il giorno piu’ lungo_01

04 agosto 2014
ore 06.24.26A parte un’occhiata ogni tanto allo scoglio, dormo alla grande.
Ore 06.24.26.
Apro Dacia che il sole non è ancora spuntato dal monte. Apro Dacia e, gabbiano a parte, siamo gli unici due esseri viventi nel raggio di 500 metri.

Da Facebook leggo che Darinka ha postato una foto 18 minuti fa. Si deve essere riappisolata. Vado a vedere da vicino.

ore 06.32.27

ore 06.32.27

Sì, sta proprio dormendo. Col capino all’ingiù.

ore 06.34.19

ore 06.34.19

Il sole spunta dal monte. E io sono colta da un’illuminazione.

ore 06.37.15

ore 06.37.15

In Dacia dovrebbe esserci una borsetta con dentro un cuscinetto Ikea a forma di ferro di cavallo. Mai usato. Io ho il mio inseparabile cuscino de casa ergonomico. Trovo il cuscinetto e lo vado a piazzare sotto il capino della Sirenetta. Che apre un occhio, manda un bacio e riprende a dormire.

L’illuminazione del cuscinetto sortisce un altro bell’effetto: nella borsetta trovo  la zanzariera perduta; da oggi in poi potrò stare con un finestrino completamente spalancato tutta notte. yeah!

Rumore di passo svelto. Una donna è venuta a fare jogging da queste parti.
Signora, scusi ci sarà mica un bar aperto a quest’ora?
Sì, un po’ più avanti sulla strada a sinistra, a Policastro.
Perchè, scusi, qui non siamo a Policastro?
No, questo è Capitello!
E  certo, ci sta scritto pure sul cartello.
Insomma, è sempre Policastro.

Il barista è così carino che mi concede di portar via la tazza.
Per finire il caffè davanti al mare.
Una signora è sempre una signora.

Riparcheggio Dacia identica postazione.
D. dorme ancora.

ore 07.08.24

ore 07.08.24

Vedo arrivare una signora. Armata di ombrelloni e tutt cos. Sistema tutto per benino. Sento che manda a dire qualcosa verso il parcheggio.
Immagino l’arrivo di signore anziane oppure bimbi per il primo sole.

ore 07.12.41

ore 07.12.41

Mi volto e scopro che un uomo seduto comodamente in auto dà istruzioni dettagliate su posizione e accessori mare. Ok, peserà anche due quintali chilo più chilo meno. Sarà obiettivamente impossibilitato. Ma niente mi toglie dalla testa che trattasi di pappone (nel senso classico del termine) anche piuttosto autoritario.

Torno a concentrarmi sulla mia tazzina.

ore 07.13.11

ore 07.13.11

Ma niente da fare. Mi guastarono tutta la poesia.
Darì… e svejate!
Il mio richiamo muto sortisce effetto.
Oppure, più probabile, la sistemazione di ombrelloni etc a un passo la disturba.
>Buongiorno, caminante. Andiamo al bar? Yeah!
Ribadisco, io in Dacia e lei a piedi.

Prima di andar via, tento di ridare spazio alla poesia.
Vedo un melograno in fiore. Ma non fa granchè effetto.

ore 07.54.21

ore 07.54.21

Nel bar – differente dal primo al quale restituisco la tazza – incrociamo un altro tocco di simpatia locale.

ore 08.11.07

ore 08.11.07

Anche lievemente invadente.
A quest’ora del mattino.
Il signore vorrebbe rimpinzarci di paste con la panna.
E pretenderebbe anche che le mangiamo all’istante.
Beh, non esageriamo.
Alla fine, ne porto via una (donata, sia chiaro).
Più tardi, la lascerò a topini e simili a Camerota.
Fetta de limone esclusa.

ore 08.29.30

ore 08.29.30

Allora, che famo?
Scario, no. Allunghiamo.
Io farei la statale, Darì. Tu farai tratturi?
Se posso sì.
Destinazione: Marina di Camerota.

La statale? Seeee…
Ma a volte c’è un motivo anche per sbagliare strada.  (continua)

 

vai

 

p.s. 1
la lunghezza di questo giorno non afferisce ai chilometri.

p.s. 2
sta scarcassata de foto cronometrate è dedicata tutta alla Mamma di Darinka.
Che non ricordo come si chiama. Ma prima o poi conoscerò.

 

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