le indignate

Il secondo giorno di Congresso finì peggio di come era cominciato.
Di mozioni politiche neanche l’ombra, ad eccezione della Relazione della Delegata.

Nessuna nuova candidatura come Delegata. Niente di niente di politico, nel senso proprio del termine.

Tutto, verso la fine della seconda giornata, si ridusse alle proposte di modifica dello Statuto. A rigore, anche le proposte di modifica potevano considerarsi cosa politica.

Il fatto è che non solo erano sprovviste di una sia pur minima introduzione, eccezion fatta per quella di Modena.

Il fatto è che non vennero rese note in una forma adeguata, come per regola. Nessuna delle presenti a Congresso ebbe uno straccio di manufatto tra le mani. Circolavano le “vecchie” proposte già presenti nell’ex Gruppo 2010, poi rimaneggiate dal fu Gruppo preparatorio. Insomma, un gran casotto. E faccio ancora grazia alle regole.

una delle tantissime foto scattate da Lorenza Valentini al "Congresso Udi ottobre 2011" - visionabili sul suo profilo facebook

una delle foto scattate da Lorenza Valentini al “Congresso Udi ottobre 2011″ – pubblicate sul suo profilo facebook nell’album intitolato “Udichesiamo”

Il ridicolo si sfiorò quando, in un rigurgito di bon ton udìno o non so che altro, le Garanti assunsero l’onere di dare un qualche senso alle varie proposte,  anzi di fare addirittura un tentativo per accorpare pezzi e pezzetti.

Quello che posso affermare è che una Pilar Mercanti sconsolata il giorno dopo (e cioè quello conclusivo) mi ha confidato di aver fatto le ore piccole con Marta Tricarico nell’assurdo intento di dare un qualche ordine a quel guazzabuglio di norme e norme una in contrasto con l’altra.

Il risultato fu che sul display dove fino al giorno prima erano passate belle immagini (penso a quelle sul lavoro di Ilaria in Archivio, penso a quelle di Enza sul 50E50 e la Staffetta, penso a Immagini Amiche e altro e altro e altro) su quel display ci ritrovammo un’illeggibile incolonnamento di parole. Tutto in sintonia con l’aria che tirava.

Lorenza Valentini in una delle tantissime forto scattate da Simona Trabucco durante il "Congresso Udi 2011" - visionabili sul suo profilo facebook

Lorenza Valentini in una delle foto scattate da Simona Trabucco durante il “Congresso Udi 2011″ e pubblicate sul suo profilo facebook

Una brutta aria. Un’aria di pancia. Dove tutte, per opposti motivi, non avevano ancora digerito nè la faccenda di Bindi nè altro di bolognese ingurgitato fino a quel momento.

Sul web ci sono tutti gli interventi regolamentari al microfono. Tutti, esclusi quelli della convulsa e scellerata fase finale che va dal pomeriggio del secondo giorno in poi. Tutti, meno quelli sulla discussione (?) sulle modifiche allo Statuto, per arrivare a quelli della irregolare votazione per un nuovo Coordinamento.

Angela Catania - Doriana Righini foto di L.V.

Angela Catania – Doriana Righini
foto di L.V.

Nel pomeriggio del sabato ci fu un’altra riunione a porte chiuse. A quel punto a incavolarsi furono le indignate. Così si autodefinirono, per assonanza con altri
“indignados” di quel tempo.
Chi sono le indignate? Qualcuna ha scritto pubblicamente in proposito. Penso a Simona Trabucco. E penso a Doriana Righini, che nel 2012 si sobbarcherà anche, da iscritta Udi, l’onere di un consulto legale a sostegno della illegittimità della Assemblea del dicembre 2011, quella per l’approvazione dello “Statuto Frankestein”. Fatica finora vana, ma lodevole.
Per quanto mi riguarda, sulle indignate la post_illa merita un racconto dei fatti per come mi son passati sotto agli occhi.

Erica Del Dente - Arianna Martignon foto di L.V.

Erica Del Dente – Arianna Martignon
foto di L.V.

Sabato pomeriggio: la Presidenza si chiude in conclave per la seconda volta e per la seconda volta un Congresso si ferma.
Per la sottoscritta, l’ennesima pausa caffè. Tanti. Anche se quello che fanno a Bologna non mi piace molto.

Ilaria Scalmani con Giovanna Parmigiani - Silvana Casellato e Ilaria Scalmani foto di L.V.

Ilaria Scalmani e Giovanna Parmigiani – Silvana Casellato e I. Scalmani
foto di L.V.

Al rientro della Presidenza, dopo una mezzora e più, faranno irruzione nella Sala del Congresso anche alcune donne che durante la pausa si erano riunite spontaneamente nell’anticamera. Rientrano e vanno a pararsi davanti alla Presidenza rivolte alle presenti. Inalberano mute dei cartelli alla buona. Quasi fossero allo Stadio, o ad un Social Forum. Ma che si son messe in testa queste ”indignadas”? Cosa era scritto su ciascun cartello? TESSERA UDI NUMERO X SONO INDIGNATA(NOME).

Angela Lamboglia - Teresa Di Martino foto di L.V.

Angela Lamboglia – Teresa Di Martino
foto di L.V.

Manifestazione muta, molto efficace. Direi anche suggestiva. Almeno per me che la guardavo estasiata dalla prima fila. Chi sono le indignate? Giovani donne, e donne meno giovani. Donne arrivate a un Congresso con molte aspettative molto deluse da quell’andazzo. Le conosco tutte o quasi le indignate. Sono le sorelle di facebook conosciute durante la Staffetta e poi nelle tante mailbombing per Immagini Amiche. Sono le macare e sono le romane, le modenesi e le liguri, le veneziane e altre e altre ancora. E c’era una Simona da Lugano.

Ricordo lo sconcerto alla Presidenza. Non metto la mano sul fuoco, ma credo che sia quello il momento in cui Serena Ballista da Modena, Valentina Sonzini da Genova e altre abbandonano definitivamente la Presidenza. Enza Miceli lo aveva fatto già. Ripeto, non metto la mano sul fuoco. Può darsi che lo abbiano fatto in un momento diverso, immediatamente successivo. Fatto sta che le fecero. Si trattava di alcune giovani leve elette in quel gruppo Preparatorio. Donne giovani di età e non, ma sicuramente nuove facce arrivate all’Udi con le Campagne. Questo lo so più che bene e posso affermarlo.

da dx: Serena Ballista e Valentina Sonzini foto di S.T.

da dx: Serena Ballista e Valentina Sonzini
foto di S.T.

Adesso dirò una cosa che ho già detto ma solo in privato. Non giurerò per la terza volta su Papà, perchè Mattia sta bene dove sta e altrimenti mi manderebbe al diavolo. Però così è andata: non c’entro nulla con quelle indignate. Non c’entro nulla e me ne dispiace pure.

Ho passato in un bar di Piazza Maggiore con Pilar Mercanti quasi tutto il tempo di quell’orrenda pausa congressuale, col Gruppo delle 8 a 7 chiuso in conclave a cercar di raccapezzarsi tra astruse proposte di modifica e altre nefandezze.

Ricordo di avere incrociato in quel bar Stefania (intendo Guglielmi) e che entrambe a pari merito abbiamo fatto finta di non vederci.

Che Stefania facesse finta anche su altro avevo preso a capirlo proprio in quei giorni. Ricordo di aver commentato la cosa con Pilar, dicendo pressappoco questo: “ma guarda te a che punto siamo, guarda che fine miserabile sta facendo l’Udi; e accidenti se a tutto questo qualcuna ha il coraggio di dar nome, di prendere la parola e dire le cose che ha veramente dentro; accidenti se si ha il coraggio di far emergere una proposta alternativa degna e chiara, alla luce del sole; una proposta pur che sia; e invece no, solo schifezze di articoli, che mi sono ancora rifiutata di guardare nel dettaglio; le regole sono una cosa seria!”

Presidenza Prima Giornata Congresso
Le Garanti Pilar Mercanti e Marta Tricarico
ai lati della Delegata Nuzzo
foto di S.T.

Sapevo di parlare a una che sulle regole era ancor più rigorosa di me, all’occorrenza. Era colei che mi aveva supportato e tanto nel lavoro di Garante 2008/2010 e colei che – ahimè – avevo “sospinto” ad accettare di succedermi nell’incarico. Così è successo. Successo è anche participio passato…

Ero al rientro dal bar, quando vengo raggiunta da una telefonata di Enza Miceli che mi dice più o meno questo: “vedi di sbrigarti, se vuoi partecipare anche tu a una cosa che abbiamo deciso di fare. O insomma, anche se non ti va, sbrigati lo stesso se no te la perdi.”
Chiedo venia a Enza se uso queste parole, le sue esatte non le ricordo. Ma il senso era quello.

Appena arrivata in Anticamera, vengo informata dell’iniziativa che le indignate hanno preso. Anzi, l’iniziativa stessa mi si para davanti sotto forma di un mucchietto di donne impegnate a compilare cartelli, sedute sulle panchine di marmo (o era legno?) di quell’Anticamera.

su una panca in Anticamera foto di S.T.

su una panca in Anticamera
foto di S.T.

Sulle prime, mi precipito a fare anche il mio. Senza tema e senza indugio alcuno.  Non ricordo e non trovo la mia tessera. Che numero ha? Lo vado a chiedere a Silvana e Ilaria, confinate in un tavolino a parte, ai lati del banchetto bolognese dei gadgets. Sommerse da cartellini e bozze vecchie di proposte vecchie e altre carte inutili.

Quasi subito però decisi di lasciar perdere. Pensai: se mi metto in questa cosa, diranno che l’ho fomentata. Bon ton udìno? Coda di paglia inconscia? In entrambi i casi, fatica sprecata. Non solo si dirà che c’ero anch’io dietro quella iniziativa. Diranno altro, in un crescendo assurdo.

Diranno ovviamente che c’era la Delegata. E in un rigurgito di fiele assurdo, veramente assurdo – lo saprò dopo – diranno addirittura che c’era quella santa donna che risponde al nome di Rosanna Galli! Pensa te, che fantasia…

Lo avranno pensato perchè Rosanna prese il microfono durante la manifestazione muta delle indignate mute? E lo prese per dire a tutte che era qualcosa cui si doveva dare ascolto? Mahhh!

Rosanna Galli interviene al microfono durante la performance muta delle indignate

Rosanna Galli interviene al microfono durante la performance muta delle indignate.
foto di L.V.

 

Un particolare bello si può svelare oggi nella post_illa.
Pare che i pennarelli per scrivere sui cartelli non si trovassero. Il banchetto coi gadgets non li aveva? Non saprei. Forse, non furono neanche chiesti. Fatto sta che a quel punto Judith Pinnock, per far scrivere in rosso ad ogni indignata, abbia tirato fuori dalla borsa e poi donato il suo fiammante rossetto…

Simona Trabucco, Giovanna Parmigliani, Enza Miceli foto di L.V.

Simona Trabucco, Giovanna Parmigliani, Enza Miceli
foto di L.V.

 

nota a margine:
sul profilo facebook Udi di Modena trovo significativa la scelta di un album interamente dedicato al momento dell’Apertura Congressuale. Quella col coro e le donne di diverse nazionalità. Insomma, la parte più bella. Oltre a quell’album – titolato “Apertura Congressuale – Pina Nuzzo” , niente altro sul profilo di Udi Modena, quanto a foto. Le successive sono quelle della riunione modenese “Il XV Congresso continua”.
vai

 

 

 

 

 

 

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