noi donne non abbiamo

1974.  30 giugno

(…)
Noi donne non abbiamo niente da dare reciprocamente, siamo troppo povere e distrutte. Se una ha un po’ di vitalità si butta nel mondo maschile, lì c’è da prendere, è succulento.
Io ho dato nel mondo femminile, ma siamo anche troppo povere per prendere e ringraziare.
Così chi dà resta indebolita al punto che non dà più.
(…)
È una giornata stupenda, la prima. Mi sono messa al sole nuda sul terrazzo la mattina presto.
Io ero partita da questa convinzione: che l’umanità è buona, riconoscente, creativa se resa responsabile.
Non è detto neanche che non sia così, però gli stadi in cui le varie persone si trovano sono troppo diversi per non dare luogo a una torre di Babele dove non ci si capisce più niente , e chi è cosciente soccombe alla forza d’urto di chi non lo è.
Il femminismo ha incrementato la Babele, infatti la donna non accetta i meriti di un’altra donna, solo all’uomo li riconosce.
Qui è da ricercare l’origine dei traumi a catena e dell’impossibilità di andare avanti.
In più il femminismo non ha nessuna uscita sulla realtà che non siano delle rivendicazioni, anche questo ne fa una fonte di nevrosi.
Non vedo perché devo ospitare Paula o Piera se non per pochi giorni. C’è troppa differenza tra noi, già qui ho Nicola con cui frustrarmi se occorre. Ho fatto di tutto prima di arrivare alla conclusione che, seppure difficile (o impossibile), ho il diritto di cercare un’amica che mi faccia pensare (coma Sara, si torna sempre lì, o Valeria) e non un’amica a cui essere utile. Mi aspetto qualcosa: la parità per mio specifico intervento visto che non l’ho trovata già pronta.

[Carla Lonzi – Taci, anzi parla. Diario di una femminista. – 1978 – Pagg 721-722]

 

 

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