di fertilità e altre malattie

Chiuso il sito del Fattelic…tuoi Day. Bene.
Reazioni da ogni dove. Proporzionali alle qualità di donne italiane nel terzo millennio. Bene.

E io? Risata.
Ok. Scriviamo qualcosa.

Oggi, anche volendo, non potrei procreare.
Ieri, anche potendo, non lo avrei voluto.
Né procreare da me (a dirla tutta, non so neanche se fossi fertile, un dì) né in ogni caso essere madre di un essere umano.

Però… quando Misoginia dilaga a questo modo è anche affar mio.
Quando si amano o si odiano così tanto le donne è anche affar mio.
Che conosco e so.

Conosco donne fertili che vorrebbero diventare madri. Sulla trentina o giù di lì. A una di queste – posso affermarlo – la Campagna di cui sopra ha fatto andar via la voglia. E mo! Conosco donne così. Che ci vuoi fare? Mandalo a mente, Ministero, per la prossima volta. Se ci tieni al buon esito di una Campagna. Ci son donne così, in Italia.

Conosco donne sterili che si son sentite prese per i fondelli. A prescindere.

So che molte donne che ieri non hanno mosso un dito nella faccenda orrenda della procreazione medicalmente assistita, oggi si infervorano assai sulle paternità gay. Mi verrebbe quasi da dire loro: e ben vi sta! Sto bel rigurgito de fertilità d’altro ventennio. Ma questa è un’altra storia.

Conosco anche donne e uomini che hanno procreato un dì. Oh, quante/i! E che avrebbero fatto un regalo immenso alla prole, a se stesse/i e in fondo al mondo intero intorno, se nel giorno del concepimento avessero fatto una passeggiata, una sauna o anche solo usato un contraccettivo.

Infine – ed è il pensiero unico con cui mi son svegliata stamattina – conosco ambosessi a suo tempo biologicamente infertili che sono Madri e Padri eccezionali. Che vivono rapporti bellissimi con il prodotto della loro decisione di diventarlo. E anche per questo danno un contributo essenziale a che il futuro sia qualcosa di straordinario. Nonostante tutto.

Tutto ciò è segno tangibile che fertilità e genitorialità non vanno necessariamente di pari passo. Anzi.

Per far andare avanti il mondo nella giusta direzione serve ben altro che sbrigarsi a procreare intanto che si è fertili. Molto altro.

Ieri a ovest. Capriola.

Ieri a ovest. Capriola.

 

Per concludere, tornando a me, se penso la parola fertilità penso solo alla Terra. A tutto il bene e a tutto il male che le procuriamo. Terra che, così è se vi pare, è ancora l’unico posto dove i viventi del futuro potranno andare a sgambettare. Per cui…

Con… grazia, dedico questo stralcio di pensieri mattutini alla Donna che indirettamente mi ha chiesto di esternarli, dicendole che probabilmente l’ho fatto anche per scaldare i polpastrelli su questa nuova tastiera. Ah, vedi che la musica è At Home ed è bella assai, per cui se puoi leggi da un pc. Ciao.

Nell’immediato, torno alla Terra.
Nello specifico, a togliere erbacce intorno alle fragoline.
Su questa collina di Capriola. Dalle parti di Arezzo.
Dove ieri è piovuto.
E ho letto post su post su questa sciagurata pensata del 22 settembre.
Dove oggi è tornato il sole.
E non leggerò nient’altro.

 

M.A.C.

 

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