devo pulire i bagni mi dispiace

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 Sono molte le donne che non sono venute a Piazza Farnese, quel 13 di ottobre 2007. Alcune tra quelle che non vennero avevano esultato per quella data, molto contente. A cose fatte, si rivelò una contentezza molto sinistra. Contentezza che proveniva sia da destra che dalla sinistra di una certa sinistra. Molte erano contente perché convinte che quella nostra riunione avrebbe dato un po’ fastidio alle primarie di un Partito, previste per il giorno dopo. Così non era. E così non fu.Intanto, perché noi non si vuol dare fastidio a nessuno. Sono anni e anni che tentiamo di convincere molte e molti che la nostra politica è per tutte, non contro qualcuno. Si penserà che siamo idealiste, bene che vada. Forse pure un poco ingenuotte, all’occorrenza. Per non dire peggio. La nostra verità sta nelle cose che facciamo e sta nel come.
Dicevo, le donne che hanno deciso di non venire sono tante. Quelle che volevano venire e non hanno potuto farlo sono un altro tot. Quelle che neanche lo sapevano di Piazza Farnese, molte di più. Nessuna riga su quotidiani, da nessuna parte. A destra come a sinistra. Non mi ero fatta molte illusioni neanche su alcune presenze romane. Roba nota. Però altre sono venute. Se penso alle motivazioni varie legate a un impegno di partito, di 2 donne ricordo e di queste voglio dire. Ricordo 2 risposte differenti. Questa cosa va tenuta a mente, perché si collega a una parola di cui ho scritto: stile.
Ricordo una Paola: vengo e poi riparto immantinente, perché sono in un seggio di primarie. Vieni? E son contenta. Anzi, sai che ti dico? Lo prometto a te, non al tuo partito. Lo prometto a te, in nome di quello che ora tu mi stai dicendo. Tu vieni e verrò anch’io. Mi scapicollai in autostrada, il giorno 14 di ottobre, anche se un pochetto stanca. Avevo preso un impegno con una donna. Una sola donna, per tutte. E tanto mi basta. Andai a votare in un seggio per le primarie di un partito che non è il mio. Io che un partito non ce l’ho da nessuna parte. Andai a votare, dopo 600 km di autostrada, senza neanche passare prima da casa per cambiarmi d’abito perché non c’era tempo. Andai direttamente in una cosa che si chiama Tiziano e si trova all’ingresso della mia città, se arrivi da Brindisi, cioè se arrivi praticamente da ogni dove, visto che da sud per la mia città c’è solo il mare e poi a scelta Grecia, Albania e dintorni.

Eh, ce ne sarebbe un mare di cose da raccontare, partite da un partito. Di queste ne dico solo un’altra, mentre sto a dire della seconda risposta. Risposta di una donna di cui non ricordo il nome. La voglio raccontare per tutte le donne che si spendono e tanto, in un partito. Anche quella donna era addetta a un seggio di primarie. Mi aveva detto, in un giorno di fine estate: sai, forse sarò candidata anche nelle comunali del mio paese. Dopo l’estate, a ridosso di Piazza Farnese: peccato, ho fatto così tanto per il 50. Dicono tutte così, per il 50. Vorrei tanto esserci ma proprio non ce la faccio. Beh, fai come Paola, anche lei sta in un seggio, lei ci viene e poi ritorna. La risposta che mi diede non la scorderò mai: il fatto è che il 13 devo andare a dare un’ultima pulita al seggio, sapessi come sporcano i bagni quelli! Ci sono da fare sempre mille pulizie. E siamo poche. Disse proprio così: poche. Al femminile. Non so se nelle sue comunali è stata eletta. Se ora sta leggendo, questa cosa la ricorderà, perché l’ha detta.

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