il giorno più lungo_02

sempre 04 agosto 2014

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In effetti non sbaglio del tutto strada.
Da Scario mi mandano in qualcosa che finisce con un Pino.
Il primo negozio avvistato vende abiti da sposa. Uhm…

 

Finalmente trovo una ferramente ma non il coltellino. Ma cosa avranno da queste parti contro i coltelli?
Più vado avanti pìù sono decisa a comprarne uno con i controfiocchi. La signora della ferramenta dice che lo troverò a Marina di Camerota. Embè, me pare er minimo. Se no, di questo passo diventerà un machete.

Supero Lentiscosa e…
Il caffè è stato abbondante. Di primo mattino. E la colazione pure.
Una toilette comoda e pulita è cosa buona e giusta.
Ma vuoi mettere concimare ulivi col sottofondo di Streets of Philadelphia?
Non ha prezzo.

senza altre parole

senza altre parole

 

Marina di Camerota merita la sua fama. Mi accoglie con un mare di gente e altrettanto caldo. Primo negozio avvistato: Yamamay. Intuisco che qui mi faranno pagare anche l’aria. Ma va bene così. Trovo un parcheggio – a pagamento, of course – quasi all’ombra. Parto alla ricerca del coltellino. Prima però mi faccio una semidoccia in un bar-tabacchi dove compro solo le sigarette.

Caccia e pesca. Finalmente. Noblesse oblige. Sembro una che maneggia coltelli da mattina a sera. Me ne esco con uno che forse si vedrà anche di notte. Di un giallo-nero fluorescente. Con tanto di fodero e… vorrei anche un laccio, grazie.
Quanto lungo il laccio, signora?
Quanto basta, diciamo così. Il mio gesto inequivocabile zittisce il cameroto sulla strada del poco santo spirito. Faccio quella che chiede quanto devo per il laccio. Ma nulla, signora. E te credo, t’ho dato undici euri pe sto coltellino, penso.
Anzi, prima di uscire, penso che posso anche dirglielo. “Mi ricorderò di Camerota, ogni volta che lo userò. Anche il prezzo è da Camerota. Buona giornata”

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Torno nei dintorni di Dacia. Biglietto non ancora scaduto. Decido un’escursione per trovare un punto buono per il bagno.
Attraverso scogli che fanno quasi invidia ai miei cuti. Per poi scoprire che più in là c’era scaletta apposita.

Cose da pazzi. Un angolo da sogno e… alzi la testa spalle al mare e hai un intero condominio davanti agli occhi. Che riesci a distinguere la taglia delle mutande appese. Quasi Fuorigrotta.

Rinnovo biglietto a Dacia e penso che dopo i cuti il massimo di camminata che mi concederò stamani sarà l’andata al porto (pare sia l’unico posto utile) per fare rifornimento d’acqua. 
Con tutta la buona volontà ‘gna faccio a fare la salita col sole a picco per andare incontro a Darinka in direzione Lentiscosa. Oggi di cha cha cha non se ne parla neanche.
Con 10 litri sulle spalle per almeno 10 minuti non mi schiodo da una panchina al fresco, poco sopra il porto. Quando mi sento abbastanza in forze penso che gli euri del parcheggio posso investirli in gpl. Per andarle incontro e parcheggiare sul ciglio della strada. Ulivi, Ficodindia, lentisco. Ombra a gratis. E silenzio. Vuoi mettere?

Lungo la strada prendo qualche pezzo di pizza in un forno che scopro veramente “mercatu”. Nonostante sia in centro. Però… Quattro pezzi di pizza assortita quattro euri. E una birra uno e mezzo. E brave le pizzarole camerote.
Parcheggerò nell’ultima discesa da cui dovrebbe spuntare Darinka.
Un paio di sms e una telefonata a singhiozzo. La linea è quel che è, ma ci capiamo.
Mi sarò riposata appena cinque minuti che ecco la vedo spuntare sulla curva con la coda dell’occhio.
Buongiorno, caminante. La pizza è ancora calda. Ma hai fatto proprio tutta quella?
No, anche qualche tratturo. Ho tagliato.
Ah, ecco. Avrei trovato un bel posto per il bagno. Si trova…
Spiegazioni e lei continua rigorosamente a piedi.
Oh, ve lo dirò e poi lo dirò ancora.
Ancora ogni tanto mi stupisco, ma sono veramente fiera di lei.
Non accetta passaggi neanche per 1500 metri di deviazione sotto il sole.

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che spiaggetta che trovai a camerota, eh?
ndr: il condominio è alle spalle

Il mare in effetti merita. In acqua Darinka mi dice che un amico di Salerno si è fatto vivo. Ci verrebbe incontro dalle parti di Palinuro. Per farle compagnia col sacco a pelo. Fino a questa proposta l’obiettivo era trovare un altro scoglio come quello di Capitello. Uhm. Che dici?
Io? Tanto la faccio in Dacia. Tu, piuttosto?
Sentieri fino alla quarta Torre e poi si vedrà. Magari spiaggia, se possibile, preferisco.
Sabbia? Oh, Darinka! Io sulla sabbia gna faccio. E poi nun me piace. Ok, ci proverò.

botta di ego inverso a MAC_EROTA

botta di ego inverso a MAC_EROTA

Prima di Palinuro ci messaggiamo.
SMS SUO: Faccio spiaggia. Porta Autan!
SMS MIO: Parcheggiato farmacia pineta poco prima Palinuro. Comprato Autan. Arrivo.

Non mi fanno passare dall’ingresso del Camping.
Neanche quando dico che alcuni amici mi hanno invitato. La famiglia Margarito, guardi un po’. Margarito ha detto? Già. No, eh?! E se saranno sbajati.

La litoranea non è proprio il massimo a piedi. Trovo anche un mazzetto di fiori in memoria. Ah, bene. Qua falciano la gente. Ho capito. Decido che gli sterpi non sono impenetrabili. Costeggio la recinzione del Camping e…

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Eh…! Mi fermerei anche qua ad attenderla. Però dài… qualche metro lo posso anche fare. Attraverso la battigia di tre stabilimenti tre con la faccia dritta come a dire e chi vi conosce a voi, gente de spiaggia! Tanto dritta che se non alza gli occhi lei la sorpasso. Darinka è seduta sulla sabbia a smanettare sull’Ipad. Oh, sei già qui? Min… vabbè.

Gli stabilimenti stanno chiudendo. Ci facciamo una birretta in uno dove provvedono a manutenzioni varie. Quando attaccano anche con l’aspirapolvere decido che è ora di andare. Dove ci si vede, Milena?
Boh, al Porto, no? Il Porto è sempre un buon punto di riferimento.
Eh… il Porto.

Rifaccio la strada che ora è decisamene buia. La pineta non mi impressiona di nulla. La litoranea invece mi preoccupa assai. La affronto con la torcia del Samsung schiaffata in faccia a chi arriva con troppa disinvoltura. Stronzi! Oh, quanno ce vò ce vò. Tocco Dacia come fosse terraferma dopo una tempesta.

Direzione: porto. Porto?
Scopro ben presto che ci siamo fatte prendere dall’entusiasmo. Il porto sta dall’altra parte del promontorio. Attraverso Palinuro (la prima di molte volte nella serata) che è un senso unico dappertutto a girarci intorno.
Al porto i tipi che fanno fare i giri nelle grotte ai turisti perchè guadagnano di più che a pescare mi spiegano quello che ho già capito da me.

Darinka intanto mi dice di essere approdata sulla statale ed è alle porte di Palinuro. Dalle parti di quello che dovrebbe essere tra un paio d’ore il suo appuntamento con Daniele il geografo di Salerno.

Ok. Dopo un paio di andirivinei ci becchiamo sulla statale che ormai conosco i posti a menadito. Qui c’è un ricovero per i camper. Vieni, Darinka. L’ideale per la doccia. Stendo il mio tappetino bianco sull’erbetta ai fari di Dacia e alla luce della Luna. Che doccia, ragazze! Regine dei prati, vedi sopra.

Finiamo in un posto che si chiama Trivento. Dove per circa 50 euri ci danno due pizze a metro così così e una frittura di pesce da archiviare. Le birre però sono buone.

Adesso ho solo voglia di dormire. Al Trivento ci raggiunge il geografo. Molto carino e simpatico. Non ho capito bene cosa fa un geografo anche se deve avercelo detto. Ci sono molte geografie, dice. Eh, questo lo sapevo.
Ma ora io vorrei solo dormire, ragazzi.
Il posto dove Daniele vuole andare si chiama spiaggia di Marinella o qualcosa del genere. A dormire col sacco a pelo accanto al mare. Bravi ragazzi.
Io dormo in Dacia però. Amo molto la nuda Terra ma non mi aggrada dormirci a diretto contatto, per via degli animaletti. Oh, ognuna ha le sue idiosincrasie.
Allora devi fermarti prima del cancello, dice Daniele. Il Lido è privato e a una certa ora chiude.
Uhm. Temo di aver capito, ma chiedo lumi uguale.
E ‘ndo se trova sto cancello? Lungo il fiume…
E io dovrei dormire in Dacia con le rane accanto e le zanzare de fiume che manco vedo il mare da lontano? No, ragazzi. Grazie. Per stasera passo. Ci ribecchiamo domani.

Palinuro la conosco come le mie tasche. Mi manca solo il Faro.
Che purtroppo è interdetto. E accanto ha molto poco di turistico. Peccato. E pure ci vorrebbe così poco. La natura intorno è uno spettacolo. Ma trascurata, obiettivamente. Mi sistemo a duecento metri da lui. Lungo la strada. Cercando nel dormiveglia una scusa buona per eventuali militari che mi venissero a chiedere cosa ci faccio lì. Confesso che – se l’ho trovata – ora non me la ricordo più.

 

SOGNO DI OGGI
Addormentarmi. E stop.
S’avverò.

vai

 

percorso di walkaboutitalia

il video da cui tutto è partito

 

 

 

sempre nel vangelo secondo google…

policastro > m. di camerota

policastro > m. di camerota

 

ma… attenzione!

nel primo mistero di google si contempla…
Per Palinuro in auto o a piedi il percorso suggerito è lo stesso.

Che strano!

Per Sapri ha fatto circumnavigare la litoranea a piedi.

Lì ti ammazzano e qui invece no?

m. di camerota > palinuro in auto

 

 

m. di camerota  palinuro a piedi

m. di camerota > palinuro a piedi

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