la staffetta sarda di mac

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(non c’è 2 senza 3)

Ci siamo, questa digressione – che poi, tanto digressione non è… – mi fa bene alla salute udìna, molto più del giochino web. In fondo, rispetto Cronologia e grandi imprese. Per grandi imprese intendo un traghetto, poi un altro e un altro ancora. Almeno per la sottoscritta, una vera impresa. Non c’è 2 senza 3. E la terza è stata la più bella. 185

Nella mente, a maggio 2009, avevo una mezza idea di bissare quei 40 giorni greci estivi del 2006. Alla fine, furono di più. Ci sarei andata comunque in Sardegna, anche solo per far parte del corteo di Anfora. Magari, sarei andata un pochetto in giro con Lei, ma solo pochetto. Questo il pensiero. Finì che Anfora ce la portai in Dacia, per davvero. La precedente regione era la Toscana. Che bella combinazione! Incerte fino all’ultimo tra Liguria e Toscana sul calendario, quando alla fine decisero per la seconda, dissi: è un segno. Finì che Pilar non sapeva proprio a chi santa votarsi per un trasbordo di 17 luglio. Da Firenze era arrivato un dolce diniego. 186

Pace, a me tocca. Quella volta, me la sono detta da sola. E così fu la staffetta sarda di mac. Che bello! Pilar organizzò tutto, traghetto per auto e moto. Una sua amica, che qualche settimana prima non sapeva neanche dove stava di casa la parola Staffetta, decise di venire anche lei e fu così che 3 sciamannate – si fa per dire, dicono così da quelle parti – presero al volo un traghetto, di 17 luglio. Prima però in 2 andarono a Massa, una davanti all’altra, in moto e auto. Ricordo il tragitto sulla Via del Mare con Anfora nella Dacia accanto come Persona, con la sua cintura. 2 giorni prima, 2 donne erano andate a prenderla a Firenze. Anfora dormì una notte sulle colline e un’altra a Massa. Perché a Massa? Perché là stava a campeggiare l’amica. Anzi, la nipote dell’amica. Ricordo solo che un altro po’ e ci fa perdere il traghetto da Livorno. O forse era a Livorno il campeggio e a Massa l’amica? E chi se lo ricorda più.

Arrivammo ad Olbia, poi la strada per Palau. Poi, l’arrivo vero: Maddalena. Con una bandiera Stop Femminicidio attaccata all’antenna di Dacia, svolazzante per tutto il tragitto, un’altra bandiera fasciava il baule della moto di Pilar, le finestre di Dacia tutte tappezzate. Ma che vanno in giro a fare queste donne con queste bandiere? Siamo Udi, siamo Staffetta. A Palau ci venne incontro la Marina: alt, fermi tutti, passaggio d’onore. Facce stralunate degli altri in fila sotto sole sardo in auto e moto e camper. Lo ricordo come fosse ora: è tutto ok, Signore dell’Udi. Siete attese a Maddalena. Perdindirindina, che organizzazione. Che traversata! Auto e moto di Staffetta. Meglio di come posso raccontarla con mille parole, ci sono le foto di tutta la Sardegna, da quell’altra Marina con corteo d’onore per la consegna di Anfora a Maddalena, dove baciai platealmente l’asfalto, una volta a terra.

Neanche mi fanno cambiare i bermuda sudici di traghetto che mi schiaffano davanti al muso un microfono: ben arrivate. come è andata? e adesso dove andate? e cosa fate? e come andrà? Perdindirindina, non ho respirato un attimo da quel 18 luglio. In mezzo, però, anche una vacanza. Vacanza vera, con donne sarde vere come Franca a Guspini. Miniere e scalate, chilometri a piedi e chilometri in bici nella macchia fino al mare, su e giù dalle parti dell’Arcuentu.

Per assommare così tanti chilometri nelle vacanze precedenti non mi bastano dieci anni. Dopo, mi sono fermata ancora, un nuovo stop con i fiocchi per l’estate 2010. Nel 2011, chi sa…  Che vacanze, le vacanze sarde 2009, col sole di tramonto vero all’orizzonte e… guarda un po’ che combinazione, ad agosto a Legambiente di Montevecchio ritrovo la milanese che a Guspini a luglio aveva donato uno spettacolo per Staffetta, la stessa Cristina che in Piazza della Loggia reciterà i Biglietti di Anfora per tutte e tutti. Tutto in Cisterna, dalla prima emozione all’ultima. 187

Gli ultimi giorni sardi sono stati solitari. Non avevo prenotato il rientro a bella posta. E bella scema! L’unico traghetto decente con auto al seguito per non pagare una cifra enorme era del 2 di settembre. Appena in tempo per una Scuola Politica e il resto a seguire. È stata solitudine proficua, bellissima. Reduce da una folla di visi ed emozioni così tanti e tante, mi ha fatto bene restare sola con Dacia per qualche giorno. Mi mancava l’alba sul Tirreno, sull’agenda. Dalla costa occidentale ho attraversato a metà il tutto. Prima, un salto a vedere l’ossidiana.

Poi, era rimasta dentro una voglia di spiaggia di riso.

Così, a Oristano ho rifatto tappa dalla stessa donna che ci aveva ospitate per Staffetta. Lì, il mio super Sony ha pensato bene di defungere. Una volta a Lecce, mi sono dovuta rivolgere a un super tecnico per recuperare tutti quei super numeri sardi. Occhio, a chi pensa ancora che il backup sia roba avveniristica. Ormai, lo faccio anche alla mia mamma, di tanto in tanto. E non c’entra col chekup che è altra cosa. Up and down per la Sardegna tutte sole finalmente, Dacia e io.

Ma passi da Oliena e Orgosolo e ti fermi a dormire in auto? Mi hanno fatto una testa così. Alla fine, sul sedile che chiamano del passeggero ho costruito un pupazzo con una pila formosa di bagagli chiusa da una giacca a vento. Ci scambiavo quattro chiacchiere con Ambientino, di tanto in tanto, quella sorta di Omino Michelin che come testa aveva il bomboletto di un sacco a pelo pressato, però con gli occhiali da sole, perfetto. Solo che ad Ambientino ci cadeva sempre il berretto giallo ecologista, che sbadato. Sono anch’io la Protezione Civile recitava la scritta sullo zaino donato da Ruggero. E allora, andiamo!

Il retro-Dacia stipato fino all’inverosimile: Arazzo, carte, libri, doni vari per Udi da Staffetta sarda, due casse di birra sarda e pane e vino e altro di sardo. M’avesse fermata la Finanza, ci sarebbe voluto un giorno solo per l’inventario. Sbarco a Civitavecchia e di corsa a Termini, arriva un treno da Lecce. Arrivò anche una multa tanto per cambiare, questa volta la via era quella Nazionale, la multa era sacrosanta e l’avevo messa in conto.

Sulla strada per la Scuola politica Udi, comprammo un panama rosa fucsia per la Delegata: che ti sei messa in testa? diceva il biglietto. In fondo, era anche il titolo di una Scuola, dove portai le mie riflessioni su rappresentanza e rappresentazione. Appunti vari scritti tra una tappa solitaria e l’altra di Sardegna. Dove ho fatto una vacanza coi fiocchi senza neve, tra un bilancio e l’altro.

 

 

 

vai

 

 

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NOTE

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Quando è stato predisposto il Calendario con le varie tappe per la Staffetta, la tappa sarda capitò d’estate e a tutte parve santa cosa. Erano altre le date problematiche, già detto. Santa cosa fu per tutte la Sardegna che staffettò in estate e anche un po’ per me. Siccome capitava d’estate, si decise che Anfora avrebbe avuto molti giorni sardi a disposizione, per consentire a chi era in Sardegna di organizzare tutto a modo, in tempo d’estate. Siccome capitò d’estate, mi ero offerta per dare una mano a Pilar per la consegna. Più precisamente, le dissi che ci sarei andata comunque e che poteva fare affidamento su di me per trasbordi e altro, perché avrei passato lì le mie vacanze, finalmente. Il mac tour 2007 era stato bello bellissimo, d’accordo. Però, proprio vacanza no. Nell’estate 2008 ero rimasta a Lecce, per problemi vari di famiglia. E allora… per il 2009 me ne torno tra le sarde, ecco. Finiti impegni vari per bilancio e altro, vi saluto care udìne – coordinate e non – e me ne vo’ in Sardegna. Così dissi. Esclusa la locuzione coordinate e non, perché coordinate è termine che ho preso a usare qui, per evitare di dare titoli brutti a cartelle brutte.

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A Firenze ci andai anche per partecipare a un Seminario sullo stalking, non ricordo il titolo preciso. Ricordo che si fece un riscontro sui primi passi della nuova legge voluta da Carfagna. Il resoconto di quel Seminario è certamente nel Fondo Staffetta e forse c’è qualcosa nel cronologico sede. A parte l’incontro bello con una Consigliera regionale conosciuta ad Arezzo tempo prima, a parte le parole giuste di una PM giusta, quello che ricordo di detto Seminario è la telefonata che arrivò sul mio cellulare rimasto acceso, per fortuna solo come vibrazione. Che vibrazione! Nel bel mezzo di un Seminario sullo stalking chiama un’amica leccese, fuori di casa da due giorni con tutta la famiglia, perché al padre era venuta la bella idea di cambiare serratura per tutte e tutti, paritariamente. Ad un padre violento con moglie e figlie/i, creatività consigliò l’ennesima trovata, perché era pazzo di gelosia, almeno così pare. Ricordo bene telefonata e consiglio alla giovane amica. Quando si dice, lupus in fabula. Tuttavia, in una cosa quell’uomo si distinse e ancora mi auguro si distingua da altri cavalieri, che ammazzano prima paritariamente donne e bambini. Poi, chissà come, quasi tutti tentano di suicidarsi. Ma dico io, non è morta cavalleria? Perché sempre questa precedenza a donne e bambini? Perché non tentano di suicidarsi prima? Ok, è una cosa così. La pensai. Ora la scrivo.

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La prima sorpresa ce l’aveva fatta in banchina a Maddalena una Portastaffetta nazionale arrivata in aereo il giorno prima, per una tre-giorni-minivacanza-con-figlia e poi via, a lavorare. Ma che brava, ha combinato il segreto con la Portastaffetta regionale. E questo scherzo sì, che vale. Andando a random, queste le varie al top staffetta sarda per emozioni personali:
- Santi Licheri ricoverato grave in Ospedale Merlo che scrive il suo biglietto per Anfora;
- il Primario del reparto Pediatria che ci presenta un bimbo di due giorni che sta abusando della sua mamma;
- Miriam anni 9 che gioca con bandiera stop femminicidio e sassi sul bagnasciuga;
- il controluce tra il viso della sindaca di Siligo (paese di nascita di Maria Carta) e il volto di Maria Carta, quest’ultima sullo schermo, of course;
- volti e colori di Senegalesi nel vento;
- le 50 donne di un coro Gospel con una direttora a Oristano (cercherò di farle arrivare a Brescia, ma invano);
- le strade di  Baradili il paese più piccolo d’Italia per abitanti;
- le corse per sfuggire a un incendio e arrivare sane e salve  a Sassari;
- un discorso a cuore aperto con Franca Mandis;
- atto di libidine violenta anonima su fanale anteriore  sinistro Dacia in parcheggio Cagliari;
- spettacolo di teatro di strada per bambine e bambini, per dire  con altre parole di violenza e amore;
- discorso compunto di un Comandante di Stazione Carabinieri;
- parole  a vanvera in un Consiglio Comunale straordinario a Maddalena (post G8) e sigaretta fumata fuori con  un signore alto, l’invitato d’onore (signore che mi pare si chiami Mastrantonio o Giovampaolo o qualcosa  del genere, quello che so è che poi finirà in galera per appalti vari G8, uh che bello questo ricordo, per via  del collegamento);
- volti di processione Assunta a Guspini;
- la Sindaca di Oristano che piange;
- Anfora che  fa sci nautico con una non vedente dalle parti di Caprera;
- spettacolo su testi Jourcenar e Saffo nell’atrio  di Architettura ad Alghero;
- le superdonne del Pink Butterfly operate al seno che mi hanno insegnato ad andare  in canoa;
- le facce strane nel carcere di Cagliari, all’entrata e poi all’uscita;
- dulcis in fundo, le mani  delle Donne di Guspini che preparano l’Arazzo per Anfora, con Anfora che fa da modella.
Questo e altro  ancora in staffetta sarda mac in varie ed eventuali 2009 [10].

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N.B. i riferimenti in nota attengono a file contenuti nella Cisterna.

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una delle poche eccezioni musicali per questa prima parte. maria carta.

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