parole che mi facevano caldo

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Nel mese di novembre 2005, appena un mese dopo la prima riunione viaggiante con giovani donne che volevano essere Udi, sarà la volta di un altro viaggio insieme e saremo in cinque, per seguire i lavori del Seminario Generare oggi, tra precarietà e futuro.
Il mio impegno nel Coordinamento aveva prodotto l’interesse per qualcosa che dapprima sentivo un po’ lontana dalle mie corde. Evidentemente, così non era fino in fondo, perché l’Assemblea di ottobre 2005 affiderà la stesura della Premessa Politica del Seminario a un gruppo di donne, me compresa, dopo un intervento in cui parlo di socialità femminile e di futuro con la consapevolezza di un punto di vista che non sarà mai quello di una madre, ma di una donna che sa cosa vuol dire avere anche  un corpo fertile7

Nelle riflessioni che faremo per scrivere la Premessa è già presente un nuovo sguardo sulla norma e sul rapporto tra donne e diritto. 8

Adesso però dobbiamo fare un passo indietro. Di cosa parliamo quando diciamo Coordinamento nazionale Udi?

Si tratta di un nuovo organismo nato col Congresso 2002/2003 che nello Statuto, accanto ad Assemblea e Garanti organi già previsti nel passato e alla nuova figura della Delegata alla Sede nazionale, introduce un Coordinamento costituito da otto o dieci donne elette dall’Assemblea, che restano in carica 2 anni. Nella nuova Udi che esce dal Congresso i compiti affidati dallo Statuto al Coordinamento sono determinanti per dare attuazione alle decisioni dell’Assemblea. 9

Le donne del Coordinamento Udi 2005, fin dalle prime riunioni, affrontano tutto ciò che ruota intorno alla rappresentanza, inclusi gli esiti dell’ormai annosa diatriba sulle quote elettorali per le donne. Dico affrontano nel senso di una crescente voglia di dire finalmente la nostra sulla questione e di dirla a livello nazionale. Il quadro politico che ci circonda concepirà la legge porcata. 10

Personalmente, la cosa non è che mi appassioni più di tanto, sulle prime. Ascolto, guardo, avverto che molte vogliono muoversi in direzione di una richiesta di cittadinanza pari. La chiamo così, con questo termine, perché ancora non sono all’orizzonte parole e princìpi della Democrazia paritaria per come saranno enunciati nell’ultima parte dell’anno successivo, sia sul piano giuridico sia su quello politico, ancora più importante.

Nello Statuto 2003 avevamo scritto di incivilimento della convivenza tra donne e uomini. Dopo il Congresso, per buona parte del 2004 e ancora nel 2005, l’attività della Sede nazionale Udi, pure copiosa di iniziative, era condizionata da vari problemi legati alla riorganizzazione dell’Associazione. 11

La Sede, già a ridosso del percorso precongressuale 2002-2003, aveva iniziato un Censimento delle varie Udi locali, proseguito per tutto il 2004. Solo nel 2005, alla consapevolezza dell’importanza di tornare a fare Campagne nazionali finalmente si aggiunge la consapevolezza di averne la forza. 12

Nelle discussioni 2004-2005 circolerà ancora per un po’ la locuzione riequilibrio della rappresentanza, che a me ha sempre fatto caldo.

Lo confesso, per ciò che diventerà la Campagna 50E50, la cosa non mi entusiasmava molto all’inizio.

Mi trovavo in una fase di stanca di parole. Ero assorbita dalla costruzione di cittadinanze. E almeno inizialmente, tra le donne dell’Udi sembrava prevalere l’intenzione di inviare un appello alla politica, un appello ai partiti, c’era anche chi parlava esplicitamente di un appello solo a determinati partiti. Anche la parola appello a me faceva abbastanza caldo. 13

A proposito di caldo, c’è un’altra che appartiene alla categoria delle parole che mi procuravano caldane anticipate: fenomeno, se riferito al femminicidio.

Racconto una cosa che si inserisce cronologicamente nella mia pratica politica dell’Udi del 2004 e un po’ spiega perché ero in fase di stanca di parole nel 2005.

Ero reduce da uno studio che mi aveva impegnata per buona parte del 2004, studio approdato poi in una relazione per un Comitato Europeo per i diritti umani, ancora sul web.

Non posso ricostruire tutti i passaggi, il pc ha subito qualche formattazione. Ricordo bene come tutto cominciò e di questo posso dire. Mia cugina era assessora di uno dei tanti Comuni italiani che per un tot di anni e soldi hanno fatto parte di una cosa mastodontica chiamata Urban, un colossale impianto di parole, poche opere e molte omissioni che si occupava tra le altre cose del fenomeno violenza. 14

Ad Angela venne a mancare all’ultimo momento un’avvocata per una relazione: Milena, ne sai qualcosa? Mi dai una mano? Sono nelle peste. Non ci sentiamo da molto, una bella occasione per tornare a guardarci. Un altro piccolo inaudito. Per te? Pronta!

Pronta? Una parola!

L’ultima volta che mi ero occupata di violenza risaliva all’ennesimo dibattito anni 90, qualche anno prima della riforma trasversale del 1996, ero stufa e nauseata: quella volta lì, decisi di aprire l’intervento con le parole lo stupro non è un reato…. – pausa di 15 secondi, orologio alla mano, visi sconcertati e gomitate al tavolo dei relatori – è un atto di guerra! e ho proseguito nello stesso stile per una mezz’oretta.

Pronta, Angela! Lo faccio per te. Nel giro di una settimana, mi immergo nello studio e ne trovo delle belle. Sarà anche la prima occasione vera di contatto con le Istituzioni europee, tutto ancora virtualmente.

Risultato: una cartella con centinaia di documenti, relazioni e quant’altro, che guardo e riguardo, studio e ristudio, per arrivare alla conclusione che sul fenomeno soprattutto in Italia e soprattutto a livello istituzionale vengono sfornati molti più libri ambosesso che azioni concrete.

Tutto ricade sulle spalle delle donne dei centriantiviolenza, tra luci e ombre, ancora una volta.

Fatto sta che ci vado a Mola di Bari, lì mi sente parlare la donna di una Fondazione che qualche giorno dopo telefona per chiedermi un contributo. Con il tuo nome e cognome. Da portare a Bruxelles.

Rispondo che lo studio lo sto facendo per l’Udi ed è alla Delegata che la Fondazione deve rivolgersi per averlo. Finale della storia: viene fatto un sunto in inglese e una rielaborazione sarà pubblicata anche su QB, foglio Udi il cui titolo rimanda alle ricette: quanto basta15

Posso anticipare che la relazione integrale sul fenomeno non faceva sconti, a nessuna/o. Quel Comitato per i diritti umani, se si fa un giro sul web, è ancora pieno di sigle, di tutto di più. Meno Udi. Cosa voglio dire? Che molte e molti ci hanno marciato negli anni, sul fenomeno e non solo. Ora i soldi di Mamma Europa son quasi finiti.
Ma questa è un’altra storia.

vai

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NOTE
(i rimandi tra parentesi quadra si riferiscono a cartelle della Cisterna)

7
Per il resoconto dell’assemblea del 2 ottobre 2005 vedere nella cartella assemblee 2005 [02].

8
La Premessa politica si trova nella cartella generare oggi [02].

9
Nella cartella statuto [01] si trovano la Dichiarazione d’Intenti e l’Articolato dello Statuto 2003. Vedere anche un interessante info memo che porta la data del 23 novembre 2002 e che ha questo sottotitolo: l’UDI attraverso i suoi congressi, tra i documenti nella cartella pre statuto [01]. Per una lettura dei passaggi nella storia dell’Udi degli ultimi anni fino al Congresso 2002/2003, vedere doppia origine nella cartella snu 2007 [05].

10
Faccio riferimento alla legge elettorale italiana per Camera e Senato, così definita dal suo stesso estensore. Legge anticostituzionale sotto più profili, non modificata dalla successiva legislatura, ancora vigente mentre scrivo. Ci tornerò. Qui, in sintesi: in netta controtendenza su esito referendario 1993, modifica del meccanismo in proporzionale corretto, a coalizione con premio di maggioranza, possibilità di votare la stessa persona contemporaneamente in più collegi, sulla scheda presenti solo i nomi dei candidati cosiddetti premier e liste bloccate; dulcis in fundo, ulteriore ingarbuglio previsto per il Senato. Nel 2009 il referendum per eliminare parte delle porcate (spostare premio maggioranza da coalizioni a partiti e abolire candidature multiple) non otterrà il quorum. Viva l’Italia! Ah, dimenticavo, perché porcata? Forse perché in odor di elezioni per l’anno successivo. Forse perché il centrosinistra in Italia aveva dato segni di ripresa nelle amministrative. Forse. Sono poche e pochi le italiane e gli italiani che conoscono la legge. Ancora di meno sanno che nel 2002 il Consiglio d’Europa promuove un Codice di buona condotta elettorale che sintetizza le regole essenziali per un processo elettorale autenticamente democratico. In detto Codice si prevede che per assicurare un corretto svolgimento delle elezioni si ritiene fondamentale la stabilità della legge elettorale che si traduce nella seguente regola: gli elementi fondamentali del diritto elettorale, ed in particolare il sistema elettorale propriamente detto, la composizione delle commissioni elettorale ed il ritaglio delle circoscrizioni non devono poter essere modificate nell’anno che precede le elezioni o devono essere trattate a livello costituzionale o ad un livello superiore a quello dellalegge ordinaria. Buona condotta. Europa promuove. Europa boccia? Amen. Per il testo integrale della legge n.270 del 21.12.05 e altro, vedere legge porcata in varie mac 2005 [3].

11
Operazione difficile, per certi versi non indolore, per molti aspetti tuttora in corso, mentre scrivo. Sul punto, vedere innanzitutto la relazione delegata giugno in assemblee 2005 [02]. Vedere anche nelle cartelle varie snu 2004 [01] e varie snu 2005 [02].

12
In proposito, vedere anche nella cartella pre statuto [01] contenente quattro documenti della fase precongressuale 2003. Nella cartella foto video 2002 2006 [03] si trovano alcune foto dalla prima tappa del Congresso.

13
Cfr. lettera coordinamento nazionale udi luglio 2005 con nota mac 2010, in varie snu 2005 [02]. Cfr. anche altri documenti sul 50E50 sia in assemblee 2005 che in varie snu 2005 [02]. I documenti Udi che scriverò in prima persona o ai quali collaborerò continuativamente vanno dalla fine del 2006 in poi.

14
Il testo integrale di Violenze ordinarie è nella cartella varie snu 2004 [01]. Il titolo completo aveva la parola fenomeno scritta in corsivo. Lì c’è scritto a cosa mi riferisco nell’usare le parole colossale impianto Urban.

15
Ho ritrovato foto che pensavo di non avere più, scattate durante un Seminario di presentazione del foglio QB nel 2003 [03].

 

 

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