ingrid e le sarde

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(fifa blu tirreno e un paio d’occhi blu)

 Il mio personalissimo 8 marzo 2008 inteso come Giornata l’ho passato a Lecce con le donne dell’Udi Macare.123
Grazie ad alcuni appunti, ricostruisco date e tappe della mia seconda volta in Sardegna. Ci andai qualche giorno prima di quel 5 marzo Cassazione. Gli appunti dicono di un primo volo di 29 febbraio. 124

Ebbene sì, nel 2008 per la Sardegna ci sono andata e tornata in aereo. La prima volta a ottobre 2007 arrivai a Olbia in traghetto, questo lo ricordo bene perché a Civitavecchia mi accompagnò Ingrid Colanicchia, donna Udi di cui ho abusato molte volte, nel senso che ho usato più e più e più volte la riproduzione di una sua immagine a tutto corpo, scattata il 2 giugno 2007 nella Piazza Navona di partenza firme. Ingrid aveva un biglietto gigante incollato sul petto: Campagna autofinanziata. Per via della scritta e per via che Ingrid è bella, quella foto io l’ho usata dappertutto, sul sito, in mail, video, dappertutto. In più, l’ho trasformata, come si dice in gergo l’ho virata. No, la parola esatta non è abusata…125

Ingrid Colanicchia “autofinanziata”
ingrandire l’immagine, please…

A Civitavecchia, quell’ottobre 2007 con Ingrid, c’era pioggerella sottile. Aperto solo un McDonald’s del cavolo e mangiammo poco. Meno male, il traghetto notturno non fece che traballare. Passai tutta notte a vagolare nella cabina tutta per me, a rimirare dall’oblò l’effetto che faceva luna piena su cresta di onde gigantesche. Forse non erano gigantesche. Forse non era neanche luna piena, però le illuminò abbastanza. Benedetto sia il McDonald’s e quel poco che avevo nella panza. Mai più, mi dissi, giuro. Mai più, la prossima volta piuttosto l’aereo. Infatti: aerei 2, nel 2008. Una fifa blu tirreno. Però, che bello. Arrivata a Olbia, lo stesso 29.02.08 una prima riunione con donne a parlare ancora di rappresentanza. Che vento, nel secondo giro sardo. Molto più vento della prima volta. Ho atteso la bella età di 49 anni per decidermi ad andare a toccare con le mie proprie mani la terra sarda. Tutti i miei viaggi, percorsi e mete, hanno sempre a che fare con una donna, molto più spesso con molte più donne. A Firenze per l’Università avevo conosciuto 2 donne che mi avevano fatto venire voglia di andarci. Ma poi non è successo.  La prima si chiamava Lucia G. ed era di Mamoiada. Penso lo sia ancora. La seconda si chiamava Rita I. ed era di Sassari. Penso lo sia ancora. Nella mia terza volta sarda del 2009 perla Staffettaho provato a ritrovarle, dopo 30 anni. Ma non è successo.

Dicevo, nel 2007 ci son voluti una Campagna, un Progetto di legge e una donna sarda che aveva scritto all’Udi nazionale. Mi aveva lasciato un buon ricordo e non solo lei. La cosa era reciproca e così tornai. Il primo di marzo 2008 fu la volta di una Sala consiliare, con donne e uomini a parlar di donne. E c’era sempre tanto vento. Per rompere il ghiaccio partii proprio dal vento, dal fatto che prima di allora pensavo di conoscerlo, vivendo in un posto che col vento ci fa pure rima, Salento. Invece, prima di allora, prima di andare a La Maddalena, non conoscevo ancora cosa volesse dire veramente vento. Della sala consiliare non ricordo molto: proiezioni e poesie, mi pare. La Maddalena in quel tempo stava per essere sbattuta da venti che avevano a che fare con un G8 e una base militare in disarmo. Maddalena disarmata preda di uno e più speculatori.

Avevo messo così tanto tempo per decidere di andare in Sardegna che per farla giusta avevo scelto di approdare nell’isola dell’isola. Nella seconda volta del 2008 con tutto quel vento, dall’isola nell’isola andai in un’altra isola ancora, a toccare con gli occhi Caprera, che sta attaccata a Maddalena con un ponticello. Che vento. Bella Caprera, speriamo che continuino a preservarti. Un Club Mediterranée anche lì farebbe non solo rivoltare nella tomba Giuseppe, sarebbe risurrezione con insurrezione di mille e più Garibaldini. Speriamo proprio di no. Su Caprera no. Però, che vento. Una delle sere di marzo 2008 andai a Palau. Mi colpì la pulizia perfetta di strade, giardini e altro in giro. Nonostante il vento. Di Palau e di quell’altra sala ho un ricordo più nitido e forte. Si era solo donne e una mi è rimasta dentro. Ricordo un paio d’occhi blu e la bocca e le parole che disse una donna che avrà avuto 70 anni circa. Parlò di ecologia, fontane e muretti a secco. Mentre parlava, pensai che doveva essere quello che volevano dirmi tutte le volte che mi dicevano: le donne sarde. Fiere. Battagliere. Nel vento. Ecco, quella volta lì è successo.

 

 

 

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NOTE

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Ho faticato un po’ per ricostruire, posta elettronica disastrata e memoria personale quasi del tutto andata. La conferma della mia presenza a Lecce, anzi a Soleto, me l’ha data una foto. Mi ha fatto anche un effetto un po’ così, però è stato bello rileggere come le Macare, con Maura, si preparavano per un 8 marzo e poi per una Scuola. Vedere 01.03 da em_allegato_etcetera nella cartella cronologico mac 2008 [08].

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29 di febbraio? Allora, il 2008 è stato pure bisestile? Di bene in meglio. Scopro un file di cui ignoravo l’esistenza. Non l’ho scritto io, non è firmato e non è attaccato a nessuna mail. Forse una bozza. Si riferisce al giro sardo e allora 01.03 appuntamenti milena carone lo inserisco in cronologico mac 2008 [08].

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Ingrid mi ha dato suo il consenso. Come si suol dire, il consenso all’uopo. Me lo ha dato sempre, prima o dopo. ;-) Ciao Ingrid cara, visto che t’ho fatto l’occhiolino pure qua, non solo su fb? Dovrete iscrivermi ad un corso accelerato di linguaggio dei punti, virgole e parentesi. Sono ferma e affezionata all’occhiolino. A proposito di affezioni alle parole: ho usato il termine abusata. Allora approfitto per dire che abuso dal latino significa uso esagerato e lo sappiamo, così come sappiamo benissimo cosa significa nel linguaggio corrente che lo ha mutuato dal diritto romano. E pure, origine e uso del linguaggio sono la spia di altro, sempre. Abuso (di autorità di polizia, mezzi di correzione etcetera) attiene a tutta una serie di cose dove, nel mentre si stigmatizza e si punisce l’uso esagerato (fuori dal consentito, appunto) legittima, proprio perchè lo presuppone, l’uso di un potere o di una autorità. Autorità maritale è stata abolita nel secolo scorso, pertanto non da una vita, nel diritto italiano. Fuori dall’Italia, ancora si usa. Fuori dal diritto, si usa e si abusa ancora in Italia. Fine digressione. Avrei da dire anche sul verbo approfittare, abbastanza parente di abusare e che non a caso ha che fare con un profitto. Prima o poi dovrò decidermi per la casistica sul linguaggio. Per un paio di foto di ingrid multiversion, vedere nella cartella varie ed eventuali 2008 [08].

 

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N.B. i riferimenti in nota attengono a file contenuti nella Cisterna.

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