il machismo che è in noi

Quello di Hollande è evidente. E fa paura. Al pari di altro. Così tanto evidente da essere visto e condannato anche da chi cade nelle trappole di altri machismi. Meno evidenti. Decisamente meno gravi. Ma sempre machismi. Basta avere gli occhi giusti.

Anche satira può essere machista. E fa danni per quello, non tanto perchè satira. Sono molto machiste certe vignette di Vauro, per dire. Fatte molto bene. E che fanno ridere assai. Ricordate quella sulla Costituzione stuprata? Solo una delle tante.

Ironia è una Signora. Con la esse maiuscola. Satira è sua cugina. E in genere fa ridere. Veicolando con immagini e parole molto più di quanto si possa immaginare.

Una pagina satirica su facebook in pochi giorni ha raccolto decine di migliaia di like. Tra questi, i like di donne a me prossime. Per questo scrivo. Perché mi fa male. E non sto ridendo per nulla.

Il nome della pagina ha dentro di sé la parola profezie. E ha dentro un nome, Oriana. Non le serve anche la mia, di pubblicità. Niente link.
En passant, Fallaci se ne fregherebbe per prima. E avrebbe argomenti e ironia da vendere, a quella pagina. Doveva immaginarlo anche chi l’ha pensata, perchè, in un post, mette le mani avanti e, sempre satiricamente, fa dire alla defunta: “Molti crederanno che questa pagina sbeffeggi me e, invece, prende per il culo loro.”

Uno degli autori, intervistato immediatamente visto il grande successo, dichiara che l’intento è… “trollare tutti quelli che abusano di citazioni in senso lato, spesso non sapendo niente dell’autore oppure riportando frasi false e poi sbufalate.

Di buone intenzioni è lastricato anche l’inferno.
Perfino io, 
pur ammettendo di ignorare fino a ieri il significato del verbo trollare (infatti sono andata a chiederlo al web, che ne è  padre) avrei tanta voglia di sbufalare quante e quanti, non avendo letto, citano pro. E citano contro. Ma non è questo il punto, ora.

Detta pagina ha sfornato in pochi giorni decine di immagini, con dentro parole varie, sempre la stessa foto e la stessa firma. Nell’immagine qui sotto (rifatta da me perchè, a parte altro, aborro quel nero) sono riportate fedelmente tre frasi inserite in altrettante immagini di quella pagina.

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La frase numero 1 è la più quotata, al momento.  Circa 10mila like.

A seguire, sempre in fatto di gradimento, la numero 2. Oltre 5mila like.

La frase numero 3 ha solo 1.758 like. 595 condivisioni. E 132 commenti. Sempre al momento in cui scrivo. Ore 18.57. Commenti vari.

Come sempre, come in ogni storia, o storiella, sono i commenti la parte più interessante. Almeno per me.
Tra i commenti all’immagine con la numero 3 c’è anche quello della donna che mi ha spinto a scrivere questo pezzo. Vorrei dirle qualcosa, a carte scoperte, come ho sempre fatto. Qualcosa che ancora non le ho detto. Ieri, sul suo wall, le ho detto altro.

Mia cara,
il machismo lo puoi trovare anche dentro una risata. Se hai gli occhi buoni.
Se non te ne accorgi subito, è solo peggio. Se poi, a cose fatte, provi a indignarti sotto forma di commento a quella stessa foto, il meglio che puoi avere di ritorno è che ti prendano ulteriormente in giro, negli stessi commenti. Indignazione controproducente.

E tardiva. Intanto hai messo like alla pagina. E tanto basta. Per portare anche tu acqua a un mulino che, credo di saperlo, non “like” neanche a te. Occhio, la prossima volta. Occhio! Quando hai voglia di ridere, quando ti necessita leggerezza, hai tutti gli strumenti per farlo altrove. Senza rinnegare quanto affermi altrove, quando sei seria.

Ironia è una Signora.

Sempre tua

M.A.C.

17.11.15

 

p.s.: niente musica per questo pezzo

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