il giorno tutt’un tiro

08 agosto 2014

20140808_141621Ultimo dei miei undici giorni con Darinka. I miei primi undici. Perchè so già che ce ne saranno altri.

La giornata inizia con una bella novità. Intanto per me.

Chi ha letto l’ultimo post sa che ieri 7 agosto abbiamo fatto un passo indietro.
Darinka era già arrivata da Palinuro a Pisciotta a piedi. Lì un suo amico l’aveva convinta a tornare a Palinuro. E io con lei. Cioè, io in Dacia. Lei col Suv dell’amico.

In considerazione di questo fatto, eccezionalmente, oggi Darinka accetta di ritornare in auto con me da Palinuro a Pisciotta. Ossia tornare sui propri passi. E da lì, esattamente da lì dove era già arrivata, ripartire in direzione nord.
Eccezione che poi eccezione non è.
Anzi, conferma una Regola:

di questi quasi 2000 km (finora) lei ha sempre, dico sempre, fatto ogni centimetro a piedi. Se il suo percorso fosse idealmente fatto di puntini su una carta geografica, sarebbero tutti puntini suoi.

Mi sono soffermata spesso su questa cosa, nel mio racconto. Ci tengo.
La ammiro. Non tanto perchè io invece sono l’incostanza fatta persona.
Ammiro veramente la sua Regola. E la sua determinazione nel rispettarla. Che non è solo disciplina. E non è tanto sacrificio. Mi torna alla mente una chiacchierata con una suora a Lecce, sulla Regola di San Benedetto. Paragone blasfemo? Ai miei occhi, mica tanto. Anzi.

Altra bella novità, legata alla prima, è che parliamo in Dacia. Finalmente. Quello dei dialoghi durante il percorso è uno dei piaceri nei miei  viaggi non solitari. Ne sono uscite sempre delle belle. Sempre. Libri. Progetti. Inclusa una Iniziativa Popolare, pensa. Sempre.

La terza novità la decido e comunico a Darinka sempre in Dacia. Perchè ho voglia di avverare il sogno di ieri. Camminare tanto, ma tanto. Lasceremo l’auto nello stesso parcheggio dov’era il Suv del suo amico sul quale lei è montata ieri. E insieme faremo un pezzo di strada da Pisciotta verso Nord. A un certo punto, dipende da che ora sarà, io la saluterò. Lei proseguirà il suo cammino. E io farò ritorno verso Dacia. E con quest’ultima a Lecce.

Insomma, un bel cha cha cha che all’incontrario va…

Non so che ore sono di preciso quando decido che basta così.
So che abbiamo fatto molte curve. Salite e poi discese.
Discese anche ardite. Che per me diverranno a breve risalite.

Calcolo qualcosa nei miei polpacci. Nel sudore che inizia a scorrere copioso lungo la schiena. E qualcosa mi dice anche la panza.

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Abbiamo trovato fiche lungo la strada.
Con una foto su facebook le chiamo le fiche della provvidenza.
Per Darinka forse basta e avanza.
Per me, no.

Ah, però ora che ci penso l’orario esatto me lo può dire il Samsung: 14.16.21.
La foto in alto è quella del nostro saluto tecno-reciproco, prima di una grande curva.

[ Ahia. Curva. Ponte. Ecco. Ricordo altro.
Farò una nota a margine. Entraci,  se ti va.
Ti avverto, è tosta. E nessuna musica, dentro]

Foto a parte, con Darinka ci saluteremo ancora. Dalle ali del tornante.
Le mando un fischio potente. Nel silenzio di cicale. Assordante.

Anche la strada di ritorno da sola è bella.
Come tutte le strade che da sola ho fatto in questi 11 giorni.
Non è la stessa strada. Anche se è la stessa strada.

Tornano in mente i sempre amati Genesis. Già.
Devi entrare, per poter uscire.

E, giusto per dire, al ritorno vedo una barca che non avevo visto prima.
Non sta in mare. Ma parcheggiata in un giardino che dà sulla strada. Si chiama Lilla. Pensa te! L’avranno messa qui per me.

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Avevamo fatto un rapido calcolo. Per me fino a Dacia saranno certamente più di otto chilometri, alla fine. A Darinka avevo detto: male che vada, chiederò un passaggio.
Ma ce la faccio a rifarla tutta. A piedi. Solasola.

Santa Tecnologia. In presa diretta, scritto proprio così – solasola – lo mando a dire a Darinka, una volta giunta davanti dal cartello di Pisciotta. Come dire, guarda quanto sono stata brava. E come dire tutto ok.

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8 agosto – ore 15.32.55

Grazie alla foto, altro ricordino. Passo indietro. A Pisciotta, prima di incamminarmi con Darinka, avevo pensato… forse avrò bisogno di un cappello per la strada. C’è molto sole. La protezione 50 non funziona anche con gli occhi. E ho finito la scorta delle lenti a contatto. Per cui, niente occhiali da sole.
Entro in una ferramenta. Vendete per caso cappelli? Una ragazza sorridente mi risponde non li vendiamo, però ne abbiamo. Ma grazie! Ne uscirò con due. Darinka però ha la sua cuffietta (so che non si dice così, ma va bene uguale) fucsia. Ok. Stop. Fine ricordino.

Quando arrivo da lei, Dacia non è proprio all’ombra.
E io sono un blocco unico di sudore bello.

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15.43.39

Ma una signora è sempre una signora.

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15.49.23

 Doccia volante tra due sportelli. Che goduria.

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15.55.06

Pronta per ripartire alla volta di Lecce.
Ma Dacia è stata aperta troppo a lungo. E sono dalle parti di un canale.
Meglio correre ai ripari. Capitolo zanzare, con questa per te ho proprio chiuso.

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Con questa stessa foto in presa diretta su fb mando a dire a chi di dovere che tutto è ok. Non sono stanca. E che farò la prossima tappa a Policoro. Calcolo che dovrei essere lì per il tramonto. Magari, chissà, mi fermo a nanna lì.

Non andrà così. Farò tutt’un tiro fino a Lecce.
Unica sosta per gpl. Che trovo solo a Lagonegro.
Perchè non amano il gpl da queste parti?
Prima, spreco un po’ di benzina. Pazienza.

Mi perdo dalle parti di Sapri. Dacia mi dirà che l’ha fatto apposta. Quanto sei bella 2. Bella, Sapri. Ci tornerò.

Arrivo a Lecce intorno alle 21. Voglio imitare per l’ultima volta Darinka. Decido di fotografare il cartello alla fine della superstrada. Parcheggio sotto casa e ancora dall’auto posto il tutto immediatamente su fb. Anche per far stare tranquilla chi dico io.

DIARIO MINIMO
Nessuno stop a parte gpl.
La voglia di Pollino andò aumentando nel tragitto tra Sapri e Lagonegro.
La valle del Sinni è sempre bella.
L’aria di Taranto è un’altra cosa. Per la prima volta in vita mia passai col finestrino aperto.
Darinka come stai messa stasera? Casa tenda camper o sassi con tetto di stelle?
Sorry per la foto sfocata, ma un altro po’ e mi tamponano.
Vado che sto a fare la sauna supplementare in dacia e poi mi scappa.
Domani scrivo. Seriamente (!?) Promesso.

La foto su fb in effetti era sfocata. E dire che ne avevo fatte due. Per questo mi stavano per tamponare. Postai la peggiore per errore. Qui il cartello si legge meglio.

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Buonanotte, Melania.
Imenea sta già dormendo.

SOGNO DI OGGI
Non ce n’è. Oppure sono tanti.
Perchè dormo di sasso. E perchè sogno di tornare a camminare con Darinka. Magari in Maremma, si vedrà. Il fatto vero sai qual è? Che i sogni migliori li faccio ad occhi aperti. E son tutti desideri. Col tempo ho imparato a desiderare solo quello che posso avere. Attrezzandomi, nel contempo, per dare spazio e senso alle possibilità. Grazie ancora a D.  per avermi concesso questa.

M.A.C

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POST SCRIPTUM

Non so se ho mantenuto la promessa della foto. Mi sono messa subito a scrivere, questo sì. Il giorno dopo la foto. Non so se seriamente.
So che manco a un impegno. Di scrivere di Staffetta. Ossia dell’iniziativa che ha tanto in comune con la tua Scatola di Sogni. Non ti prometto nullla, ora. Anche perchè non dipende solo da me.

Chiudo la scrittura che sono quasi le 15 del 28 agosto.
Tra poco parto, Darinka. Per andare dalle parti di Marina Serra. Proprio lì. Torno nel luogo del delitto. Da dove tutto o quasi partì. Coppula Tisa. O giù di lì. Andrò da un’amica, nella sua campagna sopra Tricase Porto.
Il sogno di oggi sarà vedere finalmente le stelle come si deve.
Nel Salento c’è troppo inquinamento di brutte luci. Da troppo tempo. Però, da lei, forse, chissà.
Domani rivedrò le altre e gli altri. Farò festa a un delfino che compie gli anni.
Poi guarderò Adriatico e penserò all’Alba della Forza.
E un po’ anche a una Lucertola che va al mercato.
Un bel programmino di sogni, in poche parole.
Dopo, vedremo, chissà… magari davvero Maremma.
Mi attrezzo, Darì. Sai com’è…. dipende anche dalla mia Mamma.

11 giorni di sogni – fine

percorso di walkaboutitalia

 

la scelta del brano non è mai stata così facile
so quanto ci sei legata

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