autenticita’

Noi cerchiamo l’autenticità del gesto di rivolta e non la sacrificheremo nè all’organizzazione nè al proselitismo.
Comunichiamo solo con donne.

(Carla Lonzi - Sputiamo su Hegel – La donna clitoridea e la donna vaginale - 1970)

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NOTA:
Con queste parole si chiude il Manifesto di Rivolta femminile contenuto in Sputiamo su Hegel.
Ho fatto a pezzetti le parole di quel Manifesto.
E ho fatto uso di estratti. Tutti in sequenza originale  a partire da qui.

Forse, Carla Lonzi mi farebbe a pezzetti per questo? Non so.
So che le risponderei con le parole inserite nella prima stanza, a proposito della messa in guardia per non cadere in trappole ideologiche.

Sono certa certissima che – se esistesse un luogo dove ora stare, altro dalla memoria – Lonzi si starebbe rivoltando sotto e sopra da un bel tot, per molto altro che in giro si compie, usando le sue parole, in suo nome, infine con plagi occulti (questa ultima, la meno peggio tra le altre).

Per cui, forse con me si farebbe una risata, un the e una sigaretta. Forse.

In altro luogo (tratte dal Diario) si trovano parole dove Carla Lonzi scrive della differenza per lei tra verità e autenticità.
(M.A.C.)

 

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il femminismo mi si è

Il femminismo mi si è presentato come lo sbocco tra le alternative simboliche della condizione femminile, la prostituzione e la clausura: riuscire a vivere senza vendere il proprio corpo e senza rinunciarvi. Senza perdersi e senza mettersi in salvo.

[in E’ già politica - Scritti di Rivolta Femminile - 1977]

 

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ho sempre lavorato

ho sempre lavorato molto,

non solo di mente

ma di circostanze

non solo parlando, scrivendo

ma allacciando rapporti il piu’ possibile validi

in un mondo che fornisce si’

ma di fasulli e strumentali

 

[da Armande sono io! - Carla Lonzi - Scritti di Rivolta Femminile - Collana : Prototipi - 1992]

 

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va bene che la liberazione

1973.  16 gennaio

Va bene che la liberazione è individuale, ma il femminismo dovrebbe essere una tappa dell’umanità come il buddismo, il cristianesimo che hanno improntato di sé una civiltà.
Non che su questa ipotesi mi abbandoni a sogni di risoluzione terrestre, ma neppure potrò escluderlo a priori.
Il femminismo non è solo rabbia, denuncia, ma anche autocoscienza e liberazione, è tutto l’arco, tutte le fasi di un processo: il risultato è sempre la scoperta di sé, ma l’essere in un processo invece che in un altro modifica la civiltà.
Si, lo so, è come scoprire un pezzo di cielo dietro le nuvole; c’è sempre l’azzurro, ed è sempre uguale, ma d’altra parte il cielo è così, infinito, infinite sono le nuvole che lo tengono al di là, e infiniti sono i tempi e gli esseri umani, allora fanno questa rotazione sull’uguale.

[Carla Lonzi - Taci, anzi parla. Diario di una femminista. – 1978 – Pag. 213]

 

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tutte le ideologie

1972.  26 dicembre

Tutte le ideologie rivoluzionarie danno dei modelli nei quali uno può accettarsi e, anzi, sentirsi superiore agli altri, guida.
Ma  si allontana da se stesso e si sdoppia nascondendo il vero se stesso.
Si è rivoluzionari se si è se stessi.
È difficile parlare in un clima di obiezioni.
Come prevedevo non è successo niente con i miei, se non una certa serenità verso i genitori.
Queste feste sono un perpetuare situazioni infantili.
Mi sembrava che tutte le figlie fossero lì con la loro merce, i figli, per fare contenti i genitori, e che tutto era stato condizionato dall’aspettativa di questi.
Era proprio il momento più sbagliato per richiamare un colloquio fra noi.
È in famiglia che si comincia a non comunicare, si aspetta il mondo di fuori per ricominciare a farlo, poi ci si accorge che non è più possibile, richiede sforzo, o, non so, intenzione.
Allora basta demolire l’inciampo in noi, ma non è possibile che avvenga in tutti i membri della famiglia.

 

[Carla Lonzi - Taci, anzi parla. Diario di una femminista. – 1978 – Pagg. 184-185]

 

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l’uomo fantastica

L’uomo fantastica di stare abusando di una donna durante il coito:
questo viene interpretato come il frutto della repressione operata dalla civiltà e che ha spinto lui a erotizzarsi in un irresponsabile raptus di violenza.
Anche in questo fenomeno noi intravediamo una verità diversa latente nell’inconscio maschile:
la donna veramente è adoprata nell’atto sessuale, e che lei si rifiuti e infine sia presa serve a rimandare all’uomo una immagine ingigantita della sua virilità, dunque del suo potere.

[ Carla Lonzi . Sputiamo su Hegel - La donna clitoridea e la donna vaginale.  pag 96 ]

 

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l’immagine femminile

L’immagine femminile con cui l’uomo ha interpretato la donna è stata una sua invenzione.
Verginità, castità, fedeltà, non sono virtù; ma vincoli per costruire e mantenere la famiglia.
L’onore ne è la conseguente codificazione repressiva.

[Carla Lonzi  “Sputiamo su Hegel – La donna clitoridea e la donna vaginale“,   pag.12]

 

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il mito della complementarieta’

Finora il mito della complementarietà è stato usato dall’uomo per giustificare il proprio potere.

Le donne son persuase fin dall’infanzia a non prendere decisioni e a dipendere da persona ‘capace’ e ‘responsabile’: il padre, il marito, il fratello…

 

 

(Carla Lonzi - Sputiamo su Hegel – La donna clitoridea e la donna vaginale - 1970)

 

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la donna come soggetto

La donna come soggetto non rifiuta l’uomo come soggetto,
ma lo rifiuta come ruolo assoluto.
Nella vita sociale lo rifiuta come ruolo autoritario.

 

(Carla Lonzi - Sputiamo su Hegel – La donna clitoridea e la donna vaginale - 1970)

 

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cultura

La forza dell’uomo è nel suo identificarsi con la cultura, la nostra nel rifiutarla.

Dopo questo atto di coscienza l’uomo sarà distinto dalla donna e dovrà ascoltare da lei tutto quello che la concerne.

 

 

(Carla Lonzi - Sputiamo su Hegel – La donna clitoridea e la donna vaginale - 1970)

 

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sputiamo su hegel – 1 -

La civiltà ci ha definite inferiori, la chiesa ci ha chiamate sesso, la psicanalisi ci ha tradite, il marxismo ci ha vendute alla rivoluzione ipotetica.

Chiediamo referenze di millenni di pensiero filosofico che ha teorizzato l’inferiorità della donna.

Della grande umiliazione che il mondo patriarcale ci ha imposto noi consideriamo responsabili i sistematici del pensiero: essi hanno mantenuto il principio della donna come essere aggiuntivo per la riproduzione dell’umanità, legame con la divinità o soglia del mondo animale; sfera privata e pietas. Hanno giustificato nella metafisica ciò che era ingiusto e atroce nella vita della donna.

Sputiamo su Hegel. [continua]

 

 

(Carla Lonzi - Sputiamo su Hegel – La donna clitoridea e la donna vaginale - 1970)

 

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storia incompleta

La donna ha avuto l’esperienza di vedere ogni giorno distrutto quello che faceva.

Consideriamo incompleta una storia che si è costituita sulle tracce non deperibili.

Nulla o male è stato tramandato dalla presenza della donna: sta a noi riscoprirla per sapere la verità.

 

 

(Carla Lonzi - Sputiamo su Hegel – La donna clitoridea e la donna vaginale - 1970)

 

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religioni e genio

Alle nostre spalle sta l’apoteosi della millenaria supremazia maschile.
Le religioni istituzionalizzate ne sono state il più fermo piedistallo.
E il concetto di ‘genio’ ne ha costituito l’irrangiungibile gradino.

 

 

(Carla Lonzi - Sputiamo su Hegel – La donna clitoridea e la donna vaginale - 1970)

 

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