50E50 e un lapsus locale

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Nell’agosto 2008, si evince già solo dalla posta elettronica, c’erano donne Udi che lavoravano. Alcune di loro inviano una lettera sul 50 alla Delegata Udi che qualche ora dopo la inoltra a Coordinamento e Garanti. Tutto o quasi in nota. 140

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la prima a sinistra è presumibilmente
l’autrice della mail in questione

Per comprendere meglio il lapsus contenuto nella mail da Ferrara, non avrò bisogno di essere più chiara in spiegazioni o commenti. In merito al 50 poi lo sono sempre stata. Basterà scoprire ancora carte.
Si profilava lontana e piccola all’orizzonte un’onda anomala, non solo in fatto di rappresentanza. Piccola onda che affiorerà a gennaio 2010 a Pesaro, non solo su rappresentanza. Non tracimerà nulla, ma andrà comunque a confluire in altro di anomalo su autonomia e autofinanziamento.
Ci sarà l’audio per gennaio 2010 e si potrà ascoltare una voce balbettare sulla differenza tra delegata e presidente e un’altra voce cambiare posizione per tre volte nel giro di 10 minuti. Tre volte, almeno da un microfono.
In sostanza, si tratta di questioni legate a quei punti dispari numero 5 e numero 9 di un Verbale di Coordinamento, poi di questioni su rappresentanza, infine di questioni legate anche al rovescio sui soldi di cui la Garante nazionale aveva preso ad occuparsi, dopo essersi dilettata col diritto.
Ondina anomala. Mi sarà venuta in mente per via di barchette, agosto e un anno horribilis di altri più terribili tzunami? Incrociando forma e contenuti, confrontando gesti politici e documenti Sede con scritti e altro di provenienza monolocale sul 50, ponendo il tutto sullo sfondo del quadro (!) politico generale italiano del tempo, si comprenderà come alcune questioni per alcune donne potessero mutare in conseguenza di un cambio nella maggioranza parlamentare.
Soprattutto, a carte scoperte, si trattò di mutamenti muti per chi si trovava in un Coordinamento nazionale Udi e fu molto peggio. Mutamenti sotterranei, soprattutto se posti a confronto di parole e gesti del Tempo di una Lettera scarlatta e di altro che si dirà e scriverà pubblicamente dopo.
Pertanto, onore a chi decise di esporsi con uno scritto, da Ferrara.
Ciò che risposi sul 50 non è rintracciabile nelle minuzie mail. È parte integrante di documenti che ho scritto e scrivo, come di azioni politiche che ho posto e pongo in essere, a testa alta. Ci arriverò, quando per esempio parlerò di una Puglia dove un Presidente ha compreso e non concesso un 50E50. Sul 50, ad agosto 2008, le cose da ribadire anche all’interno di Udi sarebbero state troppe e nel frangente il mio ruolo Udi era differente.
Lo immaginavo fin dall’inizio o quasi che in luoghi collaterali a determinati schieramenti politici si sarebbe fatto finta anche sul 50. Ciò non toglie che fossi abbastanza stufa della piega che prendeva la vicenda e che puntualmente prenderà a ogni tornata elettorale italiana e sarà solo peggio. Ero stufa, sia chiaro, di manomissioni e approfittamenti. Non ero stufa né dei princìpi Udi inseriti nella Campagna né del lavoro per il Progetto di legge né di altro.
Con detto spirito per nulla stufo andrò a relazionare in un’audizione Senato nel giugno 2009. A testa alta, a nome dell’Unione Donne in Italia. Certo, mi toccherà sentire quello che ho sentito.
Ma c’è ancora tempo, prima di arrivare a… l’albero delle zoccole.

 

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NOTE

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In sequenza e sintesi, con commento finale sul lapsus locale.
28.08 ore 9.45, tramite indirizzo mail da Ferrara, giunge all’Udi lettera a firma collettiva.
28.08 ore 16.36, la Delegata la inoltra al Coordinamento, trattandosi di questione di cui il Coordinamento doveva farsi carico. La inoltra con sollecito e nel contempo risponde alle donne che sottoscrivono la lettera da Ferrara. Vale la pena trascrivere l’inoltro/risposta della Delegata, non solo per il riferimento al 50, ma soprattutto per quello che, per l’ennesima volta, mandava a dire al Coordinamento. Mandava a dire invano o quasi:

“Carissime, la ripresa dei lavori sarà molto intensa e sono sicura che tutte, in questo periodo estivo, abbiamo riflettuto e pensato, sarebbe bello, perciò, che oltre alla sollecitazione venissero dei suggerimenti utili a riformulare i termini della campagna 50E50. La mia personale e principale preoccupazione politica non è “rispetto all’assetto parlamentare che si è formato dopo le recenti elezioni”, quanto al protagonismo politico delle donne. Mi preoccupa la nostra capacità di rappresentare un antagonismo altro che non abbia come parametri il governo o l’opposizione, ma una rinnovata capacità di occupare la scena della politica. Rispondere a questa domanda sarà un impegno per tutte e abbiamo un appuntamento molto ravvicinato, che è l’Autoconvocazione, per un confronto. Grazie per la vostra lettera e per il contributo. Un caro saluto a tutte Pina Nuzzo”.
Fine trascrizione.

03.09, data dell’unica risposta via mail a dette sollecitazioni. Poiché la mail da Sede fu inviata anche come risposta a chi aveva inviato la lettera, si potrà informare l’Archivio, in caso di risposte solitarie a Ferrara. Lo escluderei 2.
E ora passiamo al lapsus. Il documento inoltrato da indirizzo mail di Ferrara mi colpì non tanto per il contenuto sul 50, sul quale mi esprimerò a parte. Mi colpì per un lapsus che torna per la seconda volta. E tornerà ancora.
La prima volta risale a gennaio 2008 ed è presente nel documento bilancio politico coordinamento 2005/2007 presentato in Assemblea. Vedere in assemblee 2008 [07] con nota mac. Anche allora pensai: sarà stato un lapsus.
Nel documento di agosto, nel posto della destinataria, si trova scritto: All’attenzione di Pina Nuzzo, Responsabile di Sede nazionale UDI. E pure, chi aveva inviato quella mail, al mio sguardo dell’epoca, non doveva essere rimasta ferma a prima di un Congresso 2003. La mittente di quella mail lo sapeva che era definitivamente andato il tempo in cui c’erano le Responsabili di Sede nazionale UDI ed erano 2, perchè ci si doveva limitare, alternandosi, a mantenere viva qualche stanza. Parliamo di un tempo andato (1982/2002) in cui si era deciso (e praticato) per motivi vari di evitare qualunque forma di rappresentanza nazionale. Un tempo seminascosto agli occhi pubblici del quale tuttavia ho perfetta memoria e non sono la sola. Un tempo nel quale le donne Udi in molte Assemblee pensavano e ripensavano se fosse o meno il caso di riorganizzarsi. Dal 2003, però, ci si era riorganizzate. Nel 2003 si era detto e scritto. Tra l’altro, un nuovo Statuto voluto, articolato e quasi firmato anche dalla mittente della mail agosto 2008. Donna che con altre nel 2002/2003 aveva fatto parte di un Gruppo preparatorio di un Congresso e poi di un successivo Coordinamento Udi, per due mandati consecutivi. Lo Statuto 2003 è ancora vigente e parla chiaro: la Delegata nazionale Udi rappresenta l’Udi all’interno e all’esterno.
Quando si dice, a volta, i lapsus. Per gli integrali vedere 28.08 inoltro snu da ferrara etcetera nella cartella coordinate mail 2008 [08].
Con pochi omissis e nota mac 2010.

 

vai

 

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post scriptum 2013:
vedremo come quel lapsus si materializzerà in un articolo dello Statuto Frankestein approvato a dicembre 2011. Ma di questo scrivo in post_illa.

 

 

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