l’umanità, vero?

 

A proposito di

“ma mai nessuno che se la stupri…” (facebook)

e facebook sta a guardare.

ma questo lo sapevamo già. anche per altri crimini contro l’umanità. per molto peggio, come la pedofilia.

non ho molto da dire sulle parole di quella donna su facebook, riferite a Kyenge. 

quello che penso mi viene dal Diritto e tanto mi basta.

non voglio dire nulla sul fatto che sia una leghista o altro ancora.

e se mai, ho la nausea per quello che si sta ricamando intorno da parte di sedicenti antirazzisti.

Basta! Passo e chiudo. CHIUDO. MAC. 1

 

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1

ore 16.30 di oggi 14.06.13 – sono stata buttata fuori dal letto da Imenea. Da noi l’estate arriva in anticipo e stavo a far la siesta. Imenea mi ha detto questo. Pressappoco. Lei ha usato parole irripetibili.

Tutte e tutti si sono precipitate/i a chiedere a Kyenge se si sentiva offesa dalla consigliera padovana.
Un po’ (un po’ di più, ma insomma siamo lì…) come quell’appello partito da Michela Marzano & co. su Repubblica, qualche tempo fa.
Per via che Berlusconi aveva “offeso” Rosy Bindi in una puntata di Porta a Porta.

Ebbene, tutte e tutti a fare quello. Non so se a qualcuna/o è passato per la mente di fare un esposto ad una Procura della Repubblica.
Perchè, se Kyenge o un’altra donna fosse stata stuprata, la querela doveva sporgerla lei. E su questo sono d’accordo anch’io. Per motivi che non hanno nulla a che fare con l’argomentazione che quello sarebbe un reato minore rispetto ad altri.
Ma l’istigazione pubblica a compiere un reato, anche se questo reato è perseguibile a querela, quella istigazione è perseguibile d’ufficio, per motivi di “ordine pubblico” che non mi metto neanche a spiegare.
Invece, tutti a chiedere a Kyenge. E cosa risponde Kyenge?
Suprema e indicativa la sua replica: «Non rispondo perchè ognuno di noi dovrebbe sentirsi offeso. Questo linguaggio non mi appartiene, perché istiga alla violenza tutta la cittadinanza. Chiunque deve sentirsi offeso, non solo io. Negli anni ho sempre lottato per un linguaggio non violento e questo impegno lo mantengo. Io parlo con tante persone, ognuno ha il proprio modo di pensare ma non permetto che mi vengano imposti un comportamento e un linguaggio violenti. Vorrei che si difendesse sempre un linguaggio non violento».
Ecco, per concludere: ringrazio Cecile Kyenge per aver dato una lezione di Diritto e di Politica alla cittadinanza tutta, senza distinzione di colore, sesso o appartenenza. Imenea sopratutto la ringrazia. Sempre con parole irripetibili.

 

 

p.s.:
la voce che stai ascoltando è di amii stewart – walking africa
la dedico a tutte e a tutti, senza distinzione.

 

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