è la volta del rovescio

51

A gennaio 2008 si tiene la prima Assemblea Udi successiva alla Campagna 50E50. Si tratta di un’Autoconvocazione importante sia perché immediatamente a ridosso di una iniziativa che ha riscosso attenzione e credito in tante donne in Italia, sia per il rinnovo delle cariche dirigenti e l’assunzione di decisioni sull’organizzazione. Tutti gli organi statutari – Coordinamento, Delegata e Garanti – con decisione della precedente Autoconvocazione di maggio 2007 erano stati prorogati fino a gennaio 2008, in considerazione della Campagna in corso.

Per molti anni, dal 1982 in poi, e ancora nel periodo successivo alla riorganizzazione del 2003, nell’Udi ha regnato l’istituto chiamato autoproposizione. Autoproporsi è anche gesto politico legato all’assunto la politica è un patto tra noi dove ciascuna ha imparato a dire io. Autoproporsi ha a che fare con titolarità individuale e responsabilità collettiva strettamente connesse tra loro. Per questo, dopo un’autoproposizione, non è prevista votazione su quell’assunzione di responsabilità. Ancora oggi, nell’Udi si continuano a chiamare autoproposizioni anche le candidature che sono un’altra cosa: l’equivoco si alimenta soprattutto quando, non essendoci altre candidature, l’esito della votazione è scontato. Tuttavia è bene sapere che sono due gesti differenti. Per rimarcare la differenza, a gennaio 2008 chiesi e ottenni la votazione sulla mia candidatura, non certo per verificare una unanimità di consensi a voto palese, dato che oltre alla mia e a quella di Silvana Casellato, già Garante confermata nel suo secondo mandato, non vi erano altre autoproposizioni come Garante.

Nel mio procedere a carte scoperte dal 2008 in poi, seguirò meticolosamente decisioni assembleari e di riunioni tra Coordinamento, Delegata e Garanti, ponendole a confronto con gesti e azioni politiche passo dopo passo. Oltre che scoprire alcune carte, occorre metterle in fila, la sequenza cronologica aiuta nel comprendere l’evoluzione di fatti benedetti da una parte e incroci con croci dall’altra. Dopo l’esposizione degli uni e degli altri, seguirà il mio commento.

Un paio di questioni che dal 1982 avevano attraversato l’Associazione nel suo procedere assembleare fino al 2008 erano state gestite e/o superate in nome della responsabilità collettiva, grazie all’impegno di tutte, nessuna esclusa. Mi riferisco soprattutto all’autonomia dell’Udi dagli schieramenti partitici in Italia e all’uso della sigla Udi a livello locale. Sul finire del 2009 dette questioni imploderanno, accadranno fatti solo parzialmente noti alle iscritte Udi. Uso il termine implosione in quanto, anche se nelle Assemblee se ne farà cenno, non sono stati dipanati a fondo. Ora, le conseguenze sono quasi tutte sotto gli occhi di tutte.

Non è stata fatta completa chiarezza sull’origine e la provenienza di incroci e commistioni. I motivi per i quali alcuni nodi ora sono venuti al pettine in maniera esacerbata si spiegano a partire da più considerazioni. Una prima di ordine generale risiede in un dato assodato: le Campagne nazionali Udi hanno avuto risonanza, nonostante i vari silenzi stampa; è cresciuto il credito dell’Udi in quanto associazione a livello nazionale. Questo ha determinato appetiti di vario genere da ogni dove. Accanto, si è dipanato l’incrocio simultaneo di variabili che non esito a definire impazzite: da una parte, impulsi di protagonismo individuale che ai miei occhi hanno dimostrato di non sapere dove dimora la locuzione responsabilità collettiva; dall’altra, voglie mai sopite di portare acqua a mulini – leggi, formazioni partitiche – che con la politica delle donne non hanno nulla a che spartire.

Il tutto acuito dal fatto che nel nostro Paese, almeno da una decina d’anni, non c’è anno senza una campagna elettorale. Di tutto questo poco o nulla è emerso sotto forma di conflitti di posizione aperti e adulti nella sede appropriata, e cioè l’Assemblea. In sede assembleare e di altro tipo di decisioni collettive Udi è stato detto e scritto altro, a partire da chi ha ricoperto cariche dirigenziali. Nel corso del 2008/2009 ho assistito a muti mutamenti di rotta in contrasto a decisioni assunte solo pochi mesi prima. In altri casi, solo a cose fatte, la Sede nazionale Udi ha appreso di comportamenti in evidente stridore con i princìpi di autonomia e con ciò che qui chiamo deontologia Udi: complesso di norme comportamentali che non si trova scritto in nessuno Statuto, ma che ha fatto e fa da substrato a quanto è stato tradotto in norma e pratica di azione politica da parte dell’Udi nazionale nelle sue Campagne, dal 50E50… ovunque si decide! del 2007 alla successiva Staffetta del 2008/2009, in fine a Immagini amiche del 2010/2001.

Metto in conto confusioni nella lettura. Confesso che ho rischiato di perdermi anch’io, pertanto chiederò soccorso al confronto cronologico tra decisioni, scritti, fatti e comportamenti. Come dicevo, dal 2008 in poi nelle Assemblee Udi si è deciso di passare a candidature vere e proprie e a votazioni, anche se autoproposizione verrà ancora usata, come parola. Rispetto al passato, quindi, una parte del tempo dell’Assemblea del 19 gennaio 2008 doveva essere dedicata a liste e scrutini. Le cose da dire e decidere erano tante, dovevamo anche votare, non ci si poteva concedere il lusso di infiocchettare molti discorsi. Quando la Presidenza invitò ad essere sintetiche, nel candidarmi pronunciai: nel 2007 per Udi mi sono occupata di diritto, ora è arrivato il momento del rovescio. Avevo già fatto esperienza in un Coordinamento, ma non sarà per puro gusto di novità o d’avventura di viaggio statutario che deciderò di candidarmi come Garante nazionale. Era cresciuta in me la voglia di misurarmi con il rovescio di tante medaglie, comportamenti e discorsi. Avevo deciso di guardare più da vicino ciò che ruotava intorno alla parola soldi.

Inserisco a questo punto il richiamo a un documento dal titolo ieri sera ci siamo incontrate scritto da giovani donne durante la Scuola politica Udi 2007 e letto all’Assemblea del 19 gennaio 2008. Non lo faccio tanto per rispetto di cronologia – venne inserito nei documenti inviati dalla Sede alle iscritte assenti, dopo l’Assemblea – ma per chiudere in bellezza questo pezzo, perché quel documento è bello.95

vai

___________________

NOTE
(i rimandi tra parentesi quadra si riferiscono a cartelle della Cisterna)

95
Sul versante elettronico, dal 2008 potrò dettagliare meglio su documenti e comunicazioni. Tutti i documenti (mail con ordine del giorno, relazioni di fine mandato, interventi vari e resoconti) relativi all’Assemblea Udi del 19 gennaio 2008 si trovano nella cartella assemblee 2008 [07] del reparto Sede. Lì, si trova anche il documento ieri sera ci siamo incontrate. Sull’aggettivo giovani e sul perché lo scrivo in corsivo, prima o poi farò una chiosa. La mia frase su diritto e rovescio pronunciata in Assemblea la recapitai pari pari a chi si occuperà per circa un anno del sito web della Sede nazionale, a partire dalla metà 2008. In quel periodo, si decise di dire a tutto il web qualcosa sulle donne che avevano assunto compiti statutari Udi. Furono inserite foto e notizie varie su Delegata, Garanti e Coordinanti. Sotto la mia fotina, accanto a quella frase, poco altro: avvocata, Lecce, 50 anni, acquario e cenni al mio impegno sul 50. Le altre notizie fornite da Delegata eccetera non le ho. Non so dire se alla Sede sia stato consegnato il backup del sito relativo al periodo. Ciò che ho nel mio pc è il backup del sito udinazionale.org vecchio vecchio. Credo di averlo già scritto, ma è bene che lo riscriva: il vecchio vecchio precedeva il vecchio, che precedeva il nuovo, che sarebbe quello che ora c’è, dalla metà del 2009 ad oggi.

___________________

torna a indice

Lascia un Commento