burraco alle costantine

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(il burracudi)

Le Macare non sapevano proprio come fare per portare tutte quelle donne, e qualche uomo, che volevano andare a piazza Farnese per il 13 di ottobre 2007.Sarebbe stato un altro piccolo 50E50: andata e ritorno in pullman, due notti di seguito, bella sfacchinata, ma valeva la pena. Sfacchinata per loro, perché a Roma ci stavo già da un po’ a divertirmi tra uffici, asl, gazebi e fontane. In parte, venne in soccorso una donna dello Spi-Cgil Donne che procurò loro un contributo. 84
Le Macare, però, volevano che la trasferta non costasse neanche un euro a testa a quelle donne, e qualche uomo, che volevano venire a festeggiare in anteprima quello che si profilava come un discreto successo di Campagna. Successo per tutte e tutti e un pochetto successo anche per il loro Centro raccolta Macaro senza fissa dimora. Come fare? Soldi dalle Istituzioni? Non sia mai. Vedi Scuola, poi ci toccano i saluti in Piazza o altrove. E allora? Il tempo per andare in giro porta a porta non c’era. Conoscevano un sacco di donne, e qualche uomo, che amavano molto un nuovo intrattenimento casalingo e anche circondariale, se non provinciale e regionale, forse nazionale, che va sotto il nome di burraco. Se la devo dire tutta, ci gioco anch’io e mi piace pure. Adesso capita un po’ meno per impegni vari serali, per cui proprio non posso. Solo qualche volta, d’estate.
Le Macare conoscevano tutte queste donne matte per il burraco. Loro però non sapevano neanche dove stava di casa il burraco. E non sono donne che si accontentano di organizzare e basta, anche se per ottimo scopo. Volevano anche divertirsi in proprio, volevano far parte della partita. Era ancora estate piena – da noi l’estate non finisce quasi mai – ed era ancora tempo di Taranta. Un giro di telefonate giuste, un volantino carino e pure serio, una montagna di sms e fu così che in tante e tanti si ritrovarono al sona, fischia e canta serata di autofinanziamento godereccio per il cinquanta e cinquanta. Dove, se non a Le Costantine, visto che pure alla Sindaca di quattro è un brutto numero piaceva giocare a burraco? Dal pomeriggio fino a notte fonda. Feci in tempo ad esserci, in fondo era solo il 29 di settembre. Sembra una canzone dell’Equipe 84. Fu serata bellissima, chi cantava e chi ballava, chi passeggiava nel bosco e chi giocava. Quella del gioco fu cosa seria, torneo in piena regola, non si sentiva volare una mosca in quella sala: tutte e tutti tese e tesi, paritariamente. La Fondazione Le Costantine aveva donato primo, secondo e terzo premio: prodotti della casa, prodotti di tessitura a telaio come si deve. E tutte e tutti ci tenevano moltissimo a vincere quel torneo. Tutte e tutti, senza distinzione di sesso. L’intero ricavato delle iscrizioni andrà nel fondo pullman. Giocai solo una mano, poi passai.  Fremevo, non riuscivo a stare ferma. Alla fine, tutte e tutti insieme a mangiare, anche lì senza distinzione d’appetiti. Ah, le Costantine! Ci si dovrà tornare tutte e tutti uno di questi giorni, è tanto il tempo trascorso dall’ultima volta.

Va detta una cosa sull’autofinanziamento Udi, a questo punto. Serate come quella ora non sono novità per le Macare. E non solo per loro. Allora sì, perché avevano appena un anno di vita udìna. Le donne dell’Udi in generale sono avvezze a mille e più cene, tombole, mercatini, balli e canti! È tradizione che fa parte del dna udìno. Tradizione partita da un 1945 dopo così tante bombe, fatta di gesti piccoli e grandi per una ricostruzione. Nei luoghi dove la tradizione di cene, feste, lotterie e canti si è mantenuta dal dopoguerra in poi, lì dove si è aggiornata ai tempi, è una vera goduria. Ecco, ora lo scrivo: ho un’invidia buona e matta verso le Sorelle modenesi che quasi me le mangerei come gnocco fritto! Mizzica, se sono organizzate ammodena, tutto ammodino. Anche le ferraresi non scherzano. E poi le venete, le ravennati, le torinesi, le siciliane, le marchigiane e le napoletane, però io ho un debole per Modena e lo dichiaro. E che ci posso fare. È un debole che ha radici forti, direi radici a prescindere da autofinanziamento. Le auto-cose Udi sono tante: autoconvocazione, autoproposizione, autofinanziamento. Si sono sentite, si sentono e si sentiranno spesso queste parole, le scriverò anch’io. Hanno a che fare con autonomia, che è cosa seria.
Autonomia è quella cosa dove non si sente volare nessuna mosca intorno a speculare. Di più, autonomia è quella cosa dove nessun moscone resta nascosto dietro le quinte a pilotare. Nessuna mosca intorno, come e di più di quel torneo burracudi dove tutte e tutti vollero esserci per dare un sostegno alle Macare, ma volevano esserci anche tanto per mettersi in gioco e partecipare, perché tutte e tutti volevano vincerlo, senza distinzione.

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NOTE

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Le donne dello Spi-Cgil non hanno fatto solo quello e non lo hanno fatto solo nel Salento. Sono state una sigla, direi l’unica ad un certo livello, che si è mossa come si deve in quella Campagna. Una montagna di firme e altrettante iniziative. Erano così tanti i loro Centri di raccolta che nel sito feci una pagina apposta tutta i Centri SPI. Come per quelli di Towanda. Grazie ancora Donne, grazie! Anche per la vostra presenza a Piazza Farnese. Un file spi cgil donne è nella cartella varie ed eventuali 2007 [06] e altre info si trovano nelle varie snu 2007 [05]. Per il burracudi, vedere tra le varie ed eventuali mac 2007 [06] dove si trova anche di questo tipo di plagi sono contenta, trascrizione di uno scambio mail perugino del 19.10.07.

 

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