non solo stile

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Nelle coordinate mail mi tocca una parentesi. Accadde un fatto grave nei primi giorni di ottobre 2008. Un fatto che, unito ad altri, spiega altri fatti ancora, fatti di parole, silenzi e mutamenti. 146

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vedere nota 146

Tra le cose scritte da me a quella donna due anni orsono, scrivevo di un mio rammarico grande, direttamente proporzionale al tuo valore e scrivevo che non mi appartiene la cultura della gogna pubblica.

Nel frattempo accadranno altri fatti e ancora incroci aventi come protagonista la stessa donna, su questioni di cui la Garante 2008/2010 aveva preso ad occuparsi. Ci arriveremo.
Oggi, non è più questione di gogna pubblica. Sono saltati moltissimi presupposti. Figuriamoci il bon ton udìno.
Oggi, la questione è anche politica, mentre continua ad essere di stile. Per la cronaca di quel tempo: alla mia mail chiara chiara la destinataria non rispose nulla. Né via mail né in altro modo; nei pochi incontri successivi che ci hanno viste insieme l’argomento non è stato affrontato; per quieto vivere e parlo per me; infine, la prassi dell’invio a recipiente anonimo ha proseguito aumentando in contenuti e toni.
Mi sono detta, nel 2008/2009: avrei fatto meglio a non scriverle nulla, si sarà sentita sospinta ancora di più nel vento.
Col senno di quello che arriverà dalla fine del 2009 in poi, oggi non mi chiedo nulla di quanto mi chiedevo ieri.
Mi chiedo altro e pretenderò risposte anche prima di un Congresso. Lo farò da semplice iscritta Udi. Non più Garante, per propria scelta. Grazie, ancora grazie alle parole di un Maestro Silente colte al volo in un film guardato durante una convalescenza. A me poi, Harry Potter neanche piace.
Rientrando nel reparto coordinate mail 2008, gli scambi di parole proseguiranno alacremente fino alla fine di dicembre. Ancora in nota e poi Cisterna. Si avvicinava il santo Natale. Si stapparono anche i gialli e i rossi. 147

 

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NOTE

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Già prima del 02.10.08, una iscritta Udi [vedi foto] aveva inaugurato prassi sconsiderata che perfezionerà nel tempo, imperversando nazionalmente nella posta elettronica di donne Udi e non, a volte in modo perverso, guadagnandosi critiche aperte in riunioni Udi. Quale la prassi? E quale il fatto grave?
Intanto, diciamo che ha a che fare con il cosiddetto recipiente anonimo. Conoscevo già alcune intemperanze caratteriali e non ero la sola. Le avevo tollerate in considerazione del fatto che ne stimavo la testa. Ancora una volta, con Maestro Silente in testa, se alle capacità si affiancano scelte così così, il guaio è fatto.
Il fatto grave compiuto il 02.10.08 ha a che fare da una parte con lo stile e dall’altra con quel benedetto punto 5 di Verbale Coordinamento febbraio 2008. Soprattutto, sarà preludio per l’escalation di altri fatti, tutti dello stesso stile.
Il fatto avvenuto il 02.10.08 vide la sottoscritta intervenire. Di ciò che accadde dopo il fatto sono a conoscenza certa almeno 4 donne: Delegata Udi, 2 ex Coordinanti e questa ex Garante. Scrivo almeno 4 perché non conosco il contenuto dei recipienti anonimi usati dall’ex Coordinante.
Premessa generale: contravvenire a una regola (non scomodiamo i princìpi, sarebbe troppo) non sempre procura danni. Si può andare contromano per chilometri senza stendere sull’asfalto neanche un moscerino. Mi si passi l’esempio così così. Teniamo la considerazione sullo sfondo: alla sottoscritta, burocrazia in quanto tale fa ancora abbastanza caldo.
Premessa temporale 2008: c’era stata la riunione di Coordinamento (26.09), la riunione su Staffetta (27.09) e l’Assemblea (28.09). Nel primo contesto era stato deciso, nel secondo annunciato e nel terzo confermato che dalla Sede nazionale in data 03.10.08 sarebbe partita comunicazione a tutte e a tutti su Staffetta. Cosa che puntualmente avvenne.
Premessa delle promesse: la questione della comunicazione tra donne Udi e fuori dall’Udi, a causa dell’indirizzario gestito dalla Delegata, rispunterà nel 2010 (lo ascolteremo). Indirizzario molto ambìto e c’è un perché. Come ogni indirizzario, è fatto da iscritte e non. La Delegata è la responsabile della comunicazione, come da Statuto. Principio ribadito, almeno sulla carta, in quel punto 5 di Verbale. Eccezion fatta per comunicazioni interne oppure a uno o poco più indirizzi, per ogni invio la Sede usa il cosiddetto recipiente anonimo, per ovvi motivi sia di privacy sia di quantità.
Corollario a detta premessa: dal 2003, Pina Nuzzo oltre a inviare comunicazioni Sede, inoltra un’enorme quantità di mail e allegati provenienti a vario titolo da donne Udi e non. Già visto. Digressione personale: la sottoscritta, come la quasi totalità delle donne Udi a tutt’oggi, non ha mai inviato a recipienti anonimi documenti dalla propria posta elettronica, incluse le comunicazioni connesse al proprio ruolo di Garante nazionale Udi 2008/2010, inviate sempre dall’indirizzo di posta elettronica della Sede. Quando la sottoscritta ritiene di avere prodotto qualcosa d’interesse pubblico concernente donne et similia, la invia alla Sede, lasciando alla Delegata la decisione sull’inoltro. In alcuni casi Pina Nuzzo non ha ritenuto di inoltrare prodotti della sottoscritta e io ho fatto sempre fede sul suo giudizio, anche quando sulle prime non ho compreso, ma ho accettato e di più, nel 100% dei casi in cui la Delegata ha deciso di non inoltrare, la giustezza della sua scelta l’ho compresa immediatamente dopo. Terra terra, è ciò che altrove chiamo riconoscimento di autorità femminile. Il bello non sta nell’autorità, sta nel saperla riconoscere.
Fine digressione e passo al fatto.
02.10, ossia il giorno prima di quello fissato per la comunicazione da parte della Sede, ad un recipiente anonimo viene inviato un comunicato-mail dall’indirizzo udi di xxx. Mail rabberciata, contenente verbi a volte al plurale (vogliamo) a volte al singolare (vi trasmetto, vi propongo) contenente inesattezze (cito qui solo l’esempio più eclatante: Gela dove è stata uccisa Lorena ribadito più avanti da Gela a Brescia) inclusa la data in calce allo sconsiderato comunicato, 2 settembre invece che 2 ottobre.
04.10, la sottoscritta scrive alla Coordinante una mail che aveva per oggetto e tutto in maiuscolo le parole: CHIARO CHIARO. Trascrivo pezzi:
“a cose fatte, ti scrivo con calma e spero con chiarezza. L’indirizzo da cui mi arrivano le tue cose è udi di xxx. Sul dato formale per ora sorvolo, ci ritornerò a tempo debito. Non so a quante è arrivata. Ma il problema sulla quantità di persone che l’hanno letta è il meno. Dopo la prima reazione sul suo contenuto, mi sono chiesta soprattutto perché. Abbiamo inaugurato una pratica politica dove l’attenzione a tempi, forme e contenuti è grande. Personalmente sono molto interessata alla forma, che, senza scomodare Calamandrei, è certamente contenuto. La tua mail era incompleta, inesatta, intempestiva, infine inutile. Sapevi che dal nazionale stava per partire un comunicato (quello di ieri 3 ottobre) dove chi lo ha composto ha tenuto conto di ogni cosa emersa in coordinamento. Personalmente, ho ascoltato con interesse la registrazione della nostra riunione (soprattutto la prima parte, presente anche Pina Nuzzo). Quindi, questa è la prima cosa: inutile. Un lavoro che ti ha preso energie, che potevano essere indirizzate ad altro. Intempestiva, forse frutto di ansia. L’ansia produce sempre scompostezza. E questo non ha nulla che fare con la libertà che ciascuna di noi ha di scrivere. Soprattutto sul proprio territorio. Libertà che resta piena, e ciascuna si assume le responsabilità di ciò che scrive. In quanto componenti di un coordinamento, però, la nostra è una responsabilità particolare. Nella tua mail in alcuni passaggi, parli al plurale, riferendoti a decisioni collettive (presumibilmente quelle del coordinamento, o comunque dell’udi nazionale in merito alla staffetta, e sempre presumibilmente alle decisioni di qualche giorno prima). quindi, al di là degli errori, delle incompletezze, della scelta di questo o altro termine per dire, la tua scelta autonoma di scrivere (a chi, a quante non so, ma non è ancora questo il punto) è stata un errore. probabilmente ansioso, certamente non rispettoso di ciò che già si era fatto e scritto. e non parlo di un rispetto formale gerarchico, parlo di rispetto per ciò che si stava (e lo sapevi) per scrivere, sistemare (anche sulla base delle cose dette da te in riunione) per poi essere spedite a tutte dal nazionale. Infine, non rispettoso (ripeto, non formalmente) neanche della comunicazione fatta sabato [ndr: riunione Staffetta], dove si è distribuito un foglio, e si è soprattutto detto che si sarebbe poi inviato con opportune correzioni e integrazioni (provenienti da ciò che era emerso dalla riunione di venerdì, ma ancor più da quella di sabato). Questa mail è per chiarezza. E per il futuro. Spero che ci si possa incontrare, anche virtualmente, presto, con proposte nazionale serie, di senso compiuto, da parte di ciascuna. Quello che ciascuna fa sul proprio territorio è molto impegnativo ed ognuna può immaginare i pesi dell’altra. Se però a questi pesi, aggiungiamo mail inutili e alla fine dannose, e successive risposte come questa, perdiamo solo tempo, sprechiamo energie, e alla fine produciamo più danno che altro, intanto a noi stesse. Ma c’è di più. Il mio rammarico che è grande, è  direttamente proporzionale al tuo valore. tu hai scritto cose pregevoli. Tutta l’udi, e non solo, sa che sei del coordinamento, e le cose che arrivano da te non vengono lette come una qualunque mail proveniente una qualunque donna udi che ci piglia lo sghiribizzo di scrivere. (e del resto così ti proponi tu stessa, nello scrivere al plurale)”.
Fine trascrizione pezzi. Entrambi gli integrali, con opportuni omissis per carità di matria, sono in Cisterna però nel cronologico mac 2008. Sia la prima mail a recipiente anonimo, sia la mia risposta, a giusto rigore, non possono stare tra le coordinate mail.

 

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Dove ci eravamo lasciate?
Al 10 novembre, a date e giri di mail e al seguito immediato che venne. Ripeto, in Cisterna ho traslocato dal Fondo Mac tutto ciò che ho trovato nella posta. Chi più ne ha, più ne metta.
Qui, in estrema sintesi, indico la sequenza successiva per districarsi meglio nelle tante coordinate mail.
25.11, mail da Delegata da cui si arguisce qualcosa.
02.12, la titolare di invii a recipienti anonimi [vedi foto] invia mail a Colleghe, Delegata e poi Garanti dal titolo aspettando il coordinamento. Oggi la definirei rigurgito di citazione. Pace a Godot. In detta mail si comunica di non aver preso parte allo scambio di vedute per fissare la data della prossima riunione perché… mi era sembrato più semplice attendere la fine per organizzarmi e spostare altri impegni. Geniale direi, da tenere a mente per il futuro di chi voglia coordinarsi bene nell’Udi.
02.12, lo stesso giorno è prolifico sul fronte invii a recipiente anonimo. Non essendo prettamente contenuto di impegni Coordinamento Udi, non posso inserire in coordinate mail. Vedere pertanto altrove, diciamo in cronologico mac 2008, visto che ho ricevuto anch’io.
02.12, per il prosieguo delle coordinate mail, mando direttamente nella Cisterna per leggere le parole. Sarei anche un tantino stufa di chiosarle qui. Le metterò in ordine cronologico, come sempre. Le chiamerò coordinate, come ho deciso dall’inizio. La parola ordine, a questo punto devo ammetterlo, bussa al cervelletto per segnalare abuso.
10.12, si riesce a fare un’altra riunione di Coordinamento. Non mi dilungo.
17.12, dopo la riunione, la Delegata aveva proseguito infaticabile nella sua operazione di raccordo. Aveva sollecitato una donna del Coordinamento per un verbale, anzi per una vera e propria lettera come Coordinamento per dare un segno alle donne dell’UDI. Queste le parole usate: per dare un segno. Ebbene, di detta operazione, il giorno 17 di dicembre la Delegata informa Coordinamento e Garanti, con una mail in cui scrive… aspetto domani. E dài! Come fa a non venirmi in mente Mina? Trascrivo, è troppo carina:
“Carissime ho chiesto a […] di scrivere una lettera come Coordinamento per dare un segno alle donne dell’UDI. Quello che ha scritto mi pare abbia giusto tono e giusti modi, se non avete nulla in contrario la invierei. Aspetto domani per eventuali suggerimenti, aggiunte o modifiche, da concordare ovviamente con […]. Questa lettera sarà accompagnata da due righe mie in cui specifico meglio tempi e modi dell’Autoconvocazione e le varie ed eventuali (per es.novità rispetto al Comitato QDN) Ciao Pina”.
Fine trascrizione pezzi. Giusto tono. Giusti modi. Aspetto domani. Eventuali.
Arrivarono le proposte di modifica? Yes. Lo stesso giorno, poi il successivo e… arrivarono a tutte! In Cisterna, l’intero scambio vale. Per la carta, sarebbe troppo. E poi, come farei con i colori? Perché arrivarono in giallo e in rosso. Infine, in data…
18.12, arrivò anche una riflessione sulla forma, da una giovane donna Udi che così chiudeva la mail: era una cosa così. torno alla Staffetta. In omaggio al suo immenso lavoro, trascrivo:
“Cara […] e care tutte, ho detto a Pina che le parole di […] mi andavano bene. E che, come spesso, mi affidavo alla sua “supervision” per le sfumature. Forse dipende dal fatto che io ho un rapporto diverso con la scrittura, da altre. Vedo però una cosa curiosa, in questo invio “democratico”, dove ci ha coinvolte la Delegata. Sicuramente è giusto e anche utile. Così anche altre si impegnano e imparano. Che poi…. dobbiamo fare pure la Scuola prossima su questa cosa, no? Però… però. Imparo ogni giorno che è proprio vero che “la forma è sostanza”. E allora: la supervision finale sarà di Pina, che la farà certamente tenendo conto delle cose buone che le arrivano. Vorrei tanto essere una mosca e guardarla mentre legge tutte ‘ste richieste di modifiche. Mi sono ricordata di una di noi di cittadinanze che (prima di pubblicare sul sito) scriveva: “ancora un’altra modifichina…” Penso allora che i suggerimenti vanno mandati solo a lei che ce li ha chiesti. E non a tutte. Almeno, così evitiamo che – con tutte le cose che abbiamo da fare… – ognuna va poi a controllare come e perché la sue “sfumature” e quelle di altre, sono state inserite oppure no. Era una cosa così. Torno alla Staffetta. Ciao Enza.”.
Fine trascrizione.
18.12, mi piacque così tanto la riflessione che risposi con una mail dal titolo AUGURI VARI. In fondo, il periodo era quello giusto. Scrissi:
“Piccole dirigenti crescono. Enza Miceli coglie il cuore della fazenda. Avrei scritto le stesse cose di […]. Con altra forma. Perché siamo differenti. E questo è il nostro bello. Auguro a tutte serenità. A Nuzzo un tot di cose in più. MAC”.
Fine trascrizione.
Le mie proposte di modifica, a quel punto, dopo i gialli e dopo i rossi, le avevo fatte anch’io. Ma le feci, per l’appunto, in separata sede. Com’era giusto che fosse e come una giovane donna Udi aveva scritto nella sua riflessione. Giovane non di età. Forse va ribadito, dopo i corsivi sulle parole giovane e giovani. Giovane di pratica politica Udi. In fondo, appena 2 anni per Miceli. Vedrò quanto e come sarà contrattaccato l’impegno serio di molte altre giovani donne Udi. Lo vedrò in mail, certamente, ma anche in Assemblee e Riunioni nazionali. Quando l’impegno serio sarà incarnato da donne che sono giovani anche d’età, lo vedrò attaccato con parole che mi limito a definire cariche d’invidia. E sono buona. Lo vedrò io e non sarò sola. Lo si vedrà anche in giallo, nel senso di parole che evidenzio nella Cisterna. Di che colore è il giallo?
19.12, la Delegata invia a tutte le donne dell’Udi il prodotto finale. Ovviamente, lo invia in recipiente anonimo.
19.12, lo stesso giorno ricevo nella posta una risposta [vedi foto] a detta mail inviata dalla Sede. La risposta conteneva, tra le altre: “a volte le feste sono infestanti, attente a non farvi fare la festa!”. La presi come una frase spiritosa. Nelle intenzioni di fondo lo era certamente. Solo, mi chiesi: se la mail di partenza era della Sede nazionale ed era inviata a recipiente anonimo, com’è che la risposta l’ho ricevuta anch’io, sempre in recipiente anonimo?
Ok, era Natale ed erano auguri. Inoltre, a quel tempo mi facevo ancora certe domande.
Prima o poi, devo scrivere sull’etimo di ingenua e su un ginocchio.
Per far prima, la suddetta risposta sarà attaccata in calce al documento ufficiale Sede che una Delegata strenuamente aveva chiesto (e almeno formalmente ottenuto) a firma di un Coordinamento. Detto documento si trova nel file 19.12 lettera katia graziosi e prossima autoconvocazione. Come è giusto che sia, sta nel cronologico sede 2008 [07]. Per ogni scambio che a me risulta tra le coordinanti, lo spazio è sempre coordinate mail 2008 [08]Almeno per il 2008, hanno finito.

 

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post scriptum 2013:
nel 2009 accadrà altro fatto, ancora più grave di quello qui narrato. Stessa protagonista. Nel 2010 la vicenda sfocerà in una mia denuncia pubblica. Ossia nell’Udi.
Sempre nel 2010 la signora nella foto qui sopra si produrrà in una querela.
Di tale querela la sottoscritta sarà informata solo nel 2011, nei giorni in cui il libro a carte scoperte sta per andare in stampa.
Per la ricostruzione integrale dei fatti (fatti?) occorre attendere post_illa.

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