pacs e porcate varie

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(in questo paese si può)

La Sede Udi non manda in giro solo documenti di propria produzione. Non ho ancora fatto un calcolo preciso, ma penso che siamo 50E50 anche lì. Certo, la Sede provvede sempre a una selezione di quello che le arriva. Spesso, se si tratta di documenti di donne Udi, si consigliano aggiustamenti. Ai primi di febbraio 2008 la Sede inoltra un documento dal titolo fare politica in questo paese si può, noi la facciamo. 101
Subito dopo la consegna delle firme al Senato nel novembre 2007, avevo tolto dal sito della Campagna il contenuto strettamente legato alla raccolta. Come tutte e tutti, non sapevo ancora che la legislatura sarebbe crollata di lì a poco. Il Governo Prodi già traballante per scarsissima maggioranza sarà sfiduciato. Lo temevo e ne fui molto rammaricata. Non è questione di appartenenza politica, infatti non appartengo. Il fatto è che quel Governo stava per mettere in cantiere cose valide. 102
Nel nostro Belpaese, alla fine di gennaio, il Governo cadde e un buontempone pensò di costruire un tapiro d’oro gigante e di farlo trovare all’uscita del Palazzo di Governo. Come sono scherzosi a volte, certi italiani. Cosa non si può, in questo Paese! Una delle cose – non proprio la più importante, ma insomma… – che quel Governo aveva tentato di fare erano i Di.Co. e su questi dico, direi, forse dirò. 103
Un vero pastrocchio quei Di.Co, ma non è per questo che alla fine morirono. Bastasse tale peculiarità per ammazzare certe cose in questo Paese. Sono così tante le schifezze, legislative e non, ancora vive e vegete in Italia. Per dirne una, la legge elettorale, sempre quella, che mentre scrivo è ancora lì. E c’è altro da dire che forse dirò. 104
Il Governo era caduto, rimase in piedi per fare le sole cose urgenti, tipo quel rifinanziamento di missioni di pece. Non è un refuso, ho scritto pece. Chi poteva decidere decise che saremmo andate e andati a rivotare ad aprile 2008, sempre con la legge elettorale porcata calderola. Nonostante tutto, ripensando a quel documento Udi febbraio 2008, sono anch’io dell’idea che si può fare politica in questo Paese. I tempi mentre scrivo si fanno ancora più bui, però si può. Non proprio arrabbiate come adesso sono io, non proprio con le stesse parole, ma anche altre donne Udi nel febbraio 2008 si chiedevano se fossero veramente cittadine di questo benedetto Belpaese. Cittadine a pieno titolo. Avevano parlato e scritto, e non tanto per, di cittadinanza incompiuta. Tanto se lo chiesero, tanto ne discussero che alla fine il Coordinamento Nazionale a febbraio 2008 – occhio alle date, parlo del Coordinamento Udi – proporrà a tutte e tutti di mettere una Lettera scarlatta sul bavero per andare in un seggio a votare ad aprile 2008. Proprio sul proprio bavero, sotto forma di spilla. Ci tornerò su quella spilla e su quella Lettera. Per rispettare cronologia e grandi madri, devo raccontare di cose che accaddero prima del Tempo di una Lettera scarlatta. Sono cose importanti e non vanno omesse. Sono cose di donna e ne va fatta memoria. Se non la facciamo noi, chi la farà mai? A partire da me, posso dire che una mattina di febbraio 2008 – la posta mi dice il 12 – vengo svegliata di buon’ora da una telefonata proveniente da Napoli. Nella Cisterna c’è tutto, dal motivo del risveglio in poi. 105
Due giorni dopo il sanvalentino delle donne, il 16 febbraio era di sabato e per quel giorno era fissata la prima riunione di Coordinamento Udi nella Sede di via Arco di Parma. La sera del 16 fu la volta di far festa, sempre in Sede, in mezzo a quella rabbia e a quel dolore. Paritariamente, rabbia e dolore. Con un tot di donne ho spento un tot di candeline: possiamo fare una festa in economia, ne abbiamo di volantini e documenti da cui ritagliare un bel 50! Non festeggiavo mai i compleanni o quasi mai. Da allora, festeggio sempre. Festeggio e di più. Festeggio e dico: 50 e uno… 50 e due… Tra poco saranno 50 e tre. Lo faccio un po’ per tenere sempre a mente una Campagna e un po’ per scaramanzia: fai che ci arrivo a dire 50 e cinquanta? 106
Prima e a ridosso del 16 febbraio 2008 ci fu altro nell’Unione Donne in Italia, in parte pubblico, in parte no. I can? Yes. 107

 

 

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NOTE
(i rimandi tra parentesi quadra si riferiscono a cartelle della Cisterna)

101
Il documento è a firma di una componente del Coordinamento eletto a gennaio 2008. [ndr 2013: trattasi di Stefania Cantatore. Di questa donna scriverò delle mille e una malefatte, ma scrivo in chiaro anche delle - poche - cose buone.] Il documento a me personalmente piacque così tanto che, oltre ad inserirlo sul sito del 50, mi ci dedicai con immagini per accompagnamento. Con l’autrice ho sorriso sulla foto scelta per il Papa con i capelli al vento. Così come inserito sul sito, fare politica… si trova ora nella cartella cronologico sede [07]. Nella cartella cronologico mac [08] c’è uno scambio immediatamente precedente dove insisto sull’opportunità di evidenziare nella firma “del Coordinamento nazionale Udi”. La prima foto inserita nel documento fare politica… ritrae il concentramento delle donne Udi a Piazza Esedra il 24 novembre 2007, pronte per unirsi ad una manifestazione cui partecipai. Ero in corsa, reduce da raccolte e altro. Che dire… avevo preso lo iundolo [traduco alla buona dal salentino: prendere l’aire, lo slancio, la spinta] e non mi volevo fermare. In quella manifestazione, l’Udi nazionale decise di stare in coda al corteo e c’è un perché, che dirò poi. Ricordo che feci avanti e indietro lungo l’intero corteo, approfittando delle pause nella marcia, per scattare foto e foto. Mi colpì un gruppo di donne padovane che aveva deciso di portare a Roma il proprio striscione sul 50 e le omaggiai di foto extra. Con la stessa cura, pochi mesi dopo, le omaggerò di una tirata d’orecchie, sempre sul 50. Ci arriveremo, con i vari riferimenti nella Cisterna.

102
In generale, quando un Governo cade anticipato, non è mai una cosa bella per il Paese. Mai, salvo casi estremi di corruttela e vicende ignominiose. La nostra Italia infante di democrazia, questo Paese devastato da corruzioni, mafie, tentativi di golpe, stragi impunite, disboscamenti e inquinamento detiene tutti i record per Governi andati a male anzitempo. Detiene anche il record, fatte le debite proporzioni con altre democrazie parlamentari, per il complesso di rimpasti, incolli, puzzle e patchwork (tradotto: lavori con le pezze) di ministeri e sottosegretariati in poco meno di 65 anni di vita parlamentare. Tutto questo non è mai un regalo per il Paese. A margine, potrà risultare interessante il giorno del picconatore nella cartella cittadinanze [03] a proposito di sottosegretariati, istituto plausibile altrove, ma assurdo in Italia, traghettato dal Fascismo alla Repubblica, con altro. Cos’altro? Gli Ordini professionali, per dire la prima che mi viene in mente. Altro che Corporazioni! In Italia si fa gli schizzinosi appena vengono avanzate proposte di lobby all’anglosassone, alla luce del sole. Già, meglio le logge più o meno coperte e ogni altro potere allo stato puro più o meno occulto che nella realtà dei fatti decide cosa si approva e cosa no, in un Parlamento. In questo Paese.

103
Prima furono i PACS, che svolti sarebbero patti civili di solidarietà. Nel mezzo, fecero capolino i CUS, che starebbe per contratti di unione solidale. Comunque cavolo le vogliano chiamare, chissà quando si riusciranno a regolare le unioni civili, in questo Paese. Sgradite a destra, sgradite a manca, sgradite al centro. Non ne parliamo poi del Vaticano, onnipresente nelle italiche vicende. Nel 2007, per non farci mancare nulla, avevano inventato anche il Family Day per dargli contro. Un Family Day messo su da divorziati doc. E come no! Bravi, bene. Dice: ma che c’entra, noi siamo una cosa e tutti gli altri un’altra, in questo Paese. In effetti, un dubbio in merito era sorto proprio a partire dai Dico: le conviventi e i conviventi di Parlamentari, paritariamente, hanno da quel dì diritti economici e non. A prescindere dalla propaganda all’esterno da parte di certuni, ne godono tutti. Morirono molto prima di nascere, quei Dico poveretti. Forse, nello stesso istante in cui venivano concepiti. Pertanto, neanche un vero aborto. Frutto di sforzo sincero e bistrattato, che procurò quasi una scomunica a Rosy Bindi. Sforzo pur sempre italico, fatto di troppi compromessi e cose poco chiare. Quel disegno di legge conteneva anche la previsione di una raccomandata con ricevuta di ritorno dentro, per mandare a dire a qualcuno che con te convive: guarda te, che noi due conviviamo. Insomma, un gran pastrocchio, alla fine. In Cisterna, vedere dico nella cartella varie ed eventuali 2008 [08].

104
Neanche al Governo Prodi quasi 2006/2007/quasi 2008 venne in mente che, tra le prime cose da fare, c’era l’urgenza di togliere di mezzo la riforma anticostituzionale fatta due anni prima dal centrodestra, a ridosso di elezioni. Altro che rifinanziare missioni di pace in Afghanistan, caro Romano Prodi. Quella era la prima! Come dici? Non t’aspettavi che cadevi? Ma allora dove hai vissuto finora, Romano? Solo in una Commissione europea? Hai scordato come vanno le cose in questo Paese? No, non l’hai scordato. Anzi, se la devo dire tutta, a cambiare quella legge non ci avete pensato veramente neanche voi. Fa troppo comodo nominare i propri eletti, in questo Paese. A tutti. Nonostante le cose buone che ha fatto, nonostante Lisbona e belle speranze, non ho molta pietà neanche per Romano Prodi. Non solo lo dico, ma aggiungo che, allorquando ho capito che il centrosinistra non avrebbe cambiato la legge elettorale, mi sono chiesta se faccio veramente parte, in quanto cittadina, di questo Paese. E non dico per scherzare. Prodi ora fa l’esiliato nei suoi studi e non ha tutti i torti, perché nella mia graduatoria dello sconforto centrosinistro molto prima di Romano viene un certo Walter fresco di primarie, che prima voleva andare in Africa e poi… In questo paese si può? I can? Yes. Vedere prodi e lisbona e veltroni celestino, in varie ed eventuali 2008 [08].

105
Anche il comunicato inviato il 12.02. dalla Sede nazionale riguardava Napoli, per esattezza un fatto gravissimo accaduto ad una donna nel locale Policlinico. In Italia, ma non solo in Italia, tirava una brutta aria. C’era perfino chi voleva portare donne e uomini l’8 marzo ad una manifestazione pro life! Vedere giuliano & co nella cartella varie ed eventuali 2008 [08]. Brutta aria, veramente brutta. Ed è ancora lì che tira. Le donne, Udi e non Udi, si mobilitarono dappertutto e fecero la loro festa di san Valentino, prima, durante e dopo il 14 febbraio 2008. La fecero contro obiettori di coscienza falsi e veri. La fecero in nome della parola autodeterminazione. Ancora una volta, il numero era sempre quello: 194 e basta la parola. Cercare mail con allegato 12.02_la polizia irrompe nel policlinico di napoli contro una donna e varie con dentro il numero 194 in cronologico sede [07]. Per l’accenno a un risveglio, vedere 12.02 inoltro da snu a em nella cartella cronologico mac [08].

106
Sono nata di 16 febbraio, all’anagrafe la nascita risulta registrata di 17. Di ritorno a Lecce, il giorno dopo la riunione intensa di cui scriverò tra poco, domenica 17 sono stata amorosamente dirottata con una scusa a Otranto. Strada facendo, ho scoperto che si trattava di Uggiano, a casa di Cristina, quella di quattro è un brutto numero. Per noi, che di norma facciamo 500 km per andare in qualsiasi posto, cosa vuoi che siano altri 50? La scusa inventata era di quelle giuste e anche se stanca dissi di sì. Mi attendeva una sorpresa con tanto di video-dedica. E insomma, suvvia! Quasi da lacrime di gioia. In mezzo a quella rabbia e a quel dolore. Qualcosa della festa forse c’è, tra le varie ed eventuali 2008 di mac [08].

107
Le mail tra Coordinanti, Delegata e Garanti Udi saranno molte. Creo cartella apposita. La confusione coordinata sarà molta, nel tempo. Abbraccerò Cronologia chiedendole di darmi almeno una mano. Occorre tenere presente la sequenza cronologica di scambi da una parte e decisioni dall’altra, per il futuro di un Coordinamento che ora è sprofondato nel trapassato remoto. Tuttavia, poiché si tratta di esperienza della quale si è detto che ciascuna ha la sua verità – frase registrata nel 2010 – scopriamone alcune. Pur nella loro parzialità, restano verità fatte di fatti detti, scritti e compiuti. Le opinioni le esprimerò a latere. Le tante coordinate mail 2008 [08] si trovano trascritte in sequenza, a volte con note mac 2010. In sintesi e sequenza, qui solo alcuni cenni.

25.01, cinque giorni dopo l’Assemblea, la Delegata invia mail a Coordinamento e Garanti. La chiamo prima chiamata. Aveva in allegato un elenco predisposto per numeri di telefono e dati skype. Quasi mi commuovo, se penso all’oggi. Nuzzo, tra l’altro, al nuovo Coordinamento scrive: sono sicura che sarete all’altezza delle aspettative. Le risposte in visione collettiva sono di 3 giorni dopo.
31.01, la Delegata invia mail a Coordinamento e Garanti per un parere sulla bozza Manifesto 8 marzo Udi. Bello quel manifesto, vi si trovano quattro donne della Sede nazionale in un paio di foto scattate sempre nella Sede, immortalate a dichiararsi libere di decidere ovunque nel mondo del nostro corpo. Queste le parole scelte per lo slogan. Parlai con la Delegata. Probabile che altre abbiano risposto in modalità differente dalla mail, per cui non metto un mignolo sul fuoco. In ogni caso, nella mia posta la risposta a tutte via mail è una, nella stessa data del 31. E va in Archivio.
11.02, dalla Delegata viene formalmente convocata la prima riunione con Coordinamento e Garanti. Rileggere il solo ordine del giorno mi fa impressione.
16.02, riunione a Roma. Viene redatta bozza di Verbale.
18.02, Coordinante Enza Miceli invia mail con dentro la parola emozionante.
21.02, Delegata invia detto Verbale a Coordinanti e Garanti. È Verbale sul quale tornerò spesso, in particolare su alcuni dei punti ivi contenuti, perché hanno a che fare con le questioni che imploderanno sul finire del 2009.
22.02, la Delegata inoltra a Coordinamento e Garanti una richiesta di adesione giunta all’Udi per una manifestazione 8 marzo da tenersi a Roma. Più delle parole della Delegata, quelle di un paio di risposte sono ancora interessanti, anche a 3 anni di distanza. In fondo, cosa sono 3 anni nella Storia? Non tanto per gusto di ricostruzione storica, per capire cosa aveva in mente l’Udi nazionale su manifestazioni e dintorni di strumentalizzazione varia nel febbraio 2008, perché questo si evince da documenti ufficiali firmati dal Coordinamento. È interessante leggere come ci si esprimeva il giorno 22 febbraio 2008, una settimana dopo un sanvalentino delle donne di rabbia e di dolore. Mi hanno colpito alcune parole che come sempre segnerò in giallo, nella Cisterna. Ogni pensiero può mutare, col tempo. E ci mancherebbe pure. L’essenziale, se si tratta di un pensiero politico già espresso in un Coordinamento Udi, è che non sia un mutamento muto.

Oggi, visto che ad altre questioni ho trovato risposta, avrei solo una domanda da porre e la porrò: era un pensiero politico, quello del febbraio 2008? E oggi, è un pensiero politico altro che vedo circolare? Ora che le conto, le domande sono due.  Se si è fatto finta, la risposta è una.

 

 

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