il giorno dello scoglio

03 agosto 2014

dopo la doccia nel campo di pino

Vedo Giovanna poco prima della mia partenza. Mi porta un bagnoschiuma Erbolario molto carino. In un sacchetto verde con una una campanellina. Tipo mucchina. Il bagnoschiuma si chiama Regine dei Prati.

Quando Giovanna è venuta a trovarmi nè lei nè io sapevamo che avrei fatto quello che ho fatto. Pertanto, la mattina del 3 agosto, con una foto su fb, gliel’ho detto. Precisando che quel nome per il bagnoschiuma non poteva essere più appropriato.

Dormito benissimo in Dacia. Le due in camper si svegliano un’oretta dopo di me. Oggi Gemma riparte. Intorno alle 14. Possiamo qualche ora insieme al mare. Andiamo verso la spiaggia accanto al Circolo Nautico, da me ispezionata la sera prima.

2 agosto - Circolo nautico di Sapri dalla litoranea in direzione sud

2 agosto – Circolo nautico di Sapri dalla litoranea in direzione sud

Lì conosco una donna di Sapri. In spiaggia con la sua bici. Dice che l’acqua del suo mare è purissima, certificata. E che da oltre 20 anni lei la vede sempre così, con una leggera trasparenza verdolina. Sono le alghe, dice. Mi fido e faccio il primo vero bagno di questa avventura.

La donna mi parla anche del rudere di un ecomostro sotto i nostri occhi, ossia alle nostre spalle. Sarà abbattuto l’anno prossimo. Abbiamo dato battaglia, ma ce l’abbiamo fatta. Volevano farci un cementificio, pensa! E lì, noto che, dando le spalle al mare nell’insenatura di Sari, la collina a destra è tutta, dico tutta verde, neanche uno spillo di casa, men che meno abusiva. Sono i nostri amministratori, dice lei. Non bastiamo noi abitanti, ci vogliono le aministrazioni per starci accanto. Perchè qui c’è sempre in agguato qualcuno (fa un cenno alle regioni limitrofe) che vorrebe fare scempi.
E brava Sapri e le sue donne. E i suoi uomini. Amministratrici e amministratori inclusi, logico.

Gemma non parla molto. A parte il fatto di essere madrelingua. E io so solo il salinglese. Ma comunichiamo abbastanza bene. Il giorno del suo arrivo a Tortora va a comprare le sigarette e torna con uno delle mie. Le aveva notate. E io registro il gesto.  Muto. Muta. Prima di salutarla le attacco al collo la mia collanina con il simbolo femminile, viola. Ritrovata in un angolo di Dacia. Sorrisi e abbracci muti. O quasi.

Ciao Gemma. See you!

Ciao Gemma. See you!

Dalla stazione (dove ci siamo dirette in tre in Dacia dalla spiaggia) riporto Darinka alle Poste, a due passi. Oh, non sgarra di un centimetro. Alle Poste di Sapri era l’appuntamento con Pino per andare nella sua campagna, su in collina. E dalle Poste di Sapri lei riparte. Mi molla solo Cassiopea. Dove si va? Policastro? Scario? Marina di Maratea? Oh, io vado avanti a vedere. E poi ti dico. Guarda che stasera pesce. Basta, non si discute. Mi sono stufata di tutti questi rinvii.

Nessuna proposta di ospitalità per oggi. E oggi sarà la volta dello scoglio di notte di Capitello. Ma andiamo con ordine.
Diretta a nord sulla litoranea, mi fermo per un ultimo saluto a Sapri.

mi sei piaciuta assai nelle tue acque il primo bagno.

mi sei piaciuta assai
nelle tue acque il primo bagno.

Passo da Policastro Bussentino che fa un caldo della malora. Ok, è domenica, quasi tutto chiuso. Arrivo a Scario e di aperto trovo solo la fontana. Faccio il mio solito pieno di acque. Cinque bottiglie. Una signora è sempre una signora. E torno a Policastro. Qualche negozietto aperto di quelli uguali dappertutto, ciabattine, ombrelloni, salvagente, costumi, cose così.

Ho voglia di melone. E capisco che è arrivato il momento di acquistare un coltello. Oh, nessuno che venda coltelli. Mi vorrebbero spedire a Policastro di sopra. Eh, no. Minchia!

La signora del negozio tutt cos alimentari_frutta_verdura_autan_detersivi si commuove e mi presta il suo coltello da banco. Tre euri per un melone giallino, vabbuò. Ci può stare. Calcolo che Darinka sta per arrivare. Ormai non mi frega più. Sento che è vicina. Infatti, il tempo di sistemare Dacia all’ombra e la mia inutile mise da camminatrice la uso per soli 800 metri lungo la statale molto trafficata.

Darì, a Scario non è cosa. Ma qui ho preso un melone. E mi hanno consigliato un ristorantino proprio qui. Saranno le 18 minuto più minuto meno. Andiamo a piedi verso Dacia. E poi al mare lì a due metri virgola due. Famigliole al bagno. La situazione mi ricorda un po’ certi angoli di Torre Lapillo.  Per la precisione la località si chiama Capitello. Troviamo uno scoglio che fa al caso nostro. Grande e piatto. Facciamo fuori il melone in un battibaleno. D. aggiorna le sue cose sull’Ipad e io stendo la schiena. Poi a suon di musica intrecio le gambe per arie. Insoma, strechting o come lo vuo chiamare tu.

Darinka si cambia per la cena. In lungo nero. Io che sarei una signora no. Resto col bermuda fucsia e la majetta che dice che mi ama. Ok, lo so che è Apple… Mac_hi_se_ne_frega. All’ego non si comanda. Darinka, non ho voglia di cambiarmi per cena. Mi perdoni? Lei fa una smorfietta. E sia. Ragazze, che lusso inaspettato. Da una traversina cui non daresti il becco di un centesimo sbuchiamo in un vialetto d’erba vera con le pagode e due file di tavoli. Con tovaglie vere. Bordeaux, mi pare. Verde aprofusione e… quel che più conta, mare a metri 3 virgola un tot.

Abbastanza presto. Siamo le prime. Che bellezz. Alla fine si riempirà ma senza casciara. Il mio acufene ringrazia. Il solerte cameriere ci fa ricaricare Ipad e Samsung (questo delle ricariche al volo è un altro capitolo a parte nel tour).

cosa c'è nell'insalata di mare? (foto di Darinka M.)

cosa c’è nell’insalata di mare?
(foto di Darinka M.)

Antipasti come si deve. Spaghetti ai frutti di mare e linguine agli scampi. Due classici che mi mancavano da molto. E Luna cresce ancora. Per D. un Amaro del Capo, almeno così me pare. Per me una Grappa liscia. Torniamo da Dacia via spiagga.

Ora il punto dello scoglio piatto è semideserto. D. dice qui va bene per stanotte. Sicura? Ok, allora andiamo a prendere un’altra cosa da bere. Nella civiltà. La civiltà sarebbe un agglomerato di piccoli pub e una montagnola di gente poco più in là. Gioventù, per loppiù. Niente tavolino fuori. Dentro, meglio. Dentro ci accoglie un inaspettato brano di Bob Dylan. E bravo, tu. Al cameriere. Dopo l’alcool che si fa? Sguardo in giro. Torniamo a casa, va. Troppa civiltà.

lo scoglio alle ore 18

lo scoglio alle ore 18

Porto Dacia a ridosso della spiaggia. Darinka si sistema per la notte. Sullo scoglio del melone. A me non era sembrato così lungo. Lei dice che ci dormirà da Dea. Forse una Dea no. Ma al chiaro di Luna è mejo della Sirenetta. Buonanotte buonanotte.

SOGNO DI OGGI
Che Darinka riesca a dormire. Serena. Sicura. Poco umida. Insoma, cose così. Non me ne intendo molto di cura. La sua mamma poco prima al telefono mi ha chiamato il suo Angelo Custode. Vorrei dirle che è la prima volta in vita mia che qualcuna mi dà un appellativo del genere. Ma preferisco rassicurarla per quanto posso. Sento che è lievemente in ansia, anche se cerca di non darlo a vedere alla figlia. Che tra le altre le dirà… “ma siamo nel Parco Nazionale del Cilento, mamma! Che vuoi che mi accada?” Ecco, ora starà proprio tranquilla, Darì… ;-)

vai

secondo google…

sapri > policastro b.

sapri > policastro b.

 

 

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