Asia come Artemisia

Sto lavorando su alcune donne vissute nel Seicento.
Un lavorone.
Ahimè, qui e là sprazzi di contemporaneità mi distraggono.
E allora scrivo, non c’è altra soluzione.
Così potrò archiviare il tutto per tornare dalla mia Juana la loca. E altre locure della Storia.

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Asia Argento è stata stuprata.
Lo ha detto, come altre, molto tempo dopo.
Ma non è questo il motivo per cui in Italia viene bollata.

Ad Asia Argento, nel nuovo millennio, uomini – ma anche donne – non perdonano il fatto di essere una donna che spesso si è mostrata libera e spregiudicata.

In ogni caso, l’aspetto su cui voglio fermare la mia e vostra attenzione oggi è un altro.

Asia Argento, con i mezzi a sua disposizione, ha elaborato già quell’episodio. Lei è soprattutto un’attrice ma nel frangente, parliamo del 2000, pertanto all’età di 25 anni, ha non solo interpretato ma scritto la sceneggiatura e diretto la regia di un film dove ha tirato dentro anche sua madre Daria Nicolodi a interpretare il ruolo della madre di colei che Asia interpreta.

In un film poco noto. Non mi dilungo. Il link è a disposizione.

Asia ha già elaborato. Ed è andata avanti.
E’ una donna di oggi. Come tante altre, dalle mille contraddizioni. Evvivalamadonna! Ma è una donna libera e spregiudicata. E questo non si perdona.

Ora che, a 17 anni di distanza, si scoprono gli altarini di altri misfatti, Asia è tra le donne che stanno parlando anche pubblicamente. E in Italia piove merda. La riduco all’osso ma è così.

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Facciamo un salto di centinaia di anni.
Andiamo a trovare un’altra donna.
Costei è vissuta qualche decina di anni dopo le vicende di altre donne su cui sto lavorando.
Verso la fine del Seicento, per l’esattezza.
Anche lei ha un padre importante, figura per lei di riferimento alto. Lui è un pittore. E ha un amico, anche lui pittore, soprannominato lo smargiasso.
Non solo, i critici così si esprimono su Agostino Tassi lo stupratore: orientato a una strumentalizzazione erotomane del corpo femminile.

Il resto è storia abbastanza nota.
Tassi violenta più volte Artemisia.
Lei viene poi costretta a subire (anche se formalmente l’imputato è lui) un lungo processo. Durante il quale più e più volte le tocca descrivere gli episodi nei più piccoli dettagli. Il resto lo lasciamo stare. Ma ci viene fatto di ipotizzare che anche lei, Artemisia, se avesse potuto, si sarebbe risparmiata, sul momento, quel processo. Che in quanto tale non è servito a lei per elaborare, ma per consentire ad altri di giudicare.
Alla maniera del Seicento.

Ma lasciamo stare.
Quello che qui vogliamo sottolineare è che Artemisia ha poi elaborato.

E lo ha fatto alla grande. Diventando, tra le altre, una delle figure più importanti della pittura carovaggesca. Diventando ricca e riuscendo anche a vivere spensieratamente.

Artemisia ha elaborato attraverso gli strumenti a sua disposizione. Inutile citarli uno per uno. Basti pensare a Susanna e i vecchioni o ai tanti Giuditta e Oloferne. Artemisia ha elaborato, trasformando il suo dolore e la sua rabbia in Arte pura.

Lo sento già nelle mie orecchie: paragone esagerato.

Certo, le vicende di Asia e Artemisia non si rassomigliano praticamente in nulla, non solo perchè si svolgono una a 500 anni e più di distanza dall’altra.

Ma in una cosa – la più importante – Asia è uguale ad Artemisia. Che vi piaccia o no. Entrambe hanno elaborato.

E alla faccia di tutta la vostra merda, Asia, nè più nè meno di Artemisia, andrà avanti. Era già andata avanti.

Per farmi scrivere quello che sto scrivendo, Asia Argento non ha bisogno di piacere a me, in quanto attrice o altro.

Asia, su tutto, non ha bisogno alcuno della mia “solidarietà”.

Perchè solidarietà è qualcosa che si dà alle vittime.
E solidarietà non ha ragion d’essere nella Libertà.

Solidarietà va a braccetto con oppressione.
E non è questo il caso.

Asia non ne ha bisogno.
Perchè lei è già oltre. Che vi piaccia o no.
E per quanto sonno siate riuscite a farle perdere in questi giorni, Asia andrà avanti.

Perchè lei non è una vittima, ma una testimone.

M.A.C.

 

ps:
bene, ora che v’ho detto come la penso, posso tornare dalla mia Juana. Che in un orecchio mi sta dicendo di essere un po’ gelosa per il disguido. Ma anche Lei in fondo è contenta. Perchè anche Juana la Loca, o Giovanna la Pazza se preferite, fatte le debite proporzioni, appartiene alla categoria delle Asie e delle Artemisie.

 

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