con grazia…

con grazia *

Sono pigra, distratta e confusionaria, ma non è per questo che non cito donne e uomini che mi hanno supportato e sopportato in questi mesi. Sono molte. E un paio. Non amo dire grazie. Preferisco restituire il debito, una per una, uno per uno.

Gratitudine è parola bella che mi provoca sovente attacchi acuti di allergia. Direi meglio intolleranza, per seguire metafora alimentare. Alla mente richiama il materno col suo incommensurabile e mortifero gratuito a senso unico. Questa intolleranza è mia da sempre e io a volte esagero.

Nell’Udi ho imparato anche altro sulla gratitudine e quello che imparo in Udi prima o poi lo scrivo. Quante volte ho sentito dire grazie. Non sopporto la gratitudine che inchioda e inebria, lascia tramortite e prosciugate. Può essere peso per chi la prova e per chi la riceve, può essere il double-face di una liberazione, a volte attiva meccanismi – con altro armamentario da ferramenta doc – utili per inchiodare a una funzione.

L’Udi, come ogni luogo autenticamente attraversato da donne, è zeppa di passioni, volontà, intelligenze, così come di invidie intrecciate a gratitudini. È anche luogo peculiare, per anni di storia e non solo. Vi si può trovare il peggio di una segreteria politica vecchio stampo, con i suoi colpi bassi e per traverso. È anche luogo eccentrico, per antonomasia e scelta. Lì ho conosciuto donne, intelligenze, corpi, accumulato debiti, provato a restituirli. Debiti e crediti sono parole semplici che confermano cose in cui fermamente credo: reciprocità, scambio, interesse, vantaggio, condivisione, moltiplicazione, corrispondenza, comunicazione.

Per fortuna, sono debiti e crediti fungibili, non devono avere sempre pari grado, qualità, investimento. A volte, basta l’intenzione di restituire. Le donne Udi a cui devo sono tante, alcune hanno rappresentato e rappresentano molto. Con il passato hanno rappresentato intendo quello che hanno fatto alcune per consentirmi di decidere a restare in un luogo, in un tempo in cui il luogo non era il massimo della appetibilità politica tout court. Non era più cinghia di trasmissione. Non era ancora fucina di pratiche e parole condivise e alte. Questo tipo di scambio non è un’originalità. La praticano tante donne Udi in un moto continuo di dare e avere, restituire e moltiplicare, senza necessariamente dirsi parole come queste.

Parole che, in conclusione, sento il bisogno di scrivere per dire perché non dico e non mi piace sentir dire grazie. Perché… gratitudine gratuito grata [sostantivo] graticola grattarsi. Gratis et amore? sic. et simpliciter.

 

 

 

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con grazia…  è il titolo della post-fazione di acssi trova a pag. 299 del cartaceo ed è stata scritta a gennaio del 2011. oggi, forse, non la scriverei così. oggi, forse, chissà.
la chiusa con simpliciter però mi piace ancora. (dicembre 2011)

 

 

 

 

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