nomi di cordata

I nomi di tutte le 15 elette 15 di dicembre 2010 risultano dagli Atti Udi e si trovano anche nella Cisterna. Come organismo collettivo, giungeranno  formalmente fino alla cosa chiamata Congresso in ottobre 2011.Quello che non risulta agli Atti – dove peraltro non risultano molte delle cose oscure accadute ad ottobre – è una cosa significativa. Significativa per me quasi quanto lo fu per lei: Enza Miceli rifiuta di apporre la propria firma in calce al documento introduttivo del Congresso.

Lì si firmano Gruppo Preparatorio e stop. Forse si trova sul sito. Non vado a guardare. Quello che ricordo è che nel titolo di quel documento erano contenute le parole: un altro orizzonte.
Pensai: non sono riuscite neanche a trovare un titolo originale. Copiarono quello della relazione di Pina Nuzzo all’Assemblea di Pesaro di gennaio 2010, che a dirla tutta si titolava: un orizzonte altro. Copiarono male. Nella sostanza, invertendo i fattori, il prodotto cambiò moltissimo.

Passo a fare qualche nome della cordata inserita nel Gruppo di 15 donne elette 15. Di Elisa Giovannetti da Forlì ho già detto. Vado a random.
Maria Chiaramonte da Brescia o giù di lì era responsabile di qualcosa dalle parti di un lago. La Sede nazionale Udi, nelle persone delle sue Garanti, mesi prima aveva sanzionato la bozza di Statuto locale compilata dalla suddetta. Ricordo qualcosa di vagamente aziendale e una clausola di “rimanenza in vita” dell’Udi locale in caso di sopravvenuta morte di quella nazionale. Devo dire una bozza lungimirante. Nella Cisterna da qualche parte si rinviene copia. Probabile anzi che l’attuale “diligenza” lo abbia approvato. Maria era stata proposta da Pina Nuzzo come Portastaffetta per la Lombardia dopo il suo apporto alla Campagna 50E50. Proposta approvata, ovviamente.
Ahimè, mi sento un po’ responsabile della faccenda, avendo incontrato io per la prima volta la suddetta in quel di Brescia, in una animata riunione per il 50E50. Ricordo affreschi e poco più.
Chiaramonte prese molto a cuore l’incarico. Era a digiuno di incarichi – questo l’ho saputo dopo – dopo la prematura dipartita di/da piccola associazione bresciana. Prese così tanto a cuore la cosa che, se lasciata fare, avrebbe portato sul palco di Brescia anche la bocciofila del suo quartiere, se ce ne fosse una.
Una cosa la ricordo: si sarà sentita un po’ in disparte, o forse in ombra per via della stazza, da dire appena un giorno prima alla giornalista Cristina Magnaschi madrina della manifestazione: “tu non era prevista”.
Deliri bresciani. Ansie da prestazione. Voglie di approvazione eterorivolte. E chi lo sa. Le auguro ogni bene.

21.11.09 – Brescia. Cristina Magnaschi sul palco.
Alle sue spalle, Maria Chiaramonte.

Della cordata faceva parte una semisconosciuta – almeno a me, infatti non la ricordo – adepta della suddetta Chiaramonte, Brescia o dintorni. In un Gruppo nazionale di 15, ben due presenze provenienti da una giovanissima realtà Udi. Giovanissima almeno come attività.

Dello stesso lago faceva parte tale Grazia dell’Oste, ultima a pari merito tra le votate a dicembre 2010 con Rosanna Marcodoppido. Il ballottaggio che ne seguì premiò la seconda, ahimè. Ora che ci penso, se così non fosse andata, quel voto 8 a 7 del gennaio successivo con tutta probabilità sarebbe stato ribaltato.
Pazienza. Dell’Oste si rifarà a dicembre 2011, dove sarà “autoproposta” come una delle 2 responsabili di Sede 2.
Passiamo oltre. Arriviamo alle “veterane”. Sono quasi tutte ex componenti di un ex Coordinamento 2008/2010. Parliamo di quell’organismo dove Pina Nuzzo si prodigò “generosamente” affinchè funzionasse. Invano.

Chi sta leggendo ha pazienza da vendere. Per cui, consiglio la lettura della nota 165 contenuta nel capitolo dal titolo “generosamente”. Lì riporto integralmente parole che sono illuminanti. Non tanto sulla sua generosità, quanto su questioni che deflagreranno di lì a poco e ahimè ancor oggi valide. Dei misfatti di quel Coordinamento ho ampiamente relazionato in “a carte scoperte”. Sui nomi, mi limiterò qui a linkare pagine. Per alleviare la fatica, vengo “supportata” nella ricerca da una giovane donna che mi ha dato una mano già 2 anni fa. E rendiamo grazia anche alla ricerca automatica di pdf in adobe, il che non guasta mai.
Vi era certamente Katia Graziosi da Bologna. Già componente di un Coordinamento. Già indicata come sua possibile portavoce da Pina Nuzzo. La cosa non andò a buon fine. In Cisterna tutte le scoordinate mail di quel famigerato ex Coordinamento. Diamo numeri, va. I capitoli dove scrivo della “questione portavoce” sono molti. Limitiamoci ai numeri delle note: lunga nota 139; note 180 e 181; infine, nota 183.
Penso che possa bastare. Graziosi si attiverà molto per la cosa chiamata Congresso, non solo perchè si decise di svolgerlo nella sua città. Ci arriveremo.
Vi era certamente tale Carla Cantatore da Roma. Ci perderemmo a ricercare tutti gli omissis. Qualche cenno. Cantatore è la proprietaria del pensamento numerico nel capitolo “resto ecologista”, vedi nota 160.
Sempre in fatto di numeri, Cantatore è anche la portatrice della “geniale pensata complessiva” contenuta nella mail “visto che non è troppo tardi” citata nel capitolo “le carte che non ho letto”, vedere nota 221.
In effetti, è stata così geniale da essere votata a dicembre 2011, dopo l’epurazione delle evidenze più macroscopiche. Amen.
Mi colpirà così tanto questa cosa dei numeri da omaggiare la suddetta con il già citato video Caracalla. verso la fine del 2011.
Cantatore da Roma merita un’altra nota di merito: un particolare sulla cordata. In effetti non fu così ferrea: in una scheda comparve solo il suo nome. Sarà stata opera di una “aficionada” di Jolanda La Rossa, o insomma di un’affetta da culto della personalità.
Vi era certamente la di lei sorella Stefania Cantatore da Napoli, sulla quale toccherà dilungarmi in un capitolo ad hoc, non tanto per l’importanza della suddetta, quanto per questioni che mi riguardano da vicino. Passo.
Per restare in tema di ex Coordinamento 2008/2010, Giovanna Crivelli da Catania non risultò tra le elette di fine 2010, pur ricevendo voti. Udi Catania era assente in quell’Assemblea. Di Crivelli diciamo questo, sempre al volo:
1) è la donna assente anche nella prima riunione di Coordinamento febbraio 2008, dove si stabilirono punti poi messi in croce. Vedi capitolo punti e croci (donne manifeste)dove vedi anche la nota numero 111, a proposito di dirigenza diffusa.
2) vedere il post-scriptum 2013 in staffetta e una lunga nota di omissis
3) è l’autrice della mail del tentativo, vedere nota 141.
4) con lei a settembre 2008 avrò l’inutile scambio di mail su “onde palermitane”. vedere in capitolo “anfora mai in frantumi” la 145.
5) per la cosa più grave che la riguarda, vedere “a chi giova e chi paga il prezzo” e la nota 175.
6) infine, sempre a proposito della frase su “dirigenza diffusa” pronunciata nel 2010, vedi nota 218.
Per completare lo svelamento degli omissis, su di un’altra delle donne elette a dicembre 2010, Lia Randi da Ravenna, non c’è moltissimo da dire. Ah, ecco: è quella dello stupore. E aggiungiamo che l’Udi di Ravenna era tra quelle che per lungo tempo dopo il 2003 continuava a chiamarsi Unione Donne Italiane. Vedere in todo cambia, nota 113.
Quisquilie, a cospetto di ciò che verrà.

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