il giorno della postadimilo

02 agosto 2014

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Si devono essere rintanate dietro gli amplificatori. Dopo averne ammazzate un paio desisto. E penso che posso andare con Dacia da qualche parte. Ad attendere Darinka e Gemma. Che si dirigeranno verso Maratea.

Quando sono a Tortora Marina sono le 3.  Mi guardo in giro. Tortora la conosco già. E Maratea è vicina. Si va. All’ingresso mi saluta un forno aperto con i cornetti caldi. Un segno. Ci dovevo proprio venire. Il porto di Maratea è carino, ma fa caldo e non riesco a dormirci tanto. Questo in assoluto è il giorno in cui bevo più caffè. Il primo lo prendo intorno alle 6 in un posto chiamato Amadeus. Provo a far fuori le zanzare in Dacia bruciando aghi di pino, ma dopo un po’ smetto perchè neanche post-mortem sopporterei il ridicolo di un necrologio per un incendio del genere. (ndr: gli zampironi viola li acquisterò a Sapri). Vedo il Redentore, inteso come statua, all’ora esatta della foto in alto: ore 06.36.44.
E capisco che lassù dormirò meglio. La telefonata di Darinka mi raggiunge nell’area parcheggio. Qualche secondo dopo gli accordi col responsabile. Saranno le nove circa.

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dacia al riparo

4 euri per starci + navetta. E quanto posso starci? Tutto il giorno, signora. Trovo un ottimo punto, con costone di montagna che mi riparerà almeno fino a mezzogiorno. Poi le raggiungerò a Fiumicello. Che dormita!

Al risveglio sento che lo devo fare. Non per il sonno. Non per me. Nè per le zanzare scomparse e/o defunte.

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Sarei agnostica. Ma so calarmi nei panni altrui. Lo faccio per Milo, che è credente. E sa. Che io so che lei sa. Ci vado. All’andata con navetta. Al ritorno a piedi. Il Redentore è stato eretto nel 1975. Meta di pellegrinaggi vari. No comment. Lasciamo parlare le immagini.

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All’inizio è immerso in una nuvola di pioggia.

Arrivo su. Mi fermo a fumare una sigaretta ed ecco che  qualcosa si apre.

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Lascio il segno a chi può e vuole vederlo.

I pellegrini forse crederanno anche, ma non tutti nel Rispetto di Madre Terra. Raccolgo cicche anche qui, tanto per tenermi in allenamento.

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Ovviamente, c’è chi proprio non resiste a non esternare la propria coglionaggine acuta. Per chi non legge bene, la firma è Etto, che poi ad abundantiam fa un cuoricino con a lato ILA & ETTO.
(ndr.: mi diranno che quella scritta è stata cancellata più volte, ma Etto insiste, ci torna e riscrive che ama Ilaria. Trattasi pertanto di coglione del luogo. Oppure molto cocciuto, anche a distanza. Decido. Etto sta per Coglionetto. O peggio.)

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Il ritorno lo faccio a piedi. Già detto.

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Lungo questo marcantonio de sopraelevata edificata per arrivare al Redentore. Con navetta a pagamento per i più stanchi o impossibiltati.

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Sotto c’è il sole. Andiamo al mare, va.

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Un paio di telefonate e raggiungo Darinka e Gemma a Fiumicello. Ci facciamo una pizza? Unica pizzeria aperta, quella del porto. Torno con D. sul luogo del delitto (leggi, sonno scarso) e ci facciamo fare due splendori di pizze. Birra doc e… siccome siamo sempre signore, un sacchetto col ghiaccio. In spiaggia suscitiamo curiosità e invidia, certamente. Tre tipe strane con gli zaini. E però… manca solo il cestello per il ghiaccio. Sicure di voler arrivare fino a Sapri? Ma sì… Ok, riposino sotto una grottarella e poi io vado avanti. Devo fare un po’ di compere.

foto di darinka m.

foto di darinka m.

Sapri mi sta simpatica di brutto fin dall’inizio. Ci compro gli zampironi alla lavanda, una vaschetta fucsia e un detersivo per il bucato a mano. Di pulito mi resta poco più di un paio di mutande.  Trovo un posticino niente male per Dacia.
Beh? Allora? Che vuoi fare?
Salire indietro, no?

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Salire

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E poi ancora salire.

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Ogni tanto uno sguardo a destra.

Luogo e circostanze meteo ispirano la mia vena po(co)etica.
“Me ne andavo un pomeriggio a camminare.
E numboi ca rriau lu temporale?”
Chiedo venia alla Spigolatrice  e al suo Autore.
Anche il tramonto, quanto a poesia, può essere una buona scusa per riposare.

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Ringrazio il cartello. Ha tenuto fermo androide. Per tentare perfino uno zoom.

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Cosa avrei fatto se dopo un po’ non si fosse scaricato il Samsung? Certamente un video. Ho percorso senza ombra di dubbio cinque chilometri in salita.
Becco le due che scendono alla grande.Gemma in testa. E Darinka poco più dietro. Nessuna sosta, se non per qualche panorama al volo.

Arriviamo a Sapri che si vedono solo le sue luci. Tante, tantissime.
Sapri è magnifica arrivando da sud.
Dall’Ipad di D. parte Bruce. Si sente solo la sua voce. E i nostri passi. E io dico… mo mi metto e piango, na!
D. mi risponde di averlo fatto molte volte.

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foto di darinka m.

A Sapri l’appuntamento è alle Poste. Loro rigorosamente a piedi.
Io faccio in tempo a prendere una Coca (ebbene, sì, quanno ce vò ce vò) al bar di fronte. Arriva Pino. Che deve andare a prendere un furgoncino. Con le balle di fieno sopra. Che ci fai col fieno, Pino? gli chiederò poi a cena. I tetti per le case con l’erba e le piante e tutto. Ah.
Mangiamo cose strane, ma buone. Pale di fico d’india cotte, giusto per dire la prima. E insalate con dentro avocado come unica cosa decifrata tra le tante.

Dormirò in Dacia. In un campo. Accanto ad un camper che ospita le mie due compagne di viaggio. Serata intensa di cibo e di parole. Aria fricchettona ed ecologista quanto basta. A tavola, un po’ a sorpresa per noi tre, Pino ci fa prendere tutte e tuti per mano. E ringrazia Qualcuno per il Cibo. Parla di Terra da cui veniamo. E alla quale torneremo. Direi che come chiusura di Giornata niente male, proprio niente male.

SOGNO DI OGGI
Di avere ancora Giornate come questa. Dove si sale. E poi si scende. Poi ancora si sale e dopo si riscende. E dove, se mi va bene, poter fare ancora la postina agnostica.

P.S.:
La canzone che mi è venuta in mente per questo pezzo non ha nulla di religioso. Qualcuno, per via del titolo, l’ha anche canticchiata e suonicchiata in una Chiesa. Se solo  conoscessero il testo…
Abbastanza famosa, comunque lo scrivo lo stesso. Di Leonard Cohen.Qui la canta K. D. Lang.Il suo titolo è Hallelujah. Ribadisco, nulla a che fare col Redentore. Questo non toglie che sia tutta per te, Milo.

 

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01_il giorno della lavanda

02_il giorno delle aperture

03_il giorno dei cavall-on-i

04_il giorno di due arrivi e…

percorso di walkaboutitalia

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secondo google…

tortora > fiumicello

tortora > fiumicello

 

fiumicello > sapri in auto

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e…

fiumicello > sapri a piedi che ridere!

fiumicello > sapri a piedi
che ridere!

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