chiamata a raccolta

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Mi sono concessa il lusso di un’eccezione, inserendo il risultato del giocoso giro nel web prima di scrivere di altri accadimenti Udi del 2009. Un’eccezione conferma sempre una regola. Eccezione salutare, pausa necessaria per riprendere fiato, mi toccherà tornare sott’acqua.

Estate 2009, abbiamo già visto che durante e dopo le elezioni europee in casa Udi accaddero cose che pochissime donne Udi conoscono. Tra quelle poche, nel 2010 pubblicamente ognuna se l’è cantata a modo suo. Qualche fatto l’ho messo in fila. Altri ne metterò. Probabile che, alla fine della fila, ciascuna rimarrà con la propria monolocale verità. In ogni caso, possono essere tassello per la comprensione di ciò che accadrà nel 2010, allorquando dai pizzi più disparati e disperati vedrò confluire acque sporche: chi coltiva l’interesse a restare muta tenterà alleanze improbabili con chi coltiva alacremente interessi a che quel poco che si è scoperto non si diffonda, oppure sempre alacremente continua a ricoprirlo di altro. Tentativi di controriforma alla buona, signor Croce. Solo un altro tentativo. A dire il vero, gli accadimenti ignoti non accaddero in casa Udi, se per casa Udi s’intende la Sede Nazionale. Accaddero a latere. Procediamo con ordine. Dove ci eravamo lasciate, in casa Udi? A giugno 2009. Andiamo a dare un’occhiata a luglio. 178

A luglio 2009 accade un fatto nuovo che si comprende dalla lettura attenta di una lettera pubblica. Trattandosi di lettera pubblica, il consiglio è esteso anche a chi, avendola ricevuta, all’epoca non ci ha fatto caso.179  

Dov’era il Coordinamento nazionale Udi a quella data? Dov’era al Tempo di una lettera con dentro parole come: richieste di tante donne, chiamata a raccolta, qualcosa che unisce, mutare la rappresentazione, soggetti adulti? E infine, lettera con parole come… necessità di stare “alle nostre regole”? Forse, si potrà anche dire: quante parole! Intanto, dov’è il Coordinamento Udi? Nella lettera non compare neanche di striscio. Come destinatarie, quelle donne vi rientrano come singole iscritte, alla pari di altre. Nel resto della lettera non è citato. Infine, non compare la firma. È una novità in effetti. Tante chiamate a raccolta durante il 50 avevano visto la firma di un Coordinamento. Erano chiamate che l’Udi aveva deciso di fare da sola, senza altre sigle, si  ricorda? Udi chiamava da sola per poter chiamare tutte. Ora, nel luglio 2009, cosa salta in mente alla Delegata? Nel 2010 qualcuna dirà: che autoritaria… Anche lì, solo un tentativo, signor Croce. Forse, per tutto quello che ho fin qui scritto e allegato, qualche motivo c’è già. Erano accaduti fatti e altri ne accadranno. Teniamo a mente per il momento la data di quella lettera: 14 luglio.

 

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NOTE 

178
In Cisterna vengono traslocate le comunicazioni Udi che ho ricevuto nel mese di luglio 2009. Sono in numero di cinque, forse mi manca qualcosa, forse no. Per le mail e gli allegati lo spazio è sempre  cronologico sede 2009 [09]. La documentazione integrale sulla Staffetta è all’Archivio centrale nel Fondo Staffetta. Forse l’ho già scritto, comunque lo riscrivo: molti degli allegati 2009 che riguardano Staffetta li ometterò. Scoppierebbe Cisterna.

179
Mi riferisco a una lettera inviata il 14 luglio 2009 (o meglio, io ricevo nella mia posta la mail il 14 luglio, forse qualcuna l’ha ricevuta il giorno dopo, può essere, in ogni caso la lettera allegata reca la data del 14 luglio) dalla Delegata nazionale Udi e che ha queste destinatarie: Alle donne dell’UDI, Alle Portastaffetta regionali e nazionali, A tutte le donne interessate.
Questa la trascrizione integrale del suo contenuto, grassetti esclusi, sempre formattazione a parte:

“Carissime, la Conclusione della Staffetta a Brescia vedrà due momenti: la manifestazione di Sabato 21 novembre alle ore 15 in piazza della Loggia e la cerimonia di mercoledì 25 novembre nella quale le donne di Brescia riconsegnano l’Anfora alle donne dell’UDI. In questi mesi si sono ancora di più chiariti i punti che vogliamo far emergere a Brescia e le Portastaffetta Nazionali, in collaborazione con le Portastaffetta Regionali hanno favorito il raccordo, la raccolta e ora la sintesi delle azioni significative sul territorio. Proponendo le tante iniziative della Staffetta abbiamo voluto superare il senso di frustrazione e inadeguatezza che tante donne avevano vissuto in passato, dall’adesione singola o di gruppo a rituali di piazza preconfezionati e scontati. Ed in questa direzione vanno le richieste di tante donne che vogliono ritrovarsi a Brescia per sentirsi ciascuna protagonista e testimone di un evento. Una voglia di ritrovarsi che proviene sia dalle donne che hanno visto il passaggio dell’Anfora, sia dalle tante che per i più diversi motivi non hanno potuto neanche vederla. Il nostro evento conclusivo è quindi una Chiamata a raccolta delle donne che si sono avvicinate a noi, delle associazioni che hanno condiviso la proposta e le modalità dell’Udi e di tutte coloro che vogliono impegnarsi per qualcosa che unisce. A Brescia faremo chiaro il nostro primo obiettivo: mutare la rappresentazione della donna come soggetto debole da tutelare. Le donne sono soggetti adulti, cittadine con diritti, anche le donne violentate. Questo testimonia l’Anfora, in tutti i luoghi che ha attraversato, sostenuta accolta accarezzata da centinaia di mani di donna. La Staffetta ha mostrato a tutte e a tutti che le donne ci sono e si manifestano, si sostengono e lo sanno fare con amore e con arte. In questi mesi sono emerse molte e varie azioni indirizzate alle istituzioni, con una titolarità che non si limita alla richiesta o alla rivendicazione. Titolarità che mette a frutto le relazioni tra le donne e delle associazioni tra loro che non possono limitarsi a “fare rete”. Infine, l’Udi non chiede in cambio adesione alla propria organizzazione: siamo interessate ad un movimento molteplice e vario, in cui ciascuna realtà conservi la propria identità e autonomia, nella libertà per tutte. Come ho avuto occasione di dire alle donne presenti all’incontro di maggio, la Staffetta si è rivelata un laboratorio per rapporti nuovi con altre Associazioni, con i Centri Antiviolenza, e per un confronto con le Istituzioni, Commissioni Pari Opportunità eccetera, dove il primato resta la relazione che tenga conto del principio di ogni nostra azione politica: autonomia da qualunque schieramento. Anche quando il confronto ha visto la presenza/partecipazione maschile siamo state – tutte – brave nel comunicare la necessità di stare “alle nostre regole”. Definiremo nei vari dettagli le modalità di resa visibile di tutto questo, anche sul piano organizzativo, nella riunione del 3 ottobre prossimo che, sono certa, si arricchirà ancora di indicazioni creative, frutto del lavoro sul territorio nel tempo trascorso. Cari saluti Pina Nuzzo”.

Fine trascrizione. Mi scuso ancora con la scrivente di quella lettera, dove la forma ha la sua importanza. Per ritrovare l’originale in Cisterna, cercare 15.07 brescia: 21 novembre, manifestazione 25 novembre, riconsegna dell’anfora. La mail di riferimento contiene anche altri allegati, tra cui una comunicazione delle Portastaffetta nazionali sulla riunione successiva del 03.10.09 a Roma.

 

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