dalle parti della romea

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A metà febbraio 2009 mi sono fatta un regalo per i 50 e uno.
La Smart aveva dato le sue ultime risorse.

La regalai quasi a una coppia originaria di Fasano. L’unica richiesta, dopo l’ultima fotografia all’amata: vi prego, non toglietelo mai. Anzi, non vi ci provate. Anche se vi sforzate, non vi riuscirà bene. È di plasticaccia dura, di quelli che lasciano segno indelebile sulla carrozza.
L’adesivo del 50E50 …ovunque si decide! era sulla parte posteriore della Smart.

I viaggi si intensificavano, aumentavano le donne che volevano venire con me oppure che io volevo accompagnare. E allora ho messo su una Dacia, intesa come station-wagon. 161

Nel momento esatto in cui scrivo e siamo a fine 2010, il contachilometri viaggia sui 50mila. Combinazione, che numero! Sono quasi tutti chilometri Udi. Bellissimi dal primo all’ultimo, inclusi quelli delle discussioni animate in auto. Poche, per la verità, e quasi sempre al ritorno. I viaggi più frequenti del 2009 sono stati per Roma, logico. Poi, a scalare, Arezzo, Puglia varia ed eventuale, Venezia e ancora Toscana. Infine Brescia, Torino e Genova. Tutti luoghi dove la Garante aveva da andare a mettere il naso e mac l’orecchio giusto, quello senza l’acufene. La Sardegna sarà un caso a parte, in tempo d’estate. Per la Staffetta e un bellissimo fuoriprogramma Legambiente partito da Guspini. Ci arriverò. Ma ora siamo a marzo, di preciso era il 25. Quella volta abbiamo saggiato il retro-Dacia. Al momento dell’acquisto, avevo guardato il retro e poco più. Feci ribaltare tutto da un signore alto, mi stesi per lungo e ok, la compro, appena arrivano tutti gli accessori, la compro. Il signore restò per 4/5 secondi con portiera e bocca aperta: la vendita più veloce della sua vita. Per il retro-Dacia, acquistai subito l’occorrente: gommapiuma e stoffe varie da un signore che fa i divani, dalle parti di Merine. Tutto su misura. Quando una vide l’assemblaggio… avevi detto che cambiavi auto, è sempre una Smart, però col letto dietro.  A marzo avevamo pochissimo tempo, tre o quattro giorni al massimo. Mi hanno elevato una multa a Mestre e ancora non ho capito perché, avevo il tagliandino del parcheggio in perfetto orario, comunque l’ho pagata. Ancor meno comprendo perchè mai madama burocrazia abbia scelto un giorno di elevare multe nel suo linguaggio, con molta più abbondanza e cura di quanto in alcuni suoi uffici si controlli come si eleva una casa, ma questa è un’altra storia.In pochi giorni, appena il tempo di: dormire in auto all’andata, sosta con riposino a casa di Francesca dalle parti di Venezia, kermesse veneziana e via, ritorno. Ritorno di giorno. All’andata in effetti fece un po’ freddino a dormirci in Dacia, però è stato bello lo stesso: ho visto
alba su Adriatico dalle parti del Conero. Lungo la Romea trovammo un sole bello, quasi caldo. E un prato dove stendere la biancheria. La Dacia è praticamente un camper, con dentro quanto basta per una sosta come si deve, con ristoro.
Dalle parti della Romea ci volevo andare perché non riesco a fare politica se non mi diverto. Ci fermammo anche nel migliore ristorante di Chioggia per mangiare. Almeno, così dissero per il ritorno: andate lì, è il migliore. Mangiammo pesce buono. Certo, quello del Salento è un’altra cosa. Siccome non riesco a divertirmi se non faccio politica, dalle quelle parti ci andai perché dovevo dare un occhio a cose veneziane e dintorni. Al rientro, passai da Ferrara, però al volo. Quella volta della Romea per me resterà importante per un dettaglio significativo: era la prima volta che risultavo accompagnatrice, anziché il contrario. La Portastaffetta nazionale era ufficialmente invitata alla kermesse veneziana per relazionare. Finalmente, ero solo autista e poco più per una donna che aveva – e ancora ha – 11 anni meno di me. Donna arrivata all’Udi appena 2 anni prima. Che soddisfazione. 162

 

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NOTE

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Per prendere le misure giuste con parcheggi e altro, ci son voluti un po’ di giorni e ritocchi dal carrozziere. Passare da una Smart a una Logan non è facile. Le mie scelte nel settore auto sono state sempre abbastanza varie. A prescindere da ciò che avevo tra le mani, ho viaggiato uguale. Quando mi sono iscritta all’Udi avevo una Mini 3cilindri rossa che si bloccò (olio cambio ghiacciato) sulla neve a S. Fortunato d’Assisi, dove si svolgeva un’Assemblea nazionale Udi. Ebbene sì, ce ne sono state un paio anche lì. Nel 1991, una Golf 2000 turbodiesel la più sfigata. La Rover è del tempo in cui ero molto ricca. Indecisa fino all’ultimo tra un’Alfa Romeo e la Rover, leggevo l’epistolario tra una Vita e una Virginia e una mi disse: Vita prenderebbe la Rover verde micalizzato, sa più di collana di perle. Con l’Atossina grigia sono andata alle tappe congressuali 2002/2003 di Modena e di Roma. L’Opel Corsa me l’hanno fregata nel 2004 dopo 5 mesi di vita. L’amata Smart fu acquistata perché non avevo posto nel garage e né lei né io sapevamo che avrebbe fatto un 50 tour.  Delle mie auto, nessuna esclusa, conservo un album particolare composto da un qualche signore o signora che gestisce autovelox. S’ignora. I punti sulla patente sono al lumicino. Per fortuna, le Macare si sono date via via una mossa, chi a prendere patenti, chi a mettersi alla guida per le tante riunioni viaggianti. 

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Se ritrovo foto di Dacia e la Romea, si trovano nel reparto varie ed eventuali 2009 [10].
Per la kermesse veneziana, la relativa comunicazione della Sede nazionale è del 15 febbraio. Si trattava di un dibattito all’interno della mostra itinerante Donne Manifeste presente a Mestre dal 7 al 29 marzo presso il Centro Culturale Candiani. Vedere nel cronologico sede 2009 [09].

 

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