a chi giova e chi paga il prezzo

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Se non ricordo male, nel reparto coordinate mail ci siamo lasciate al 29 maggio, alla vigilia di un’Assemblea. I documenti Sede maggio/giugno li ho già elencati. E ora? Ok, il giorno dopo l’Assemblea si tiene la Riunione nazionale per la Staffetta. E ora? Devo dire di altro, prima di immergermi ancora nel fiume tiepido delle coordinate mail.
Siamo quasi in estate, nel 2009. Già da un po’ erano partite iniziative varie di protesta in sede locale su foto, manifesti e altro di pubblicità offensiva.
Era quasi estate e ci si preparava per andare al mare. Quasi d’estate, in autostrada scatto una foto a una cosa gigantesca, manifesto che da solo sembra un autogrill. Manifesto con dentro poppe, come parola. Con dentro poppe, intese come parti di traghetto. Con dentro poppe, intese come altro.
Era quasi estate 2009 e Staffetta prendeva a dare molti frutti. Piano piano si delineano i contorni, al momento ancora confusi, di quella che nel 2010 sarà la terza Campagna promossa dalla Sede nazionale Udi, Immagini Amiche. Per tutto il 2009 e oltre, avremo a che fare con un bel po’ di immagini nemiche. Nel percorso di Anfora, moltissimi biglietti in un vaso di coccio collegheranno violenza a immagini, linguaggi e stereotipi. Già da allora.
Era quasi estate ed era anche tempo di elezioni, questa volta europee.
In casa Udi, intesa come Sede nazionale e Portastaffetta, si era prese presissime dalla Campagna in corso. Non è che non si sapesse di quelle elezioni, anzi. Tra le varie comunicazioni della Sede e delle Portastaffetta si rintracciano molte volte i richiami su autonomia e altro. Non è che non si sapesse. Semplicemente, qualcosa sfuggì di quel che si andava facendo in sede locale. Né per insipienza, né per eccesso di benevolenza. Sfuggì e basta. In un caso, qualcosa si scoprirà solo a Natale.
La posta elettronica giugno-settembre 2009 è ancora così così, idem per i ricordi spiccioli quasi tutti persi. Nonostante questo, a carte scoperte, non esagero se affermo che nel periodo, da qualche parte, tra donne Udi, ci fu un consolidarsi del tacito mutare muto di orizzonti. Altri erano mutati da tempo e continuarono a tacere, muti. E mute. La parola muta vuol dire anche cambiamento, metamorfosi, dismissione di pelle per una nuova pelle. 174
Qualcuna nell’estate 2009 è stata completamente muta. Non conosco l’inizio della metamorfosi per quella muta. Non conosco la genesi vera del mutamento della pelle. Forse, non è stato un vero mutamento. Forse, si faceva finta. Se è stato un mutamento, è stato muto. Non so se chi lo ha compiuto indossa mute. Non so se sa andare anche sott’acqua. Non conosco bene le acque in cui naviga, né ieri né ora. So soltanto che alla fine del 2009 qualcosa venne a galla.
Le cose gravi sono due e si seppero in momenti differenti. Sono anche di differente tipo e provenienza, riguardano due componenti del Coordinamento nazionale Udi. La prima è accaduta durante la Campagnaelettorale per le europee: non conosco con precisione la data esatta di questo primo fatto, ma il lasso di tempo è quello. Dalla Sede nazionale fu scoperto a Natale 2009. Che regalo. 175
L’altra cosa grave ha una data certa ed ha a che fare con una firma. Questo secondo fatto è stato scoperto per intero a febbraio 2010, dopo un’Assemblea. 176

 

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NOTE
(N.B. i riferimenti in nota attengono a file contenuti nella Cisterna.)

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Questo tipo di muta non serve tanto per nascondersi, ma per sopportare freddo e altri inconvenienti marini. Non posso andare sott’acqua da quando a 14 anni mi hanno spaccato un timpano. Proprio spaccato, con un tocco di tallone preciso, se avesse preso la mira non sarebbe andata peggio. Ero a raccogliere ricci di mare a qualche metro sotto il mare e arrivò quel tallone ignoto. Uhi, che male. Per puro miracolo o spirito di sopravvivenza (in fondo, la stessa cosa) sono rimasta a galla quel tanto che bastò a mandare muti segnali di soccorso. A 25 anni circa la sentenza, almeno provvisoria, alquanto rudimentale: acufene inguaribile all’orecchio sinistro. Tradotto in parole e immagini più comprensibili: stazione radiofonica fuori sintonia, continuo fruscio. Oh, che fastidio, dopo il male. La scienza medica terrà per sé ogni medicina. Non userò mai nulla di quanto prescritto. D’altronde, hanno parlato abbastanza chiaro: sono rimedi così così e con molte controindicazioni. Ho solo imparato il training per non sentire acufene. Ora, da qualche mese è arrivata una compagna per il fruscio, suono che ho chiamato autoclave lontana intermittente. Fa capolino di tanto in tanto, sempre a sinistra. Di questo 50E50 avrei fatto volentieri a meno. Signor Fruscio E Signora Autoclave. Bella roba. Non posso andare più sott’acqua, da quasi 40 anni. Sott’acqua con la muta e senza muta. Non resisto a non tuffarmi, non riesco a fare il bagno se non mi tuffo, adoro solo l’acqua alta, non mi… piaggiono le spiagge. Cerco di farlo piano, preparo l’orecchio con l’accorgimento giusto e via, andiamo.

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L’accenno a questo primo fatto è contenuto in donne manifeste, dove ho trascritto 2 punti da un Verbale di riunione Coordinamento 16 febbraio 2008.
Premessa: metto in conto che la protagonista di questo fatto non sia la sola ad averlo fatto, se per fatto intendiamo contravvenire all’impegno contenuto nel punto numero 9 del suddetto Verbale, impegno che discende da quella che ho chiamato deontologia Udi. In questo caso, aver compagne al duol, aumenta la pena. La pena è veramente tanta. Non parlo di punizioni. Anche pena, come muta, vuol dire tante cose. Inoltre, già detto, non interessa la peccatrice, ma il peccato. E fu un vero peccato, per noi tutte.
Dicembre 2009, balza agli occhi dal web un manifesto elettorale. Periodo di riferimento: europee giugno 2009 Italia. Committente: Rifondazione Comunista. Titoli a caratteri cubitali: APPELLO FEMMINISTASE SEI DI SINISTRA DILLO FORTE. Dentro: un sacco e mezzo di parole. Sotto, tra le firme, nome e cognome di una Coordinante nazionale Udi, con accanto Udi di xxx.
Dicembre 2010, ossia mentre scrivo, la mia è ancora una domanda semplice: perché? Non la rivolgo soltanto a quella donna e come ieri è una domanda vera: che peccato, perché? La domanda non è su norme, mancato rispetto di Statuti e di decisioni assunte con l’impegno di farle rispettare da altre. Se la domanda fosse quella, non sarebbe una domanda. La domanda vera era e resta: a chi pensi di aver dato forza? e almeno dopo, ti sei chiesta a chi l’avevi tolta? Vorrei tanto che tutte le donne in Italia e dappertutto, a sinistra, destra e dappertutto dicessero chiaro, se non forte, cosa vogliono per il futuro e con quali gambe pensano di farlo camminare come Udi, se parliamo di donne iscritte all’Udi. Se si pensa di andare a dare forza altrove con la sigla Udi e contemporaneamente si tacciono questa e altre manovre, cui prodest? Oggi e sempre ho nella mente le parole di una Donna Udi con la Dmaiuscola: per ogni gesto politico sono due le domande che ti devi porre: a chi giova? e chi paga il prezzo? Oggi possiamo dire anche altro: se tanto mi dà tanto, non ha tratto giovamento neanche la formazione. Tacendo, infine, si è contravvenuto anche all’invito dillo forte. Né forte né chiaro né piano né confuso. Semplicemente, non si è detto. Mi toccherà tornarci su, quando scriverò di una riunione di maggio 2010, dove una toppa fu peggiore del buco. Per quel manifesto che sta ancora sul web, vedere in varie ed eventuali mac 2009 [10].

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Il secondo fatto è costituito da 2 sotto-fatti scoordinati tra loro in contenuto e date. Partiamo dalla fine, dicendo che solo dalla metà di febbraio 2010 di tutto intero questo fatto sono a conoscenza la sottoscritta ex Garante, la Delegata e le 2 attuali Garanti. Ne è a conoscenza, ovviamente per prima, anche una ex Coordinante. Ma le prime citate ne sono a conoscenza, per intero, solo dal febbraio 2010. Torniamo all’inizio.
15.09.09, una iscritta Udi contatta la Delegata per “mandarle in visione bozza” di una richiesta di finanziamento locale per il “via libera” per detta operazione e nello stesso giorno l’iscritta viene sconsigliata vivamente dalla Delegata sul coinvolgere il nome dell’Archivio Centrale in detta richiesta, per una serie di motivi legati al vincolo su cui ora non mi dilungo. Di questo primo sotto-fatto sono a diretta conoscenza in quanto ho visionato gli allegati appena giunti via mail alla Sede nazionale. In merito a destinazione e vincoli dell’Archivio centrale, vedere art. 13 Statuto Udi 2003 in cartella sede 2002_2004 [01].
16.02.10, dal web si apprende che detta richiesta, nel momento in cui si contattala Delegata Udi, era stata già depositata in sede locale e con un coinvolgimento determinate dell’Archivio centrale, poiché si parla esplicitamente di sua sistemazione e fruizione.
Le carte con data certa differiscono da quelle inviate alla Delegata. Nelle seconde non è indicato il deposito già avvenuto. È questo il fatto più grave sul piano politico e dei rapporti all’interno dell’Udi, dove ogni altra sua intemperanza fino al febbraio 2010 poteva essere (e così è stato) anche sopportata, con immensa generosità. Dopo il contatto in data 15 settembre 2009 dove la Delegata si esprime negativamente, la faccenda sembra esaurirsi lì. In effetti, era già capitato, c’erano già state iniziative per così dire estemporanee di detta iscritta Udi che a quella data, almeno sulla carta, era anche componente di un Coordinamento nazionale. Nei rari incontri successivi che ci hanno viste insieme l’argomento non è stato neanche sfiorato. Posso dire il motivo per il quale non l’ho fatto io: avevo ben altro per la testa, eravamo a pochi giorni da Assemblee e Riunioni, si stava organizzando la Manifestazione a Brescia. Queste erano, accanto ad altre belle e importanti, le occupazioni delle donne di una Sede nazionale. Almeno uno dei motivi per i quali l’argomento non è stato affrontato dalla protagonista mi è chiaro da febbraio 2010. Va anche detto che, pur nella sua gravità, alla data del febbraio 2010 la sorpresa per questo fatto non è stata immensa, perché nel frattempo altri incroci tra fatti benedetti e croci avevano chiuso il cerchio.
Dicembre 2010, oggi vorrei tanto scherzarci su e chiedere all’ex Coordinante: perché ci hai fatto lavorare a vuoto, visto che anch’io avevo altre gatte da pelare, oltre alle tue? Ma non si può scherzare su tutto. Certamente non si scherza sull’Archivio. Fermiamoci qui. Per il momento, per le nostre carte scoperte, teniamo presente la data 15 settembre 2009 per metterla a confronto con silenzi e parole a vuoto delle coordinate mail dello stesso periodo. Ogni riferimento ai fatti succitati è contenuto nella Cisterna del 2010. Occorre attendere altre scoperte, quasi fosse telenovela.

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