c’era anche un piccolo mattia

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A Piazza Farnese ci volevano venire in tante. Tante delle poche che sapevano che quel giorno ci sarebbe stata una manifestazione nazionale autonoma di donne. Buffi incroci di quantità: poche e tante, tante e poche. Volevano venire per dire io voglio esserci, per decidere del futuro ovunque. Queste le parole scelte per lo slogan dell’evento. 85

50 che numero...


Tra le donne che non vennero c’era Roberta, giovane precaria come altre, alle prese con call center e altro di questa modernità lavorativa, alle prese con qualcosa da cui non ci si può allontanare neanche per poche ore, neanche di sabato. Se no va a finire che perdi pure quella precarietà. In altri frangenti, la chiamano flessibilità. Sarà, per certe cose c’è solo un nome: schiavitù del nuovo millenno, con varia gradualità. Roberta non venne e, tra le prime cose decise per un microfono, a lei dedicai qualche parola da un palco. A lei e a tutte le Roberte d’Italia, citanto un articolo Primo che parla di Lavoro.

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Roberta non venne, però mandò Mattia, scortato dal babbo e da una buona dose del resto di famiglia. Mattia aveva 3 anni e un mese, in quella Piazza. Arrivato come altre e altri con un pullman notturno. E dopo il pullman un tot di autobus e metro. Mattia un po’ stranito. Una volta giunte e giunti nella piazza, una donna sfilò a Mattia la maglietta verde che indossava, per metterci una bianca nuova nuova, con un numerone davanti e il suo nome dietro. Maglietta bianca 50 creata ad hoc per un bimbo speciale, già alla presa coi perché. Ancora un po’ intontito: ma pecché mi devo cambiare la majetta, che nun me la sono ancora sporcata questa? Le condizioni della maglietta nuova 50, avanti e dietro, in fine di giornata saranno immortalate da altre foto ancora, perché Mattia imperversò nella piazza, con tutta o quasi la famiglia dietro.

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Imperversò su palco e retropalco: pecché non posso stare qua? e tu pecché ci stai, cottutti questi foji? E pecché ci sta questo? e pecché ci sta quello? anche agli addetti audio, toccando tutto, almeno dove riusciva ad arrivare con le manine sante: ma chessò bbelli sti palloncini! mamma quanti sono! Mi posso prendere un attro, che quello che m’hai dato prima mi è scappato, zia? Oh, scusa, Mièna! Rideva Mattia, mentre lo diceva. E continuò a ridere, ballare e rotolarsi su quel palco per quasi tutto il tempo. Avanti e indietro, fino a quando non si scatenò pure lui col tamburello. Chiedendosi, forse, perché non lo avevano fatto prima anche tutte le altre, invece di stare a dire tante parole, parole, parole.

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Ecco, sarei la zia di Mattia. Anzi prozia, visto che il suo giovanissimo babbo è un altro nipote. A Mattia, appena era stato possibile, avevo detto che zia non mi piace per niente, va bene? e che anche se suo padre ogni tanto mi chiama così, e sia! lui Mattia però no, doveva e poteva chiamarmi solo per nome, Milena. Questa cosa ce la siamo detta ridendo e  rotolando insieme da qualche parte. Nelle occasioni in cui gli scappa zia, e in genere lo fa a bella posta per riderci su, aggiunge con la manina sulla bocca: oh, scusa, Mièna!  

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Ho fatto quanto ho potuto per tenere a freno il twister Mattia. Alla fine ci siamo riuscite e riusciti in collaborazione paritaria, convincendolo che c’erano altre cose belle nella piazza, a parte il palco. Ma in fondo, come si fa a dire a un bimbo che non ci può stare in una cosa dove si sta a dire io voglio esserci, per decidere del futuro ovunque?
Ciao Mattia. Ciao, futuro. 

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La stessa maglietta, ok non proprio quella, l’aveva indosso anche una Bimba, a Le Costantine. La figlia di una che c’era nella Scuola Politica Udi di settembre 2007. Anche lei ballò con noi, un po’ meno scatenata. Non saprei dire quanto la cosa sia dovuta alla differenza di location, o al tempo differente o alle presenze, anch’esse differenti. Questo ricordo però mi fa pensare e ora voglio dire che bambine e bambini hanno da giocare, imparare e poi saltare tutte e tutti in modo uguale. Ok, non diciamo uguale. Paritario allora, va bene? Non sopporto e mai sopporterò la buona dose di moderazione riservata alle Bimbe fin dal biberon. Mandata giù e a memoria fin dall’infanzia, pronta per essere riversata nel futuro da quelle bimbe diventate donne ad altrettante Bimbe. Non la sopporto. Anche questo è 50E50. Anzi, di più, perché fa parte di qualcosa che viene molto prima e resta molto di più di centomila firme. Per non parlare di 5 articoli di un Progetto di legge. 86

 

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NOTE


85
Per i documenti del periodo vedere in varie snu 2007 [05].

86
Tra le varie ed eventuali mac 2007 [06], forse un po’ di foto di bimbo e bimba. In corsa, quasi fuori busta, nella cartella cittadinanze [03] inserisco una poesiola su un primo che parla di Lavoro, in una Costituzione Italiana.

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N.B. i riferimenti in nota attengono a file contenuti nella Cisterna.

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