pazienza udìna e banche dati

28

C’è una cosa con cui ho avuto a che fare con altre donne, nel Centro di Raccolta Nazionale. Per un gioco di ricordi a catena è venuta in mente proprio ora, quando ho scritto banca-dati a proposito del sito. È solo una delle tante che avrei da raccontare. Racconto e dico di questa perchè è cosa che serve a non sbagliare. Del resto, a parte le cose belle e sapere come sono andate, a che altro serve studiare il passato, se non per non sbagliare?
All’inizio, parliamo dei primi passi del Centro Raccolta, una donna romana si propose per collaborare. Non scrivo il nome, m’interessa il peccato, non il peccatore. Non era una donna dell’Udi, a quel momento, ma lo voleva essere tanto tanto. Non era una donna dell’Udi, nel senso che non era né associata di vecchia data, né comunque una che, indipendentemente dall’età, conoscesse la pratica politica dell’Udi, anche senza averla praticata. All’anagrafe, va detto ad onor del vero, quella donna è sì di una certa età, molto più di anta. Ci tengo a dirlo perché l’errore, prima che lo si possa pensare, non ha nulla ma proprio nulla a che fare con inesperienza o giovanile ardore. L’errore è nel pensiero. È grave e non ha età.
Ad ogni buon conto, quel che conta è il rapporto con Udi. E di Udi col mondo. Di questo voglio dire. Sempre per quello che qui conta, dopo il suo errore senza conseguenze per l’Udi e per il mondo, la donna romana decise da sé che non lo voleva più essere, donna Udi. Meglio così. Ha risparmiato a qualcuna di far la parte di quella che manda via. D’altronde, è cosa nota, dall’Udi non si manda via nulla, tranne casi eclatanti. E non sono poi tanti. Nell’Udi ci si tutela molto bene, e finora bene è andata, con una cosa chiamata responsabilità collettiva. In virtù di questa cosa, si disinnesca subito ogni infiltrata, sia di vecchia come di fresca annata, sia consapevole sia ignara d’essere infiltrata. Dall’Udi non si manda via nulla, neanche certe cose che col tempo diventano pesanti. Siamo accoglienti? Materne? Pazienti? Le risposte sono lievemente più complesse, in una cosa che ha 65 anni di vita e che resta una Associazione, non una conventicola dove tutte sono uguali a tutte, e allora nessun problema. Nessun problema o quasi.


Bando alle divagazioni, quale l’errore? Quella donna sulle prime si diede un gran daffare e nell’attesa dell’arrivo dei primi moduli con le firme in regola, il suo entusiasmo a dir poco entusiasmante si tramutò in un ardore che divenne preoccupante. Perché avrebbe voluto, e così propose, candidamente, come se nulla fosse, fotocopiare tutti i moduli, uno per uno. Per farne cosa? Una banca dati. Proprio così, come se nulla fosse.
Intanto, per stare tranquille del tutto, non le si è fatto nemmeno tirar via la polvere dalla fotocopiatrice. Polvere che non è neanche tanta, visto l’uso. Banche dati? Stiamo a scherzare? Roba da matte. Banche dati! Proprio mentre noi eravamo in giro per una Italia piena di gente preda della psicosi da privacy! Proprio quando centinaia e centinaia di donne Udi e non Udi tutti i santi giorni erano lì a convincere per una firma una su una quante e quanti (ma soprattutto donne) non volevano firmare per via della paura di vedersi, un giorno, arrivare nella posta un bel salve, sono l’Udi, Ella ha gentilmente firmato un dì, oggi vorremmo proporle l’ultima novità… Figurarsi, noi che si scrive una cosa del genere. Sì, ma questo lo sapevamo noi. Mica gli altri. Alzi la mano, tra chi legge e ha avuto la responsabilità di un Centro di Raccolta locale, chi non si è vista rivolgere quell’obiezione come motivo di una mancata firma, almeno una volta.
Banche dati? Questa roba non esiste! Non se ne parla neanche! Così si disse a muso duro a quella donna. Noi siamo l’Udi e nell’Udi non si fa. Punto. I moduli arrivavano e vengono messi subito sotto chiave. E le chiavi saranno 2. In altrettante mani precise e sante. La donna? Un tantinello risentita, non si è più fatta vedere. Tirammo un sospiro di sollievo, tutte quante. Per averci risparmiato gesti difficili, ma necessari, in una fase in cui avevamo tanto altro da fare. Non ci ha più banca-dato una mano. Sparì e non è più tornata. Noi, sempre pazienti ma sollevate, ringraziamo. Prese da altro, non s’è perso tempo a indagare quale fosse l’intento reale che stava dietro quell’intento. Insomma, quale doveva essere nella mente della donna l’utilizzator finale di cotanto impegno. 69


L’ho persa di vista, a parte incroci al volo con saluti freddi in altri luoghi romani, freddi pure quelli. Mi capita di chiedermi se sono luoghi con banche dati. Se tanto mi dà tanto, direi di no. A dare un occhio a certi risultati, devono essere luoghi che, non so se per volontà originaria o insipienza strada facendo, son destinati a restare gruppi sempre più ristretti. Poche ma buone? Seeee. Buona questa. No, non devono essere luoghi con banche dati. Però, mai dire mai. È il peccato che è uno. Peccatrici e peccatori sempre più di uno.

 

___________________________

NOTE
(i rimandi tra parentesi quadra si riferiscono a cartelle della Cisterna)

69
Non potevamo star dietro anche alle… com’è che si dice? paternali? Ecco, dopo patrimonio matrimonio, paternale maternale è un altro binomio differentemente sessuale. Ci penserò a una casistica del linguaggio, un giorno. Per adesso, faccio nota, nella speranza di ricordarlo.

 

vai

 

torna a indice

Lascia un Commento