non sono tutti gay

da piccola – ossia molto più garbata di ora – non sopportavo i gay.
o, meglio, come si diceva allora, i ricchioni.
sì, insomma le checche, i froci.

e questo anche dopo aver capito che
forse ero lesbica, tra le altre cose.

[ dice che non è una scelta. essere gay.
sarà…! un paio di dubbi ce li avrei.
ma su questo ci torno poi. ]

dicevo, non li sopportavo.
non è che ne abbia conosciuti tanti.
ma non li sopportavo.

mi spiego: non digerivo falsetti, moine, movimenti.
parlo di quelli del corpo.
quanto a movimenti d’altro tipo
non ci sono mai stata in un movimento gay.
a quei tempi, poi…

però ora che ci penso
neanche a firenze, all’università.
che lì di movimento ce n’era un bel po’.
di maschi e femmine.
e gruppi, associazioni, circoli, discoteche…

dicevo: i falsetti proprio no,
non li sopportavo.

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una delle mie anime, melania, quella saggia (?!)
ogni tanto mi diceva: ma scusa? sopporti le butch…!
[che a quel tempo non si chiamavano butch]
poco poco lo sei pure te…butch!

butch.
sì, insomma, le maschie, camioniste, pistolere a gambe larghe,
sempre in pantalone e vestite così così
e coccia se ce n’era una coi capelli lunghi!
- a parte gradevolissime surprise,
in genere etero viranti al bello -

sopporti tutto questo, diceva sempre lei,
anche di te, e mo’ stai a far la schizzinosa
per du’ falsetti?

non so.
ci ho pensato un po’.

forse, mi son detta allora, quella roba non la sopporti
perchè ci vedi dentro un femminile da cui scappi
movenze, moine e quant’altro
di appartenente a un certononsoche
che su altro versante
- erano i primi tempi del femminismo militante -
stai a combattere con altre donne,
non tutte lesbiche, eh.
anzi!

del resto, parlo sempre di quei tempi,
poichè militavo in un femminile militante
di checche io mica ne potevo conoscere poi tante
anzi, sempre meno. per ovvie ragioni.
dovute alle frequentazioni.

ho frequentato donne etero e non etero
e di molte di loro, lo ammetto,
neanche conoscevo la propensione sessuale
anche perchè si battagliava molto
su roba che col sesso (quello vero)
aveva molto poco a che spartire

però, ne ho conosciute. sì. tante.
etero e non etero.
e tante ne ho conosciute
e tanto tanto prendevo a conoscere anche me
- per via di quel qualcosa che va
sotto la dicitura partire da sè -
che le donne, quindi per prima me,
sono anche oggi l’oggetto pressocchè unico del mio sguardo
oggetto, preda privilegiata, target dei miei strali
le donne le conosco bene e non sono tutte uguali.

uguali. bella parola.
per via del diritto qualcosa so di uguaglianze
però mi ha sempre dato l’orticaria
la parità che non era paritaria

mi spiego: quella parità che vuol dire essere uguali
a qualcosa che già c’è
[santa elisa mia, aiutami te]

anche per questo sono refrattaria,
mi son detta poi,
a tutto quello che vuol dire
lotta alla discriminazione
lotta per essere uguali ad altre e altri
sì, ad altro che già c’è.

poi cortei, striscioni, canti e balli
solo per dire: lo vogliamo anche noi l’hully gully!
[trovai la rima con balli, mettici dentro un po' quel che ti pare]

oggi come ieri
io sono contro il matrimonio
gay e non gay
intanto perchè non mi piace la parola
preferisco unione, sempre come parola
[la prima che mi urla contro: renziana! la distruggo]

contro il matrimonio, dico
perchè a quei tempi,
e anche ora se è per questo
mi son fatta un culo così
[lo so, non è molto politically correct, come espressione]
con quelle altre lì,
etero e non etero
a combattere il matrimonio, cazzo!

sorvoliamo.

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oggi ne conosco sempre meno di gay
ne conosco, ma pochi.
e non tutti sono amici

qualcosa la registro, però.
nel frattempo
le moine son diminuite e anche i falsetti

ce ne sono, certo.
e quando escono, quei falsetti
sdraiati su un divano oppure in una passeggiata
da gole in genere molto profonde
[non pensate ad altro, parlo del tono]
fanno ridere per primi i loro autori.

son diminuti i falsetti
e se tanto mi dà tanto anche le butch.

con buona pace di chi discetta (sui libri)
di gender… neutri… cyber…
e altri mille equilibri

anche lussuria, intesa come vladimiro,
passò da trucchi e da cofane sulla capa
di una mucca assassina e un maurizio costanzo
a tailleur seriosi per approdare in parlamento.

non saprei dire l’esatto motivo
della diminuzione
nè del mutamento

quel che penso oggi come ieri
è che molto, se non tutto
si spiega con la parola potere

potere è quella roba che
si sta a giocare anche in vista
di una manifestazione del 26 novembre 2016
in italia
potere e poco altro

tra gay e non gay,
etero e non etero
ambosesso

potere

perchè anche violenza,
annessi e connessi,
è un fatto di potere
ambosessi

e così paternità gay
ce lo hanno dimostrato, terra terra,
due stilisti e un cantante

ce lo dimostrano uteri affittati
non esattamente in loco

e poi prostitute,
maschi e femmine,
o insomma, aggiungete altre sigle, son sempre prostitute
e più di loro, of course,
ce lo dimostrano i loro clienti

ce lo dimostrano le lobby,
dappertutto,
in parlamento come in tv
lobby, gay o non gay che siano
dappertutto
al catasto e in ospedale
alla bocciofila e in tribunale

potere, care mie.
solo potere.

e, se proprio vi va,
lo dico anche ai gay
provate a pronunciarlo in falsetto
sempre potere resta.

M.A.C.

____________________________

P.S.:
quando ho pensato il titolo, questa mattina, nel letto
[penso sempre per primi i titoli] pensai tutt’altro.

Un’amica [en passant, etero] ha letto i primi quattro anni di Sedici cioè dal 1989 al 1992. Seduta su un divano ebbe a dire, riferendosi ai personaggi del racconto: gli uomini però sono tutti gay. Ora, a parte il fatto che, a voler essere pignole, così non è – detta affermazione non corrisponde alla verità, gli uomini presenti nel racconto non sono tutti gay – non è questo il punto.
Tale critica è stata per me illuminante sotto altro aspetto. Che io sappia, nessuna critica, se riferita a racconti contenenti le vicissitudini di uomini eterosessuali – e la letteratura ne è gonfia a dismisura –  ha mai contenuto la locuzione
gli uomini però sono tutti eteroIn ogni caso, data per buona la suddetta critica, potrei sempre replicare, terra terra: e che ci posso fare? Così è capitato! Tuttavia, poiché vivo e scrivo in tempi politically correct, colgo l’occasione per precisare che non solo conosco pochissimo il ‘panorama gay’, ve lo assicuro, ma nella mia scrittura non vi è alcuna intenzione di produrre un genere. Giammai. Non saprei da dove iniziare. E preferirei piuttosto un mese a letto con l’orticaria.

ma questa è un’altra storia.
e poi, questo pezzo, strada facendo,
nella mente è diventato altro.
mi capita spesso. ciao.

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