Gaza, Bonino e i gay

Cara Silvia,
caso vuole [ma il caso cos'è?] che io completi una risposta a Te a 8 mesi esatti dall’inizio. Scopro oggi infatti che il primo A Silvia è del 22 maggio 2016. Sarà un fatto de numeri anche qui?

Comunque, stamattina mi son svegliata e avevo in mente Israele Te. Non so dire il vero perchè. Del pensiero, dico. Che cosa affascinante le giravolte delle sinapsi. Le adoro quasi quanto i numeri. Che sono meno misteriosi.

A maggio, a ridosso delle parole successive alla morte di Pannella, mi chiedevi della mia anima radicale. E soprattutto del mio pensiero su certe posizioni risultate ostiche nel corso degli anni. Di Pannella e non solo. Una su tutte, lo sguardo amorevole verso Israele.

PREMESSA

Innanzitutto qualcosa su cui penso concorderai. Nella cosiddetta sinistra del cosiddetto mondo occidentale (ma direi soprattutto in quella italiana) molte prese di posizione anti-Israele sono in gran parte frutti di un retaggio – o ancor meglio eredi di un posizionamento – anti-americano che ha radici storiche antiche. Diciamo almeno da un’Armata Rossa in poi. Posizioni rimaste immutate anche quando detta Armata non è più esistita e lo stesso dicasi del comunismo reale in quanto tale.
Ora che ci penso non è solo un guaio sinistro. Ricordo un Andreotti molto amico di una Palestina in funzione antisraeliana.
In ogni caso, e comunque la si voglia pensare, dette prese di posizione nel tempo si… bastavano, non avevano bisogno di sapere altro se non quelle quattro chiacchiere lette, ascoltate e ripetute a orecchio. Si sa, alle ideologie non serve informarsi. Si bastano e avanzano. Ah, l’ignoranza, il peggiore guaio del mondo!

FINE PREMESSA

Detto questo, non saprei da che parte iniziare. E si potrebbe scrivere un Trattato sull’argomento. Sul rapporto tra Radicali e Israele, dico.

In giro si può trovare una montagna di roba. Volendo sapere. Volendo conoscere. E uno dei motti radicali più noti è proprio… conoscere per deliberare.

Senza troppi giri di parole, io qui potrei limitarmi a dirti che condivido ancora, a 10 anni di distanza, le argomentazioni di Bonino sui motivi per i quali fare entrare Israele in Unione Europea era cosa buona e giusta. Argomentazioni del 2007, appunto. [nota personalissima: ricordo di averla letta in piena Campagna 50E50, era d'estate]

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E oggi potremmo più oltre divagare su cosa sia rimasto nei cuori e nelle menti anche di molti “filoeuropeisti” di allora, non tanto delle argomentazioni di Bonino, sconosciute ai più ieri come oggi, ma direi dello stesso spirito europeista. Di questi tempi. Dove perfino alcuni terzomondisti della prima ora son tentati da derive populiste e nazionaliste. Oppure, nella migliore delle ipotesi, non sanno proprio che pesci prendere nei confronti di dette derive. Penso sempre a… sinistra, per capirsi.

Tu potresti replicare: « troppo comodo, cara Mac. E poi non avevi detto che tu eri quella del partire da sè? ».

Lo ammetto: è molto comodo.
Poi oggi è anche domenica ;-)

Battute a parte, non credo ci sia bisogno qui di ribadire tutto il mio orrore per bombe, persecuzioni, stragi di bimbi su ogni riva da… quelle parti. Certo, registro – sempre da parte di una certa sinistra italica che altro non sa fare – che punta più spesso e volentieri i propri strali contro Israele, colpevole ovvio di tutti i mali. Giusto per la rima con strali

Se devo però partire da me e lo voglio fare…
Sempre terra terra come sono io che resto anima semplice…
La risposta è semplice.
Perchè legata a qualcosa che è parte di me.
Qualcosa che non sbandiero ai 4 venti, ma c’è.

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Io sono, tra le altre cose, una donna lesbica.

Mai fatto di questo fatto un fatto politico, già detto.
Tre fatto.

Non partecipo a Pride.
Non sono una da coming out spinto.
Su tutto, resto contraria alle premesse di pensiero insite nelle battaglie antidiscriminatorie. Per non farla lunga, rimando a quanto già scritto e detto – e so che tu Silvia, mi hai letto – in fatto di 50E50.

Però sono una donna lesbica.
Che tra le altre cose ama viaggiare.

Da quando ho l’età della ragione – ossia da parecchio – so che potrebbe accadermi qualcosa ovunque, a partire da quel… fatto di cui sopra. E però so anche che certe sventure se non te le vai a cercare è anche meglio.

Ebbene, circolerei senza troppe paure in quel di Israele, a partire dal fatto che son lesbica. Anche questa cosa la so dall’età della ragione. O comunque senza paure ulteriori oltre a quelle che posso avere già ora, ovunque. Forse la parola paure non è la migliore, ma ci siamo capite.

Lo stesso non posso dire di moltissimi paesi arabi.
Dove potrei esser messa dentro o impiccata o lapidata per… senza niente. Solo e soltanto per via di quel fatto lì.

Quanto a Gaza… che ha avuto l’onore di essere inserita in un titolo non a caso – vorrei dirti qualcosa che fino a Orlando non sapevo nei suoi contorni precisi. Orlando intesa come strage.

All’indomani di Orlando – ossia giugno 2016 – mi è capitato di leggere un pezzo on line. Dove tra le altre cose ho trovato scritto che a Gaza…

dall’Ordinanza del Codice Criminale del 1936 ancora in vigore, l’omosessualità maschile è illegale. Alcuni omosessuali, in differenti regioni, vengono arrestati o torturati, cosicché spesso tentano di fuggire in Israele.

Mi sono informata ancora.
Qualcosa si muove anche lì.
In giro per il web qualcosa di buono si trova.
se si digita “Gaza – Gay
Sparpagliata. Un po’ datata.
Non sempre meglio verificata.
Ma insomma… diciamo che qualcosa si muove.

Però, che dirti, non è abbastanza per me, Silvia.
Per partire…da me e con me, la sottoscritta non se la sente ancora di inserire Palestina nella sua agenda.

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lo zainetto non è mio – è solo per dare l’idea – non mi sognerei mai di andare in giro con un affare del genere – a prescindere…

Ecco, mi fermerei qui.
Nella mia risposta a Te.
Su cosa penso di Israele.
E altro. Da quelle parti.
A partire da me.

Sempre Tua

M.A.C.

 

P.S.

In generale, poi – e la faccenda è valida anche oggi che c’è un Trump anzi, credo di averlo ribadito all’indomani di una elezione – potrei ancora e ancora affermare che…

dove vivo e son nata io ci sto alquanto bene.
Il leccese non è che sia il massimo in fatto di gay friendly, ma insomma.. Però, se dovessi e potessi rinascere e fossi messa alle strette tra due alternative, beh… io rinascerei volentieri sotto le torri gemelle [per poi morirci, magari] piuttosto che di gaza sulle rive di un canale [per poi morirci uguale].

E ci rinascerei a prescindere, Silvia.
Perchè rinascendo, chi lo sa, potrei anche non rinascere gay.

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NOTA A MARGINE:
Sequenza precedente del mio dire pubblico a Silvia Santarelli:
- A Silvia
- Non una in genere, ma Quella
APRITE I LINK UNO ALLA VOLTA. PARTE LA MUSICA.

 

 

 

 

 

 

 

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