Disprezzo gentile

Con una postilla su quella merda di Pietro Grasso.
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DISPREZZO GENTILE

Non fare uso di un proprio diritto è parte stessa di quel diritto.
Lo dice il Diritto. E la Democrazia.

Quando penso al Diritto di Voto penso a Madri e Padri che hanno dato la Vita per regalarmelo.

E pertanto lo penso come un Diritto speciale.
Prossimo al Dovere.

In questa campagna elettorale molte persone (non le chiamo amiche perchè… lasciamo stare) stanno dando un rivestimento particolare a quel corollario, ossia alla possibilità di non fare uso di quel Diritto.

Io non disprezzo tout court chi si astiene dal Diritto di Voto.

Disprezzo quanti di questo comportamento ne fanno un atto rivoluzionario.

Poveri voi!

In me convivono alla grande e da una vita sentimenti e atteggiamenti apparentemente discordanti.

Posso disprezzare.
E posso essere gentile con chi disprezzo.

Gentilmente vi dico che continuerete ad essere prossimi a me.
Non vi cancellerò. Non vi manderò al diavolo.
Ma oggi vi disprezzo dal profondo del mio cuore e del mio cervello.

In questi giorni ho sentito dire che quello degli Astensionisti sarebbe una sorta di Partito. Alcuni hanno scritto: “Vinceremo noi”.

Poveri voi.

Molti di voi sono stati e si dichiarano di sinistra se non addirittura rivoluzionari. Vorrei dirvi intanto che gli odiati (da voi) Usa a questo ‘fatto rivoluzionario’ ci sono arrivati da una vita. Quindi non solo non siete originali. Ma state a copiare proprio quell’America che a ogni pie’ sospinto sostenete di combattere.

Se vi asteneste e basta, non sarebbe un gran problema.
Il fatto è proprio lì, in quel che dicevo prima.
Che voi in tutto questo vedete un fatto rivoluzionario.
Per cui, giustamente, ve ne vantate. E già!
Hasta l’Astencion. Siempre!

Poveri voi.

Nel momento in cui vi astenete – secondo me – voi perdete anche il diritto di lamentarvi, dopo. Proprio quel diritto terra terra del popolino che si lamenta del padrone brutto sporco e cattivo. Già, voi lo perdete. Per cui fate attenzione chè da domani vi sgamo.

Scrivo queste righe al rientro dal seggio elettorale.

Ho atteso il 4 marzo per dirvi quel che penso perchè il mio intento non è convincervi del contrario, non è spronarvi a fare quello che ho fatto io, ossia andare a votare. Giammai.

Il mio intento, sempre gentile, è semplice semplice.
Ossia dirvi quanto penso della vostra scelta:

la disprezzo.

M.A.C.

Imenea a 8 anni

Imenea a 8 anni

P.S.:
Imenea,
la mia Anima che non si tiene il cecio in bocca,
mi chiede gentilmente di comunicare anche quanto segue.
Subito dopo gli astensionisti,
Imenea disprezza (e qualcosina in più del disprezzo)
chi si candida, sostiene e/o voterà
la compagine che porta il nome di quella merda di Pietro Grasso. Che se non erro si chiamerebbe Liberi E Uguali.
Dell’ex magistrato oggi Presidente del Senato Grasso io ho scritto in tempi non sospetti quel che penso.
Qui la dico in sintesi: considero lui e tutti quelli come lui persone che hanno sulla coscienza peccati molto più gravi di quelli di chi è andato a mettere tritolo sotto un cavalcavia palermitano. Basta, no?

 

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