anniversario che vieni…

anniversario che vai.

Questa notte ho fatto l’alba. Perchè, anche se non credo negli anniversari come in molte altre cose, ho pensato mia Madre. Che se ne è andata giusto un anno fa. All’alba. Andata nel senso di respiro. Perchè in altri sensi se n’era andata già. Infatti, mica io l’ho pensata solo stanotte. Of course. Ma ci ho pensato a modo mio, come sempre. Anche stanotte.

L’odierno dibattito su faccende uterine (che la mia anima Imenea mi suggerisce di definire anch’esso molto uterino, da ambo le parti, ammesso che siano solo due) ha riportato alla mente un ricordo.

Il fratello minore di mia Madre era sterile (si dice sterile al maschile? vabbuò, chi se ne frega) e come lui la di lui moglie. Narra la leggenda che quando la sottoscritta nacque, quarta di quattro figlie femmine, il fratello di cui sopra abbia chiesto a Gina di regalarle (non mi viene altro verbo) la sottoscritta. Sempre la leggenda narra che a quel punto Gina lo abbia mandato gentilmente a quel paese. Lei non ha mai detto vaffanculo, se non in età senile (finalmente). Ma deve averlo fatto nello stesso identico modo in cui io dico vaffanculo. E’ sempre la leggenda a dirlo. Penso che la leggenda sia vera. In ogni sfumatura. La sottoscritta l’ha appresa in età adolescenziale. Pare che il tutto sia avvenuto che ero da pochissimo nella culla. Pertanto, non c’ero al momento della proposta. E se c’ero, dormivo.

Ai miei tempi capitava. Cosa?

  • Che molte facessero molte figlie. O figli. Come oggi non si fa più. Almeno dalle mie parti.
  • Che qualcun altro fosse sterile. Meno di oggi, ma capitava.
  • Che si imprestassero uteri all’italiana. Ossia, a cose fatte. Anche perchè non c’erano ancora i mirabolanti progressi della scienza.

In classe con me, alle elementari, c’era una bambina la cui gemella era stata “donata” alla zia sterile. Ancora ricordo come e quanto la bimba mi diceva della sua mancanza. Come potevano dirsi le cose ai miei tempi. Tra bambine. Of course.

Sulla pelle dei bambini (e delle bambine, aggiungerebbe Uma) da che mondo è mondo si giocano molte guerre, intrise di egoismo. Ovunque. Dalla pedofilia in su. O in giù, fate vois.

Io non sono madre. Ma amo il Futuro. E resto orgogliosamente Bimba. Già da soli, i due fattori mi danno titolarità di parola su dette guerre.

Questi di cui sopra sono ricordi. Solo ricordi. Non bastano per dare dignità di intervento in un dibattito. Un dibattito denso e pieno di sfumature come solo in certe faccende tra femministe può accadere. In Italia. Accalorato. Barricadero. Qualcuna mi ha già tolto il saluto. Pensa! E ancora non avevo scritto tutto quello che penso.

Ma lo farò. Inizierò a scriverci. Da oggi. Per santi.ficare un anniversario. In fondo, lo devo anche a Gina, che tutto era meno che materna. Ma è la Prima Donna ad avermi trasmesso il senso di sè e della libertà. Prima, durante e dopo i biberon. Così è. Se vi pare. girlpower_0 M.A.C.    

 

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