partiamo

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l’anno di squotiamola!

Se vogliamo dare un inizio a questa storia, questa storia parte il 4 giugno 2005 quando entro nel Coordinamento nazionale Udi. 1

Giorni prima, in un Ateneo di Lecce, si avvia la seconda edizione del Corso di formazione Donne, Politica e Istituzioni.2


A 46 anni suonati, i Corsi sono la prima occasione per un reale contatto con un contesto collettivo di donne molto più giovani di me.

Nel 2000 avevo avuto incontri ravvicinati di quel tipo, in Corsi di formazione organizzati dalla Commissione Pari Opportunità Provincia di Lecce, dove mi trovavo come Udi. Ma non era stata la stessa cosa.

Fino ad allora, in famiglia, nelle amicizie e poi in Udi, ero quasi sempre la più piccola e le piccole erano poche. Per questo, non finirò mai di ringraziare Marisa Forcina, Delegata del Rettore alle Pari Opportunità, per avermi offerto questa possibilità. Forse un’opportunità dispari fondata sulla relazione. Certamente, opportunità autentica per me, anche se nessuna delle due all’inizio sapeva bene bene il come e il perché.

Il Corso del 2005 sarà fenomenale, non c’è altra parola. Soprattutto per le qualità individuali delle donne che decidono di iscriversi. Accade qualcosa di sui generis, che produce evento a latere che si può definire inaudito: da lì nasce il gruppo di donne che lancerà il progetto del blog cittadinanze. 3

Nel Corso del 2005, tra sistemi elettorali e quote, accenno ad altro. Dico del ruolo che hanno avuto le donne italiane nella nascita della democrazia in Italia. Parlo di questa cosa sconosciuta alle più, che si chiamava e si chiama Udi. Racconto delle tante battaglie per l’emancipazione di tutte le donne in Italia, dal dopoguerra in poi. Dico di quanta parte ha avuto l’Udi nelle riforme sui diritti civili e per la modifica dello stesso codice penale. Racconto di Franca Viola per collegare matrimoni forzati e delitti d’onore abrogati solo nel 1981, spazio da adulterio a violenza carnale, da infanticidi a professioni per le donne. Il mio faro saranno le sentenze della Corte Costituzionale, senza mai perdere di vista il nesso tra politica e leggi dello Stato. Dico così tanto l’importanza della Costituzione da chiedere di mandare a memoria i primi dodici articoli, da quel fondata sul lavoro a quel tre bande verticali.

Il mio raccontare ha una continua sponda nel diritto che, come dichiaro subito a tutte, accanto alla politica delle donne è la mia passione. Dico anche che non so nulla di didattica, che dovranno avere pazienza per i miei voli pindarici. Cerco di fornire alle donne dei Corsi strumenti non solo istituzionali per riflettere su di sé e sul mondo.

Consiglio libri. E presto libri, cosa che mi dicono non si dovrebbe mai fare, ma una di loro mi ripaga scrivendomi di aver passato l’estate 2005 in compagnia di Sputiamo su Hegel, sotto un ombrellone.

Non mi interessava fare proselitismo Udi, ma far sapere che c’è un sapere delle donne. A chi mi chiedeva come faccio a fare una Commissione Pari Opportunità nel mio Paese? ho fornito informazioni, ma anche dicendo chiaro che le Pari Opportunità non esaurivano l’iniziativa politica di una donna.

Non ho mai nascosto le mie perplessità sul variegato pianeta Pari opportunità, pieno di luci e ombre, alcune descritte in Corsi e ricorsi, una riflessione a più voci sugli esiti dell’esperienza nei Corsi del 2000.

Fino a che un bel giorno quasi timidamente una ci prova: perché non possiamo fare una Udi? Ricordo bene quel giorno, ricordo il groppo di domande che mi affollavano la mente. Avrei voluto dire vi rendete conto di cosa significa? Donne iscritte all’Udi in questo territorio ce ne sono, e io sono una di quelle. Ma fare una Udi locale è un’altra cosa. È un impegno collettivo serio.

Le parole tra noi saranno tante, in un corridoio di università, al bar, infine nel mio studio, dove ci diamo appuntamento in una trentina, a conclusione del Corso. Poi ancora nelle nostre case, nei tanti e tanti incontri per avviare cittadinanze che avrà il suo centro di gravità in una stanza chiamata ricostituente, studio accurato e ancora originale, non credo ve ne esistano di simili in giro, sui primissimi giorni del Parlamento repubblicano. L’immersione ad alcune apparve folle e fuori tempo, porterà a una selezione e alla fine ci si ritrovò in sette sorelle a passare giorni e notti sulle parole di Alcide ed Emilio, Teresa e Leonilde, Piero e Umberto.

Non m’intendo di trasmissione, ripetevo nei Corsi, a stento conosco quella della mia macchina. Posso solo dirvi come è stato per me.

Ricordo la metafora che usai, non dimenticavo che erano lì per un’esigenza, almeno quella dichiarata, di studio: non so se sto recensendo un libro, non so neanche se sto facendo buona critica e infine non so se vi farò venire voglia di leggerlo.

Era novembre, il giorno dopo le lacrime di una Ministra per le mancate quotine in Parlamento, la stessa Stefania Prestigiacomo che aveva pensato di far studiare le donne in Italia in corsi di formazione per soggette svantaggiate.

E le donne del Corso 2005 scrivono squotiamola! in cui rivendicano se stesse come soggetti alla pari, fuori da ogni tutela anche nell’ingresso alla politica. 4

Appena un mese prima, in due o tre mi avevano detto di voler fare la tessera dell’Udi, gruppo locale a prescindere.

Partono così i nostri viaggi, da un’occasione di festa a un’altra di approfondimento e studio. Il primo ottobre 2005 Anna, Enza e Roberta decidono di venire a Roma per il Compleanno di Udi, che compie 60 anni esatti dalla fondazione dell’Unione Donne Italiane che nel 2003 aveva deciso di chiamarsi Unione Donne in Italia, ma sempre Udi. 5

È la loro prima volta Udi e i nostri viaggi, la macchina, il treno, la strada saranno i primi luoghi fisici e simbolici del gruppo che verrà.

Ricordo tutto, viaggio, autostrada, sigarette negate, tramonto, canzoni, foto, parole, tutto. 6

vai

 

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NOTE
(i rimandi tra parentesi quadra si riferiscono a cartelle della Cisterna)

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Nella Cisterna digitale, il resoconto dell’Assemblea Udi di giugno 2005 si trova nella cartellaassemblee 2005 [02].


L’anno precedente mi era stata affidata una lezione sui sistemi elettorali e sulle quote. Dal 2005 al 2008, oltre alla docenza, mi affidano il tutoraggio che condivido sempre con Francesca Perrone. Francesca è una donna immersa nei libri della sua biblioteca universitaria, persona premurosa senza cedere al materno, accogliente e paziente, quasi il contrario di me. Francesca è soprattutto una donna dell’Udi, fin dagli anni in cui io non ero ancora a Lecce, fin da quando io non sapevo neanche cosa fosse l’Udi. Con lei, nel rapporto con le donne dei Corsi, si instaura un gioco delle parti molto scoperto ma funzionale, dove io mi impunto su orari e firme di presenza e rigore di studio perché non volevamo che il Corso fosse preso sottogamba o, come dicevo duramente io, un’occasione per crediti a gratis. Un Corso gratuito fornirà i crediti, novità introdotta dopo la mia esperienza universitaria. Per me, fino ad allora, la parola credito diceva altro. In quel Corso gratuito con crediti richiederemo alle iscritte un impegno sempre alto e costante. Nel Corso D.P.I. Lecce 2005 viene scritto l’appello La Politica è pronta? Il relativo file si trova nella cartella varie mac 2005 [03].

3
Vedi perché in cartella cittadinanze [03].

4
Vedi squotiamola! in cittadinanze [03].

5
Vedi invito udi primo ottobre etcetera, nella cartella assemblee 2005 [02].

6
Le foto ritrovate di quei giorni di ottobre 2005 sono nella cartella foto [03].

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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