unico 2011

l’unico Statuto Udi Nazionale del 2011

Durante la primavera del 2011, la Sede nazionale Udi lavora imperterrita seguendo la propria agenda, ancora alla guida di Nuzzo. L’Assemblea di maggio viene preceduta da una serie di incontri voluti dalle Garanti Mercanti e Tricarico.

Si diede attuazione a qualcosa che per molto tempo era stato di difficile realizzazione. Ne sapevo qualcosa anch’io, per averci provato senza successo nel 2008, vedi la nota 136 in anfora e qualche omissis.

L’iscrizione nell’Albo delle Associazioni di promozione sociale comportava l’adeguamento dello Statuto 2003 e così fu finalmente nell’Assemblea di maggio 2011.

In data posteriore alla cosa chiamata Congresso, per la precisione il 16 novembre 2011, Udi è stata ufficialmente iscritta in quell’Albo, in virtù di quello Statuto di maggio.

In questa post_illa niente Cisterna, niente allegati. Non è per fretta, è per noia. Tuttavia, più che volentieri farò cenno a Statuti e loro surrogati. Per esempio, lo Statuto Frankestein approvato da un’Assemblea illegale nel dicembre 2011 sulla carta sarebbe l’attuale vigente e dovrebbe essere quello che si trova oggi sul sito. Non faccio link.

L’unico Statuto Udi degno di questo nome, quello del maggio 2011, dovrebbe trovarsi tra le carte dell’Archivio Centrale. Si rinviene certamente tra quelle dell’UdiMacareSalento che provvederà doverosamente ad adeguarvisi.


Bello lo Statuto di UdiMacareSalento. Credo sia il primo ad inserire un articolo genealogia con un nome e un cognome al suo interno, ossia quello di Pina Nuzzo. In altri termini, culto spinto della personalità.

Nel febbraio 2012 le Macare, dopo aver ricevuto alcune informazioni dalla nuova o cosiddetta Sede nazionale Udi 2012, insomma quella fuoriuscita dal Congresso farsa dell’ottobre precedente, hanno esternato urbi et orbi alcune loro decisioni.

Lo hanno fatto con un comunicato accompagnato da parole ferme della Presidente Enza Miceli.
Due mesi dopo, quel comunicato riceve una risposta si fa per dire (così definita dalle Macare nel blog) da parte del fantomatico Comitato di Garanzia Udi 2012. Una risposta si fa per dire intanto perchè il comunicato macaro non prevedeva nè attendeva risposta. In ogni caso, qui si trova la risposta firmata Guglielmi, Marino e Randi.

Il primo dei tre nomi delle cosiddette Garanti – Stefania Guglielmi da Ferrara – corrisponde a quello di colei che mi ha supportato nella stesura del Progetto 50E50. Anche in considerazione di questo, mi rivolgerò a lei col solo nome. 1

Il motivo per cui nel caso di Stefania non ci sono oggi da svelare molti omissis relativi al vecchio testo a carte scoperte è presto detto: Stefania apparteneva a ciò che definisco la zona grigia dell’Udi che fino all’Assemblea di dicembre 2011 è rimasta debitamente nell’ombra.

Fino alla cosa chiamata Congresso, Stefania si è guardata bene dal partecipare direttamente all’operazione onde anomale, anche in considerazione della ribalta offertale fino all’ultimo dalla Sede nazionale - per esempio quella nella Anteprima sul Lavoro tenutasi a Bologna. Ma Stefania era parte integrante dell’iceberg.

A dicembre 2011 l’operazione Statuto Frankestein viene  portata alle estreme conseguenze formali, con un accorpamento bislacco della Proposta proveniente da Ferrara con quelle provenienti da Roma Monteverde, Catania etc. etc.

Esterrefatta sopratutto dalla buffonata (giuridica, intanto giuridica) dell’articolo sulle “due Delegate” dopo la votazione di quel dicembre 2011 ho cercato Stefania e le chiesto platealmente: dimmi, ci sei anche tu dietro questa cosa?
Non ho ricevuto risposta.

 

 

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1
Nella Cisterna qualcosa c’è, del carteggio intercorso tra Stefania e me nel 2007, a proposito del “dietro le quinte” di un Progetto. Vedere la nota 43 in alla ricerca dei conflitti perduti.

2
Stefania non ha risposto a dicembre 2011.
Se è per questo ha continuato a fare la gnorri con me anche dopo una lettera aperta del 3 maggio  2012, dove la richiamo ai doveri del suo incarico di Garante.
Ma se le attuali Garanti volessero/potessero comportarsi secondo le regole stabilite dall’Albo delle Associazioni di promozione sociale, per far subire alle Macare le conseguenze di quella responsabilità che – come le stesse Garanti chiudono sibillinamente la loro lettera – si sono assunte coram populo, lo avrebbero già fatto.
Non lo faranno mai, perchè il punto di partenza del loro incarico è illegittimo. Qualora le Garanti procedessero sull’unica strada che dovrebbero percorrere, la cosa verrebbe a galla. E Stefania lo sa.

 

 

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