compagna burocrazia

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Sono molte le cose che quasi nessuna conosce di quella Campagna in giro. Qualche retroscena è stato raccontato sottovoce, di iniziative locali e vari rapporti con le varie istituzioni. Sottovoce. Se devo prendere ad esempio una cosa nazionale, una cosa che riguarda tutte, posso dire con certezza che si possono contare sulle dita di una mano le donne che sanno come si arrivò a Piazza Farnese, in un dì di ottobre 2007. La decisione fu presa a giugno, pubblicamente. E questo si sa. Si disse che potevamo osare una manifestazione nazionale quando era ancora in corso la Raccolta firme. La data proposta e accettata fu il 13 ottobre 2007. 70 
Non sapevamo molte cose a giugno. Innanzitutto, non sapevamo – e non eravamo le sole, ovviamente – il fatto che quella data  sarebbe diventata, nell’agenda di altre e altri, anche una vigilia di primarie di partito.
Per dirne un’altra, solo all’ultimo momento sapemmo che il Comune di Roma, per la stessa data 13 ottobre, aveva concesso il Colosseo per un raduno di Alleanza nazionale.
Avevamo una qualche dimestichezza con burocrazia e affini, questo sì. Sapevamo che da molti anni una manifestazione autonoma di donne era praticamente esclusa da qualsiasi agenda in Italia. Comprese le grandi manifestazioni contro la violenza, ogni iniziativa degli anni post-emergenza era sempre stata supportata da partiti o sindacati. A volte palesemente. A volte nell’ombra. Per il resto, di nazionale a Roma, poco altro.

Praticamente solo Partiti, Sindacati e, ovviamente, il buon Beppe Grillo, il weborganizzatore di supermassa incavolato sì, ma anche molto molto finanziato. Uso vocabolario soft. Il termine Vday come usato da Grillo non mi è mai piaciuto. Non sono una che disdegna il turpiloquio. È che V sta per tante cose, oltre che per vaffanculo. Altrove, inteso come geografia, V con accanto day è stato usato e ancora viene usato per ben altro: parlo di cose poco conosciute, cose di donna. Insomma, sta per Vagina. Quindi, meglio non confondersi.
Per ritrovare una vera manifestazione autonoma di donne, comunque, si doveva andare a spulciare nel nostro Archivio.
Sì, sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata. Intanto, per Madama Burocrazia. Che in quanto tale, non è cosa solo romana. E non ha colore. Avevamo bisogno di un palco. Intanto di quello. Poi, una montagna di autorizzazioni. Come tutte le donne che hanno e avevano responsabilità nazionali in Udi, sono una personcina a modo. E della parola legalità faccio pratica politica da quel dì. Mi piacciono le regole se hanno a cuore la parola legalità. Molto meno sopporto burocrazia, ma so che con questa signora bisogna averci a che fare, in certi frangenti. E noi si voleva fare tutto per bene.
Nessun santo ambosesso in paradisi o purgatori romani, nessuna scorciatoia nei meandri, per nostra scelta. Richieste, autorizzazioni, asl, bagni chimici, decibel, siae, spazzatura. Tutto a modo. Dalla Circoscrizione interessata arrivò un plico con gli adempimenti richiesti alto così, che avrebbe fatto tremare i polsi a chiunque. Ma come? Così si fa? Sì, così s’ha da fare. E noi giù a studiare. Decibel? Perizie? Stime? Per la miseria, non ci basteranno 20mila euro, una volta fatti tutti i conti. Inclusa l’assicurazione per le fontane monumentali di Piazza Farnese. Tra di noi, en passant, ci chiedemmo: e quelli di Alleanza Nazionale quanto avranno mai sborsato per stare davanti al Colosseo? Quisquilie, sovrappensieri in corso d’opera.
Una donna romana, un’altra, non quella di prima della banca dati, ci aveva assicurato che avrebbe procurato un palco. Per 1.500 uro. Sicuro? Tutto a posto? Tutto a norma? Possibile? Certo! Ci penso io!
Dopo un po’,  si perse pure lei. Persa per dare una mano, rispuntò per salire su un palco, per parlare a un microfono come tantissime altre. Avanti, c’è posto.
Per il palco alla fine ci toccò chiamare un’Agenzia coi controfiocchi, la stessa che da anni lavorava con Partiti e Sindacati: 1.500 euro, ma stiamo scherzando? Non bastano neanche per montarlo. Per voi che siete l’Udi [pensa te, che onore!] facciamo 6.000 euri, tondi tondi. 6.000 euro? Oh, perdindirindina! Perdindirindina lo dice la Signora Udi. Io dissi un’altra parola.
Una ridda di telefonate e andirivieni, per Uffici e timbri. Poi, un giorno, una telefonata. Un’altra donna romana, un’altra ancora, bene informata. Informata nel senso che per qualche gioco strano era resa edotta di carte e controcarte che arrivavano con l’intestazione Udi in quei tanti uffici in quel di Roma. Un’altra romana ancora, questa volta delle istituzioni: Ma che state a fare? Va là, va là. Quella roba sta scritta lì tanto per dire. È solo burocrazia. Non dovete fare neanche la metà di quella roba.
Disse proprio così: tanto per dire. Parole dette e quasi sottoscritte.
Allora, la legalità?
Ma và, ma và. È per via che le Piazze a Roma non le vuol dare più via, il Sindaco. E allora, giù burocrazia, giù meandri e trabocchetti.
E ASL? E spazzatura? Noi s’è fatto tutto a modo.
Ok, va bene, ma non ve ne prendete troppa cura. Verranno i Carabinieri, questo sì. Verranno le Forze dell’Ordine, a controllare.
E i decibel? E l’Ambasciata Francese?
Va là, va là. Cosa dovrebbero dire, allora, di tutto il casino che si fa ogni santa sera, in Campo dei Fiori? Niente paura, potete stare tranquille.
Noi tranquille, non ci stavamo mica per nulla. E si fece tutto a modo.
S’è scritta anche una lettera per l’Ambasciata Francese, poi consegnata a mano. Lo ricordo ancora. Quando l’abbiamo fatto, ci hanno prese per extraterrestri, in quel di Francia. Eravamo le prime, parole di Francia, ad avere bussato mai a quel portone. Lettera bella, quella udìna, dove si disse: con permesso, faremo presto, non daremo noie, con osservanza, ciao Francia, evviva la libertè, eccetera eccetera.
Scrivo così, giusto per dare un’idea. Avevo da qualche parte una copia, si è persa nel mare magno. L’originale è protocollato in via Arco di Parma.
All’Ambasciata di Piazza Farnese a Roma son lì che ancora pensano che Udi deve essere una cosa strana assai. Cosa siamo? Adesso, per conferma, abbiamo anche il marchio MBI: siamo passate dalle forche caudine di Madama Burocrazia Italiana del nuovo millennio. Cosa siamo? Siamo una Unione fatta di Donne che dal 2003 non sono più Italiane, ma in Italia. Questo siamo. Non sono più Italiane, se mai lo sono state, quelle Donne. È poco, ma sicuro. E ci metto il timbro.

 

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NOTE
(i rimandi tra parentesi quadra si riferiscono a cartelle della Cisterna)

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Nelle cartelle varie snu 2007 cronologico snu 2007 [05] ci sono documenti vari che narrano gli eventi ufficiali dal giugno 2007 in poi, fin dal resoconto della riunione in cui si decise una manifestazione dei Centri di Raccolta 50E50 per il 13 di ottobre 2007. Sono particolarmente affezionata a uno scritto di agosto inoltrato dalla Sede a tutte, da una donna di nome Lisa: io voglio esserci. Ricordo anche la data, perché è il giorno di S. Oronzo, patrono di Lecce.

 

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