le streghe di aulin

[non è successo niente]

mai sentita (?!) così tanta musica per tre giorni di fila.
avrò un paio di tormentoni in testa fino alla befana.
però ho ballato, giuro. pochetto, ma ballai.

qui conoscono il significato della parola Cura.
in molti sensi. anche in cucina. e dei particolari.
mangiai un’insalata, per dire, che da sola
pareva ‘na Poesia di Emily su Autunno.

Tempo inteso come Meteo ha fatto il suo.
il giorno prima delle Streghe s’alzò Vento.
ma proprio vento vento. giusto. siamo in tema.

così tanto vento che proprio lì dove il giorno prima
s’è mangiato 
con la risacca come sottofondo a un passo,
il giorno dopo stavano a legare con le catene
anche i piloni della trattoria.
“tra qualche giorno noi si chiude, signora. riapriamo per la primavera”.
eh, bravi! s’è fatto appena in tempo…

una strega ci provò di brutto.
a far danni. al litorale. inteso come cuti.
stava a guardare il mare, dice.
e poi c’erano i bimbi, dice.

si sbucciò un ginocchio e il pantalone
ma questo è niente…
si fratturò una costola si fratturò
però sto fatto della costoletta glielo hanno detto in ospedale
solo la sera del giorno dopo
la sera prima – ossia il giorno del capitombolo -
un altro po’ e fa il kamasutra con altre due. nella nicchia.

devo prendere solo un aulin, dice.
mi basta un aulin, dice.
chi ha un aulin?, dice.

l’aulin non c’è, le si risponde
c’è una cosa che finisce in fren
e lei lo prende con l’aperitivo
per cui… e giù battute sulla cura
a base di tachipirinha

eniuei
a star male non sarà solo
la strega che distrusse i cuti
accadrà altro, per eccessi vari
anche se sempre temporanei

per dire: una che la sera prima ballò per 5 ore
la sera dopo (e anzi per tutto il giorno intero)
restò in camera
a riposare, dice…
poi invece la sera appresso ancora
riballò. ancora e ancora e ancora.
e dire che non dormì neanche un’ora, dice.
parole sue, giuro.

cambiamo argomento.
ho scoperto che la differenza prima
tra calabria e puglia
è un fatto di orografia
e a dirlo è stata una toscana, pensa!

anche il silenzio però è un fatto… d’oro
e questo lo sapevo già.

poichè siamo streghe… giuste (non mi viene la rima con azzurre)
c’erano pure le quote azzurre
carine simpatiche
ballarono assai
e ovviamente si son travestite

s’è fatto pure il karaoke
nel senso che lo feci anch’io, pensa!
prima di cena
più oke che kara, però.

una sera a cena (in una delle tre cene)
una delle quote azzurre
indicando una al tavolo ci fa:
“voi che dite, non è bella?
lei dice di non esser bella…”.
e tutte o quasi: “ma che dici, o mia sorella?
ci hai gli occhi belli c’hai
gli occhi e non solo quelli”

io la guardo dritta e le fo’ sul muso
tu dici che non sei bella?
allora sei proprio una chiavica,
senti a me, sorella!

comunque s’è parlicchiato
e altro forse ci diremo un giorno, chi lo sa.

una sera a cena (in un’altra delle tre cene)
la stessa quota azzurra di cui sopra
mi sfiora la guancia ed era di spalle
un altro po’ e mi casca la testa nel piatto
amore mio bello!, una barba così
io… manco con la raspa del faidate!
scusa, non ce l’ho con te
è che proprio non ci sono abituata!
comunque grazie del pensiero.

il giorno della partenza un altro po’ e scoppia
una guerra su distanze e chilometri e soste
e accordi su andate e poi ritorni
non ho capito un’amata minchia (quasi)
però adesso so quanto ci vuole da sid____ a bov_____
e forse non parlo solo di chilometri

witch-scene

 

ma ora viene il bello
il giorno prima una che stava
nella stanza con noi
prende e se ne va.

perchè voi russate, dice

ok, noi russare si russerà
però… perchè non ci dici il bello?
che oltre a farci sentire meno merde
sarebbe alla fin fine anche la vera verità?

ok, fa niente.
comunque noi si russa davvero
quando si a qualcosa, noi si fa sul serio.

un’altra il giorno dopo chiederà
(non a noi che si russa, questo si sa già…)
allora, come è andata?
insomma, comu passastivu a nuttata?

non è successo niente,
fu la risposta

chè, poi, diciamolo,
fosse o non fosse la piena verità
di suo fa cagare niente male
parlo del “non è successo niente” in quanto tale.

di mio posso dire che è successo
ebbene, sì. è successo.
in almeno due sensi
fu… successo.

ora starei ancora pochetto mbriaca
e poi sono appena arrivata
a lecce a casetta
e dire che andai anche a tavoletta

per cui questo è quel poco
che vi posso dire
di ciò che accadde in un posto che porta il nome
della mamma della mamma di un figlio
uno pure tanticchia famoso
uno che, a sentir taluni,
nacque un tot di anni fa
tra un mese o poco più

io tra un mese o poco più
ci torno nel posto che porta
il nome della mamma di una mamma

con tutto il rispetto per chi crede
a me personalissimamente
del figlio e (di più) di chi di lui è erede
m’importa poco e niente…

però ci torno, tra un mese o poco più.
non proprio per natale,
diciamo per capodanno o suppergiù.

per dare un po’ di numeri.
perloppiù.

M.A.C.
01.11.16
(ossia il giorno di All…Witches!)

 

 

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