non supporto e non sopporto

Questa mattina una Amica mi ha chiesto di chiarire.

In un post su facebook ho fatto dire alle mie due Anime queste parole:
MELANIA: Mai supportato i gay.
IMENEA: Mai sopportato i gay.

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Ci manca pure che mi danno dell’omofoba.
Allora, proviamo a fare chiarezza.
Ci provo a caldo.
Ci tornerò su, appena possibile.

Ho letto un articolo. Interessante.
Avrei scritto le stesse cose.
Forse in maniera più semplice.
Il fatto è che quello della Semplicità è un mestiere difficile.
Lo sapeva benissimo Emily Dickinson.

Olimpia De Gouges, più di 200 anni fa, ci ha messo in guardia sulle trappole dell’Universalità dei Diritti. Ho studiato Olimpia. E le Sue parole risuonano molte volte dentro di me.

Lottare contro la discriminazione è una gran bella cosa.
Capita anche alla sottoscritta di farlo, di tanto in tanto.

Tuttavia, fare dell’antidiscriminatorio un discrimine (scusate il gioco di parole) per le proprie azioni politiche è una gran brutta trappola.

Lotterò sempre per i Diritti individuali. Che per me sono altra cosa dalla letteratura in merito ai Diritti Universali. E sempre per me sono lontani anni luce da derive individualistiche.

Il Mondo è fatto di una miriade di possibilità. E di differenze.
La Prima differenza, che vi piaccia o no, è quella sessuale.
Con buona pace di chi mi rompe le ovaie da mattina a sera sul gender.

Io sono una donna. E sono anche una lesbica.
Altrove ho scritto, in tempi non sospetti, che per me lesbica non ha mai avuto accezione politica. Mai. Da questo fatto, che è un fatto, ne discendono molti altri.

Apprezzo, senza supportarle, le mille e una battaglie contro le discriminazioni.

Non sono la mia battaglia.
Neanche il 50E50 è stato una battaglia antidiscriminatoria. Mai.
Per chi ha voglia di studiare, questo blog è pieno di riferimenti.

La mia battaglia è fare come se.
Una battaglia difficile e intrigante.
Difficile persino da raccontare.
Passa sulla pelle e dal cervello.

Non sopporto le omologazioni.
Qualunque omologazione.

Non sopporto la tolleranza. Intanto come parola.
Dai tempi del catechismo.

Tolleranza poi (a contrario anche intolleranza, e lotte contro l’intolleranza) è fatta di parole e fatti che si fondano tantissimo sui principi di diritto universale. Principi che hanno come corollario (si badi! corollario!) i principi antidiscriminatori.
Qualcuno un giorno, secoli e secoli fa, ha deciso cosa mettere dentro un diritto.
Qualcun altro, secoli dopo, giorno più giorno meno, ha deciso, detto e fatto (e ancora decide, dice e fa) battaglie per l’affermazione del diritto a non essere discriminati, a non essere esclusi da quel primo diritto. Bella roba!

Io voglio mandare a carte quarantotto l’intero Tavolo dei Diritti Universali!
Diritti che, non scordo neanche questo, da qualche parte a Parigi, lì dove si conserva la Prima stesura, sono ancora Diritti universali dell’Uomo.

Io non ho niente da spartire con i gay.
Perchè non sono un uomo.
E perchè non mi piacciono gli uomini.

Quello che dovrebbe farmi sentire prossima ai gay sarebbe questa storia della discriminazione.
In altre parole, la mia vicinanza – se non addirittura la mia appartenenza – la detterebbe ancora una volta il Mondo esterno, ossia tutto ciò che mi/ci/le/li discrimina.

A questo io mai mi piegherò.

Ci tornerò su.
Promesso.

Questo pezzo l’ho scritto solo perchè una Amica mi ha spinta a farlo, senza chiederlo.

Una vocina dentro di me ha detto: “va a finire che certe amiche (si fa per dire amiche) e un tot di amici ti tolgono il saluto perchè hai fatto dire a Imenea che non sopporta i gay”.

Mah, avrei da dire altro su certe amicizie.
Tutte prese e comprese da orgogli per conto terzi.
Ma questa è un’altra storia.

E poi, se non fosse per la volgarità, potrei scrivere… “quanto è bello fare i gay col culo degli altri”. Ma è volgare. E non solo. E’ una delle frasi che non ho mai sopportato. Anche in certi gay. Che con storielle aventi per oggetto il culo ci scherzano troppo. Senza rendersi conto del boomerang. Ok, basta con le metafore.

Del resto, ora nella mia vita, sto provando a scrivere anche di questo. Ma in altra forma. Dove? E che ve lo dico a fare? Lo sapete perfettamente. Per chi ancora non lo sa, questo è il link. Alla prossima.

M.A.C.

 

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