il giorno che non diresti

07 agosto 2014

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Nessun animaletto visita Tenda. Neanche una grattatina esterna. Nessun topo mi viene in sogno. Nè sotto forma di incubo, nè ancor meno di desiderio. Anche perchè  sogno pochissimo. Perchè quel poco che dormo dormo di sasso. Col sasso di lato. Ma… appena apro Tenda chi ti vedo?

 

Topolone. Altrimenti detto Isola Coniglio, chissà perchè.
E ricordo. Tutto.

Mi guardo in giro col capino fuori da Tenda.
Tutto tace. A parte rondini che ormai fanno parte del mio silenzio.
Uhm. Stanno parlando col linguaggio del giorno. Vediamo un po’ che ora è. 7 e 23.

Pierluigi ha pulito tutto. Bene. E dorme con le provviste accanto. Chiuse nella loro scatola. Ma accanto. A due centimetri dalla sua mano. Uomo previdente. Chissà cosa avrà pensato di fare? Una manata a predatore notturno eventuale? Capace.
Cerco di fare più in silenzio che posso. Ma lui si sveglia lo stesso.
Il minimo è fargli un caffè. Così lo faccio anche a me.
Buongiorno, Grottaman. Buongiorno, Milè. Dormito bene?
Eh, insomma. C’era un sasso. O forse due. E la pendenza.
Poi mi sono ritrovata per traverso. Ma lo faccio anche a casa. Normale.

Lo confesso: lasciare Grotta, Pierluigi, Canoa e sì anche Tenda non è stato per nulla facile.

Ma Pisciotta mi attende. L’sms di Darinka arriva che sono sugli scalini della scogliera. Un ultimo saluto e via. Chissà quando ti rivedrò, Topolone…

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Già… Quando? Appena qualche ora dopo.
E chi l’avrebbe detto? Certo, da tutta un’altra prospettiva.
Ma andiamo con ordine.

Arrivo a Pisciotta che sto ancora dormendo.
Dacia è buona e mi viene in soccorso. Sembra conoscere la strada.

Nel paesino ci sono luminarie per la festa. E gente un tot. Ah. Primo bagno di civiltà.
Nella casa ospite di Darinka faccio una superdoccia. Bagno di civiltà 2. Più gradito, lo ammetto.

Si va al bar. Sugli scalini di qualcosa che deve essere la strada principale. Ci viene incontro un amico di Darinka. Originario del suo paese, Baveno. Sul Lago Maggiore. E dove sta a fare vacanza in questi giorni con moglie e figlio di 4 mesi? In un campeggio a due passi da Topolone!

Convince Darinka a fare un piccolo passo indietro sulla tabella di marcia.
Un doppio cha cha cha per me.
Notte in un campeggio vero? Ma sì, io nel parcheggio con la mia fedelissima Dacia però. Darinka prova Maggiolina sul tetto del fuoristrada. Questa location notturna forse le mancava.

Per qualche minuto resto affascinata dalla supertenda tecno. E penso che la prima cosa che farò appena rientro a Lecce (ossia domani notte) sarà avviare una ricerca sul web partendo dalla parola maggiolina.
Poi mi dicono il prezzo medio, la guardo meglio e… penso che Dacia sarebbe gelosa. Non sopporterebbe un tale tradimento. Per giunta sopra il suo tetto!

Dopo 3 giorni di intu de uaild spinto, la mezza giornata in un campeggio superorganizzato svolge  molteplici e disparati effetti, tutti positivi:

1) finalmente indosso il mio vestitino in lino lilla, un tocco de civiltà femminea non guasta. e poi, è  l’unico capo d’abbigliamento pulito rimasto. appeso ad una gruccia per tutto il tempo. miracolosamente ancora senza una piega.

2) il 3G qui funziona alla grande. vado in piscina a leggere l’ultimo post di Darinka sul suo blog. molto bello.

3) e poi… apprezzo sempre di più into the willd, se mai ci fosse bisogno. la casciara delle animazioni in piscina un tot ogni tot agevola non poco l’operazione nostalgia.

E sì, rivedo Topolone, Grotta etc etc perchè anche se mi svejo de soprassalto dalla pennichella pomeridiana post-prandium, proprio non si può rifiutare il pressante invito dell’amico di Baveno. Già a Pisciotta al bar ci aveva detto almeno due volte: “non potete partire senza aver visto le Grotte di Palinuro…”.

Lì sto per fare colazione e non connetto ancora molto, altrimenti sarei tentata di dirgli che quanto ho visto, toccato e saggiato con altri sensi in quel di Palinuro forse è insuperabile. Ma un invito è un invito. E un vecchio amico è un vecchio amico. Quasi come una rosa è una rosa è una rosa.

Sta di fatto che nel pomeriggio del mio penultimo giorno di sogni mi ritrovo a prender posto con una decina di turisti già pronti coi cellulari su una barca di legno guidata da un vispo (diciamo così, va…) signore sulla settantina.
Il portatore alle Grotte è svogliato quanto basta, svolge il suo compito di guida dicendo ogni tanto “fa ‘a foto, fa ‘a foto”.
Sto al gioco e inizio a fargli il verso. Fa ‘a foto, fa ‘a foto. Gli capito seduta accanto e faccio capire subito con chi ha a che fare. Parliamo di Otranto, pesca a strascico e altro di marino. Sull’acqua di ritorno intoniamo in due persino qualcosa di napoletano. Torna a Surriento e cose così.

Le Grotte sono quello che sono. Acqua lurda da barche per turisti fa ‘a foto fa ‘a foto. Tutto deja vu. Passiamo da Topolone ma mi rifiuto di indugiare con lo sguardo, per vedere se intravedo Canoa, Tenda o magari Pierluigi.

Il signore della barchetta del campeggio committente del giro mi starebbe quasi simpatico se non fosse che al rientro ci chiede quindici euri quindici a cranio per una mezz’oretta di giro. E tutta la mia empatia marina scompare.

Ma che te lamentavi a fare? E te credo che non vai più a pescare. Quando mai li hai fatti tanti euri in un giorno solo col pesce te, eh? Tell me, quando quando quando?

le foto più...


le foto più…


…questi giorni…


…brutte di…


…e non è un caso!

 

NDR:  SBAGLIAI ANCHE LA SEQUENZA DELLE FRASI NELLA DIDASCALIA MA LA LASCIO A MEMENTO.

 

Pomeriggio quasi da dimenticare. Con Darinka tentiamo un rigurgito di visione marina. Torniamo in due a piedi sulla spiaggia del campeggio, ma lungo il percorso da forca caudina ci dicono che a una certa ora, ossia ora, dobbiamo rientrare. Il pass chiude. Una vaga aria da Alcatraz incombe e non vedo l’ora di scappare.

La pizza serale è così così. Quattro chiacchiere è sempre un piacere. Ma domani ho un doppio cha cha cha che m’attende. Vado a nanna prima degli altri. Buonanotte, buonanotte, buonanotte, buonanotte, buonanotte, buonanotte, buonanotte.

SOGNO DI OGGI
Due. Uno piccolo e l’altro grande.
Intanto che sia vero quanto mi dice l’amico nel campeggio. Ossia che qui non ci sono zanzare. Poi di fare una dormita come si deve. Domani è l’ultimo mio giorno con Darinka. E ho proprio voglia di camminare. Tanto tanto.

 

11 giorni di sogni_10 (continua)

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