fallo, fa bene al cuore

Due giorni fa sono andata al Vito Fazzi. Per il cuore.

Avevano telefonato per anticipare appuntamento. Due giorni prima.

Ok, si può fare.

2 ore e mezza di attesa per entrare. Sarei anche tentata di andar via, ma si rivolge a me una burbera infermiera.

A muso duro: non ci provare neanche. Se te ne vai ti facciamo la multa, per aver tolto il posto ad altra paziente.

Ok, come non detto. Faccio la conta delle presenze e calcolo che posso far la spesa, nel frattempo. E poi lì va anche il 3G.

Quando finisce il tutto, l’infermiera di cui sopra mi dice anche altro.
Devo tornare il 25 luglio, per completare.
Completare che? La visita, è logico!

Continuo a fare la paziente come aggettivo e dico ok, fa niente.

Alla fine della fiera, questo è il dialogo di 2 giorni fa sempre con la burbera infermiera:
- però deve portarmi quella carta, signora.
- Quale carta?
- Quella rossa.
- ah, quella dell’altr’anno?
- Sì quella.
- ok, allora gliela porto il 25.
- no! me la deve portare prima, al massimo entro venerdi mattina [ossia oggi]

Oggi inforco la mia bici e vado. Ebbene sì, sono anche una ciclista.
A tempo perso.

Trovo un’altra infermiera. Carina. Bionda. Ok, non amo particolarmente le bionde, però questa è proprio carina. E disponibile.

Le spiego tutto e mi fa:
- perchè è venuta oggi, signora? doveva venire il 20 luglio!
- mi avete anticipato l’appuntamento al 29 giugno. e poi mi avete detto che devo tornare il 25 luglio, per completare. e poi che questa carta qui la dovevo portare oggi.
- ma no, ma no. può portarla il 25!
- è sicura? proprio sicura?
- ma certo, signora. vada, vada. tranquilla.

A quel punto, lo ammetto, devo aver fatto la faccia da avvocata.
Anche se sono quasi certa che stavo sorridendo.

- Mi può fornire il suo nominativo, per cortesia?
- perchè? mi vuole denunciare?
- no, no. anzi. potrei chiederle di uscire.

Per ora , ci siamo solo abbracciate. E due pacche sulle spalle.

2-BedHeart

senza parole
e non chiedermi neanche perchè l’ho scelta

Di ritorno a casa, ho fatto il giro lungo.

Le mie due anime mi hanno parlato. A lungo.
Questo il succo.

Imenea: il 25 giuro che le stacco la testa a quella!
Melania: lascia fare. anzi, la dovresti ringraziare!
Imenea: perchè? per aver conosciuto l’altra che invece era bella?
Melania: No, per averti fatto uscire di casa anche oggi. Che stai sempre lì col culo davanti al pc. Almeno, t’ha fatto bene al cuore. Anzi, dovresti farlo più spesso. Senti a me. Fallo, fa bene al cuore.

M.A.C.

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NOTA SULLE DESINENZE

- Qualche tempo fa ho avuto una mini-storia con un’ingegnera. Sì, si dice ingegnera. Come infermiera. Forse, qualcuna viene trattata male in quel mestiere, ma una cosa è certa. Nessuna infermiera si è mai sentita dare della cacofonica. In tutti questi anni.

- Paziente è un participio presente che può essere un aggettivo oppure anche un sostantivo. Come studente. E vale ambosesso. Solo che le donne sono venute dopo, nel diritto allo studio.

- la prima avvocata della storia pare sia stata la Madonna.
Lo so perchè lo diceva sempre Annita, mia nonna.
Avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi.

- tanto tempo fa, a un cameriere che voleva fare il figo e ci chiedeva sempre [eravamo un tot di donne] “signora o signorina?” risposi “per lei, s’ignora con l’apostrofo”. Non so se ha capito. Forse non conosceva neanche gli apostrofi. Fatto sta che ha smesso di fare il figo. Il ristorante però era ottimo.

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NOTA SUL TITOLO PER FB

L’altro giorno ho scoperto una cosa. Se sbagli a comporre un titolo e poi pubblichi il link su fb, anche se dopo poi lo correggi, quel titolo lì rimane sempre sbagliato. su fb, dico.
Il titolo sbagliato era c’era una volta un monaca. Poi ho corretto.
Ma per fb è rimasto sempre così. un monaca
Allora, oggi ho deciso di fare di necessità virtù e divertimento.
Il titolo sbagliato di oggi non ha una virgola, dopo il fallo.
Mi son detta: poi lo correggerai. Ma, per adesso, lascialo così.
Stai a vedere che qualcuna si incuriosisce ed entra.
Per vedere se conosco falli che fanno bene al cuore.

 

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