voci del verbo fottere

 

Con Amanda Palmer e la traduzione delle sue parole in fòttiti ho solo colto l’occasione per una cosa che gira nella testa da tempo. L’analisi di quanto e come il linguaggio influenza e viene influenzato non risparmia ovviamente paroloni e/o parolacce, come si suol dire. Anche paroline, come quelle sussurrate nell’intimità. L’etimo poi è uno dei miei passatempi preferiti, fin dalla giovinezza. Procediamo.

Fottere.  Scelgo un on line a caso, non ho voglia di alzarmi da qua per prendere il Devoto. Devoto, si fa per dire. E allora, Treccani.

fóttere v. tr. [lat. *fŭttĕre, class. fŭtuĕre] (io fótto, ecc.), volg. – Possedere sessualmente; avere rapporti sessuali con qualcuno: Dormirem tutti due senza pensieri; Perché ’l fotter a tutti sempre piace (Berni). Fig., ingannare, imbrogliare o anche sopraffare, ridurre all’impotenza, e sim. (cfr. l’analogo uso di fregare,buggerare e sim.): m’ha fottuto, quel cialtrone!; voleva farmi lo sgambetto, ma io l’ho fottuto (opp.: ma è restato fottuto lui); anche bocciare, vincere: all’esame lo hanno fottuto; il candidato è stato fottuto dai suoi nemici nel partito. Locuzioni:mandare qualcuno a farsi f., andare a farsi f., mandare, andare a quel paese;fottersene di qualcuno, di qualche cosa, infischiarsene, fregarsene. ◆ Part. pass.fottuto, anche come agg., senza un preciso sign. proprio ma usato come epiteto ingiurioso o come espressione di sfogo: sei un porco fottuto; avere una sfortuna fottuta; che caldo fottuto!; quel baron fottuto (v. barone2); non ce l’ho fatta,mondo fottuto!

Come possiamo vedere, i significati sono molti e differenti, anche in questo striminzito on line.
Differenti? Andiamo con ordine. Intanto, la cosa che salta agli occhi è che – a rigore – nel primo significato riportato da Treccani “fottere” dovrebbe essere sia transitivo che intransitivo. Transitivo, come si sa, è quel verbo che regge un complemento “oggetto”.
Esempio di transitivo: io fotto te = io ti possiedo sessualmente.
Esempio di intransitivo: noi fottiamo = noi facciamo insieme quella cosa là.

Nel primo significato si tira in ballo la parola “possesso” che come sappiamo significa molte cose. Ha anche un suo discreto posto nel diritto privato. Non divaghiamo. Possesso è parente della parola “potere”, a sua volta cugino di primo grado della parola “potenza”.
Non è un caso se per disfunzioni sessuali et similia si adopera la parola “impotenza”.

Per il primo significato, Treccani ci tiene a dire che si tratta di un uso volgare.
Secondo significato, questa volta figurato = ingannare, etc fino alla parola impotenza.
Terzo significato: bocciare, vincere. Poi in Treccani troviamo le locuzioni, alle quali aggiungerò le mie. Infine, svariati usi del participio passato, usato anche come aggettivo.

Si tratterà anche di significati e usi differenti, ma secondo me hanno tutti molto a che fare tra di loro.
Una delle prime cose che mi ha dato sempre da pensare è la disinvoltura con cui si passa dal transitivo all’intransitivo. Posto che l’intransitivo voglia significare fare un qualcosa di vagamente sessuale insieme – se pur volgarmente –  a due, a tre etcetera, tra 2 uomini, tra un uomo e una donna, etc. mi ha sempre intrigato il legame stretto con quel transitivo. Che c’è. Se non in Treccani, quel legame si trova situato in un angolo neanche tanto buio del cervello di molti umani. Da secoli.
In genere – non oso dire in natura, ma sì diciamolo – è un appartenente al genere maschile che fotte un altro appartenente al medesimo genere oppure al genere femminile. In genere è così. Fotte, e in genere gode. Ci siamo quasi: godere è parente stretto di piacere.
Dovremmo arrivare alla conclusione che se fotti qualcuno provi piacere. In genere.

A proposito di piacere e verbo transitivo tuttavia c’è qualcosa che non quadra. Sul piano dell’immaginario, per non dire del linguaggio comune, la riprova che in determinati casi siamo di fronte a qualcosa di transitivo ce la danno le svariate formule dove sono presenti le parole attivo e passivo. In genere, a prescindere dai sessi coinvolti, il soggetto cosiddetto attivo è sempre di genere maschile. Ciò, sul piano dei fatti prescinde molto spesso dal godimento vero e proprio che può anche essere del solo soggetto cosiddetto passivo, ossia quello che – a seguire la logica del primo significato in Treccani – viene posseduto (sessualmente) nel mentre possiede (secondo le leggi della fisica) dentro di sè l’altro. Pensate un po’ alla fatica che deve aver fatto il patriarcato per stravolgere le cose. Però, ce l’ha fatta. Ci ha… dato dentro, e ce l’ha fatta. “Darci dentro”, altra superba metafora. No comment.

Veniamo ora al modo. Non quello del verbo. Ma la maniera in cui si fotte, in genere. In generale si fotte qualcuno prendendolo da dietro, alle spalle o per la schiena. Alla maniera data per naturale. Qui si palesa il primo legame con il significato e il significante del verbo in senso figurato. Prendere alle spalle qualcuno significa da sempre fregarlo, ingannarlo, insomma fotterlo.

Fregare poi reca con sè parole e locuzioni contenenti non solo frega, ma anche fregola. Non è un caso. Fregola infatti non indica solo quella buonissima pasta sarda simile al cous cous, ma anche l’eccitazione sessuale. Sempre a sentire i dizionari.

Pertanto, diamo per assodato che il primo e il secondo significato di fottere sono molto legati.
Per concludere la casisitica, poichè fottere significa anche – poco, ma anche – vincere, ecco che giungono alla mente miliardi di significati con variazioni sul tema: attaccare, accerchiare, occupare, espugnare, conquistare, saccheggiare, battere, sfondare, violare.
Di accerchiare sono dati sinonimi quali aggirare, bloccare, assillare, importunare, tormentare.
Le locuzioni, tante, da quel “mettere la palla in rete e fare goal” a tutta una serie di frasi che hanno come equivalente “piantare la bandiera”. Nel calcio – dove abbiamo un trionfo di termini militari da squadra, attacco, difesa a molte altre – un pareggio 0 a 0 è noto anche come risultato a reti inviolate.

La parola conquista è legata a corteggiare e corteggiamento, insomma fare la corte. Quali che siano le immagini, i pensieri, i significati, anche bellissime, anche bellissimi nelle vostre private e pubbliche vite, sappiate che l’origine del tutto non ha nulla a che fare con le corti cinquecentesche ma con la parola coorte, che ha e ha avuto molti significati, ma nasce come termine di tattica militare di accerchiamento, da Scipione l’Africano in poi. Ricordatelo anche tutte le volte vi capitasse di canticchiare l’inno di Mameli. Molti sbagliano e pronunciano corte. Invece fa: stringiamci a coorte, siam pronti alla morte, eccetera.

La storia poi racconta di molti ratti, non intesi come topi. Ratti che hanno molto a che fare con conquiste. Il verbo di riferimento è rapire con sinonimi vari. Il complemento oggetto, nel caso di compiere dei ratti, è costituito da sempre di esseri umani di genere femminile. Meditiamo.

Concludo la digressione (per il momento) con la citazione di una cosa che dicono abbia origini siciliane. Non saprei. Per me, è roba mondiale. In ogni caso, comunico a chi non lo sapesse che su facebook esiste anche un gruppo che si è dato questo titolo:

cummannari è megghiu ri futtiri

Non traduco, perchè per l’appunto è cosa mondiale. Personalmente, non so dire se è meglio. Non ho mai praticato nè l’una nè l’altra cosa, anche se so perfettamente di che parliamo. Non so se una è megghiu o pesciu dell’altra. Una cosa è certa: hanno molto in comune. Certamente, vedi sopra, hanno in comune la parola potere.

Tempo fa, in un contesto di donne che si dicevano femministe, da parte di una insospettabile venne fatta citazione di codesta frase. Con un risolino di chi la sa lunga, la citante ebbe a ribadire che per lei era molto meglio la seconda. Questo intanto per ricordare che non solo dovremmo stare attente e attenti a come parliamo, in qualunque contesto. Ma che la strada è ancora lunga. Oh, se è lunga.

Poichè anch’io l’ho fatta lunga, in un’altra pagina continuerò. Partirò dalla parola lunga per arrivare alla parola femminicidio.

 

fottere-autovelox-chiavare

A PROPOSITO DI STRADE
immagine fornita da google alla ricerca: fottere
articolo: come fottere l’autovelox
tag: fottere – autovelox – chiavare

vai

 

n.b.:
l’inserimento sonoro è venuto in mente a Imenea alle parole “origini siciliane”. sorry, a prescindere.

questa notte, quelle tre hanno così dialogato e pubblicato in facebook:
IMENEA: non dirò più la parola FOTTERE. annessi e connessi. e neanche “me ne fotto”.
MELANIA: giuri?
MAC: e quannu la spicci cu sti giuramenti, signurìa?
IMENEA: oh, finalmente una parola buona per me.
MAC: parlavo a lei…
IMENEA: ah, vabbè. come non detto. fot… ops!
MELANIA: hai visto?
MAC: andiamo a dormire.
MELANIA: ok.
IMENEA: sgrunt!

 

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