lo stupro erotico

Partiamo da una banalità spesso inquinata:
stupro non ha nulla a che fare con sessualità.
pertanto, ancor meno con erotismo.

Stupro è atto di guerra. sordida. malata. diffusa.

Nella storia della cosiddetta umanità gli stupri sono stati tra i primi protagonisti di guerre (quelle con le armi, i battaglioni etcetera). Hanno sconvolto etnie, spodestato troni e saldato alleanze. Facevano spesso parte del pacchetto, come si suol dire.

E ancora oggi è così, con varie sfumature.
In giro per il mondo.
Nelle strade.
Nelle case.

Un atto di guerra. E stop.

Il sesso – inteso come fare all’amore – può essere violento.
E così erotismo. M
a è quella cosa che si fa in due.
O anche altri numeri, se ce la si fa.

Una cultura maschia – non la voglio neanche chiamare patriarcale – tende da millenni a confondere le acque.

La vis grata puellae mica la scopro oggi io.
[e neanche quel povero mentecatto che ha fatto quel commento ieri su facebook]

Fa tutto parte di una cultura che pervade menti e altre parti del corpo. Corpi e menti maschili. Come anche femminili.

E le cosiddette fantasie erotiche da stupro esistono.
Almeno in letteratura.

Io al mio immaginario erotico ci tengo. Da sempre.
Anche per questo di rado intervengo su tali argomenti. [ * ]

Perchè ho già il mio daffare per contrastare immagini e parole e pensieri che da ogni dove tentano di pervadermi. Dalle canzonette alla pubblicità, dalla letteratura (letteratura?) al cinema, eccetera eccetera.

Ho coltivato e coltivo – dopo aver sapientemente reperito le sementi e provveduto alla piantagione – il mio immaginario erotico. Che a volte è anche violento. Oh, se lo è. Ma resta un immaginario dove si è (almeno) in due. A fare. Decidere. Godere.

Peraltro, resto convinta che una specie (quella umana, intendo) che contempla lo stupro tra le sue più diffuse manifestazioni ha ancora molta strada fare nel suo percorso evolutivo. Altro che homo sapiens.

E che solo una aberrazione mentale e fisica può portare un essere umano a compiere – come atto di guerra – sul corpo di un altro essere umano qualcosa contro il suo volere, qualcosa che altrimenti – ossia se quel consenso ci fosse – sarebbe sublime, anche violentemente sublime.

Una cultura con dentro le fantasie erotiche da stupro, così come la perfino codificata vis grata puellae è unicamente una cultura che fa da supporto, contorno e agio per quell’atto di guerra.

Uno stupro erotico è una contraddizione in termini.
Lo stupro erotico non esiste.

Così la penso. E la penserei uguale se anche il resto del mondo la pensasse diversamente. Per fortuna non sono da sola. Ci sono Donne. e ci sono Uomini. Non scomodiamo, per carità, il femminismo per questa storia. Basta l’ortografia.

Ci sono.
La strada è lunga, il lavoro da fare – insieme – è duro, difficile.

Arrabbiarsi contro una battuta infelice e sgrammaticata non serve a molto. Infelice, sì, prima ancora che stronza, cattiva e chi più ne ha più ne metta.

Battuta infelice in quanto formulata e scritta,
Lì dove sono in molti – e, lo ripeto, in molte – a pensarla, più o meno nello stesso modo.
Magari con perifrasi (di pensieri o parole) lievemente più acculturate.

M.A.C.

 

[ * ]
Mi ha spinto a scrivere – e solo Lei poteva – un post di P.N. su facebook. Lo faccio ora, di notte. O mai più. Domani tornerò volentieri ad altro amore. Nel senso di scrittura.

Nessuna immagine.
E nessuna musica per questo pezzo. Già è tanto…

 

I commenti sono chiusi.