ma che te scusi a fa’?

Sarà che è Sanremo.

Mi sono svegliata sulle note de ‘A Canzuncella.

En passant, interpretata ieri magnificamente dal mio coetaneo e milanesissimo Enrico Ruggeri.

Le parole, come sempre, le ho cambiate.

Perchè mi sono svegliata pensando a un’amica che giorni fa mi ha detto, tra le altre cose, di scusarla.

Del fatto che mi comunicava un paio di errori trovati nella terza edizione di Sedici.

In posta le ho risposto che invece l’avrei baciata in bocca.

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Ora le dedico questo pezzo per dire pubblicamente che un’amica è un’Amica quando ti corregge.

Non quando ti sommerge di “mi piace”.

La quarta edizione di Sedici è quasi pronta.

Ce ne saranno altri di errori, ne sono certa.

E allora, potrei baciare in bocca qualcun’altra.

Ciao ora, perchè… sempre sulle note della stessa canzuncella…

ma che v’o dico a fa’?
ma che v’o dico a fa’?
i’ torn’ n’ata vota a du chillu là!

[tradotto, torno alla stesura di Sedici,
che non ha ancora finito di produrre
errori e magnificenze varie]

MAC

P.S.: A CANZUNCELLA è una canzone bellissima anche per altri motivi. In una delle strofe dice:

Te si spugliata cca’, te si spugliata cca’
Si bell’ e nun ‘o sacc’ comme faccio a te guardà
Te voglio bene ancora, ma se dice po’ pe’ ddi
E intanto t’accuntent’ cu chesta canzuncella

Ecco, era solo per dire che, a differenza di ADESSO SIEDITI SU QUESTA SEGGIOLA, eccetera di Cocciante, ci sono modi e modi per scordare una donna amata. Producendo Arte.
E fanculo pure a te, Cocciante.

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