la noce di burro e…

amo mangiare bene
per soddisfare codesta esigenza vi sono solo due presupposti alternativi:
1) imparare a cucinare
2) circondarsi di persone giuste.
finora mi è andata bene la seconda

il mio primo impatto con la culinaria non è andato benissimo

avevo 10 anni… 
[Imenea: minchia, allora era il 1968! bella roba...]
[Melania: citta, avrà fatto anche altro, era precoce!]

dicevo, avevo 10 anni e qualche soldino da parte.

delle mie tre sorelle – tutte più grandi di me – Annamaria era colei che mi teneva più alla larga dai fornelli. a volte minacciando misure cruente. con un mestolo in mano. non saprei, forse lo faceva anche per evitare casini. ero alquanto casinista da piccola.

Mattia ed io riuscivamo anche a scherzarci su, dicendo spesso qualcosa che usavamo non solo riferendoci alla culinaria: “se ci mettiamo siamo più bravi di voi, solo che non abbiamo tanta voglia di metterci, ecco tutto…” e giù, risate! a tavola. dove si era almeno in sette.

un bel giorno del 1968 prendo e decido.

ora gliela faccio vedere io!

scelsi una ricetta molto sofisticata da uno dei tanti libri di cucina circolanti. forse un Artusi, ma non ricordo.

degli ingredienti richiesti dalla ricetta in casa ne mancava solo uno.

burro

inforcai la Graziella (che non è una persona, ma una bici, per chi non lo sapesse).

sperando vivamente che il suddetto ingrediente, nonostante il nome altisonante, non costasse troppo per la mia paghetta.

non dimenticherò mai la faccia del salumiere.

il negozio era dalle parti della Chiesa del Carmine.

non mi vergognai tantissimo, sia chiaro.
ci voleva ben altro per farmi arrossire.
e ancora oggi vale.

anzi, di rientro a casa, ridevo. a crepapelle.

ridevo così tanto che infilai un incrocio senza guardare.

e quello fu il secondo impatto.
con un motorino. forse un Ciao. ma non ricordo.

non mi feci molto male, ma abbastanza.

decisi: è un segno. io e la culinaria siamo incompatibili.

IN-COM-PA-TI-BI-LI !

 

non ho mai raccontato a nessuna e nessuno l’episodio in ogni suo particolare. dalla ricetta all’impatto, dico.
mi facevo spesso male. e dicevo un sacco di bugie. a fin di bene. un bene mio, è chiaro. anche quella volta dissi una bugia. per forza! oltre a bastonarmi, m’avrebbero anche riso dietro, tutte e 5. [la quinta era Nonna Annita, figura fondamentale della mia infanzia] Mattia no, non avrebbe riso. Forse. Ciao, papà giocherellone..

questa storiella che racconto a cartescoperte la racconterò di persona per la prima volta a tavola, tra qualche giorno.

Sarà la mia storiella di Natale.

Di sorelle ora ne è rimasta solo una, la più grande. Si chiama Irene, che vuol dire pace.

Le farò gli auguri, e così ad altre e altri.
E poi le chiederò… provando a fare la stessa voce trepidante di un 68. trepidante, ma pur sempre educata. bimba a modo, io:

mi scusi, costa molto una noce di burro?

M.A.C.

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Melania: Mac, con questo titolo, conoscendoti, qualcuna sarà entrata pensando a qualcosa di erotico…
Imenea: perchè? non lo è forse?
Mac: zitte voi due. e buon appetitto. oggi patatone fritte. dolci. con lo zucchero sopra.
Melania: si chiamano patane…
Imenea: ecco, lo vedi che era una cosa erotica?

 

 

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