perle d’autora

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Milo non ha fatto solo il camper, il disegnino perla Campagna 50E50 che finì utilizzato per la sola Sardegna. 82
Milo è una citta citta che risponde al nome di Loredana De Vitis.
Oggi mentre scrivo ha 32 anni.

loredana de vitis

Quando ci siamo conosciute ne aveva 26. Milo è una delle donne del Corso di formazione leccese del 2004. L’unica che chiamai l’anno successivo per dirle della pensata cittadina nata in un Corso 2005 per soggette svantaggiate. Milo è una delle sette sorelle che partoriranno cittadinanze nel 2006, la creatura. Con milo verso la fine del 2005 ho pianto di rabbia e litigato. Accidenti ancora a te, Drupal e a chi ti ha costruito. Nel 2010 Loredana ha dato alle stampe Storie d’amore inventato. Nel frattempo ha fatto tante altre cose. Per dire la prima che posso dire di lei, è una delle poche donne che conosco che dopo una laurea non s’è messa a piangere per un posto al sole non trovato. S’è data una mossa e di cose ne ha fatte mille e una. Cose precarie, pare che si debba dire. Sarà, a me son sembrate tutte serie e durature. Milo ora ha un lavoro non precario e continua a fare cose, non s’è mai fermata. Nel 2004 venne a trovarmi in studio per un’intervista alla docente del primo Corso. Quell’intervista non è finita in nessun lavoro finito. Grazie a quell’incontro, tuttavia, milo restò nel ripostiglio della mente. L’anno dopo pensai che era a lei che dovevo e potevo chiedere per prima: lo possiamo fare veramente questo blog, secondo te? Quando, sul finire dell’estate del 2005, alcune salentine si ritrovarono in una pizzeria per iniziare a dirsi le parole giuste per il sito, milo non c’era. La serata scelta era di sabato, 17 di settembre. In quel giorno milo si sposava con l’esperto tecnico di cittadinanze, uomo disponibile e attento, va detto. Col quale però ho litigato pure, di tanto in tanto. Drupal, accidenti a te e lo riscrivo, ma questa è un’altra storia ed è anche acqua molto passata. Non tanto per via del fatto che, strada facendo, milo si è pure separata, quanto perché cittadinanze, con quella costruzione digitale scarognata, nel 2007 l’abbiamo abbandonata. Molto a malincuore, devo ammettere. Ma stavamo a fare una Campagna e io un altro sito. Che potevamo fare? Più che altro, abbiamo traslocato. Milo era la nostra creativa, come si usa dire. Creative a dir la verità lo eravamo un po’ tutte, in cittadinanze: creativa sarai te, ci t’ha criata! Questa non la spiego e non la spello, è in salentino stretto d’annata. Milo è anche colei che ha dato forma a oi dialogoi, altra pensata: prima ha detto come la pensava lei, poi ha ordinato di metterci in posa nel mio studio, infine ha trasformato il tutto in fumetti per le nostre battute serie o spensierate. Milo diventerà una delle Macare e nel 2006 verrà all’Udi nazionale a presentare Welcome to Albània, un affarino formato cd, però scritto su carta. Se non si fosse capito, Loredana scrive, tra le altre cose.
Nel 2007, in piena Campagna 50E50, si autopropose per fare un Calendario Udi. E furono 12 scatti, per mettere in scena 12 fatti, dodici racconti per immagini di dodici io. Esatti esatti dodici io per richiamare quel noi fatto di io che ciascuna ha imparato, nel frattempo. Se penso ora alle parole di uno slogan di Congresso – la politica è un patto tra noi dove ciascuna ha imparato a dire io – se ci penso ora che ci incamminiamo verso un nuovo Congresso, dove con tutta probabilità si cambieranno alcune cose, e che posso farci, mi viene da pensare che quello slogan è ancora in attesa di diventare, nei fatti, pratica e storia condivisa. Il paragone forse è forte, però è un po’ come perla Costituzione: il punto vero non è riformare, quanto di attuare veramente.
Belli quei dodici io di un calendario 2008. Bello e d’autora come sono molti calendari Udi. Con parole e immagini. Nel corso della vita di questa Associazione chiamata Udi, in Assemblea e per iscritto, alcune scelte a volte sono state criticate. Ma sono cose che càpitano, anche nelle migliori famiglie. La critica più frequente: in questo qui, accanto ai giorni, non c’è lo spazio per scrivere scadenze, appuntamenti. Non lo potremo diffondere tra le donne dei circoli, accidenti. Chi sa, forse tra donne c’è ancora chi usa un calendario per ricordare il ciclo. Va a sapere. Ci sarebbe da dire anche su cosa ci stanno a fare nell’Udi i cosiddetti circoli, ma per questa ci vedremo a Congresso.
Ricordo come fosse ieri la critica più ingiusta, ingenerosa e ignorante. Ignorante nel senso proprio di chi ignora l’arte. La ignora per cui non saprà mai quando, come e perchè metterla da parte. Ricordo un giorno del 1992, era un’Assemblea nella Sala della Provincia a Roma, si è andate lì fino a quando non abbiamo avuto la Sede che abbiamo oggi, in virtù dell’Archivio centrale. Un’artista iscritta Udi regalò le bozze messe all’asta per autofinanziamento. Le bozze del calendario 1993 erano dodici opere d’arte.

IMG_3856

Dodici tele dipinte, mi pare a olio, donate alle donne dell’Udi, uno dei tanti regali che quella Donna ha fatto. Quel calendario aveva un formato gigante: immagine a tutto campo e, in basso, i numerini giusti per mesi e giorni. Era ed è bellissimo. Fiori di Nuzzo e parole di Virginia Woolf per le donne Udi. Conosco donne che ce l’hanno ancora appeso in casa o in ufficio. Per dirne una, la Francesca bibliotecaria di cui ho scritto all’inizio dell’inizio. Anche in quel frangente: ma le donne vogliono gli spazi per scrivere le cose! Lo spazio per scrivere. Pensa te! Non scomodo parole e significati di una Virginia Woolf su spazi e stanze. Sembrerebbe di sporcarle. Uso le parole precise che pronunciai allora: e allora prendi quello della panetteria, nel caso!
Uno che a me è sempre piaciuto è quello con i disegni dei bambini di Terezin. E poi ancora, tanti e tanti. C’è quello con le foto di Staffetta, fatto da em lisbeth per il 2010. E

copertina_2010

C’è l’ultimo in ordine di tempo, con le foto in bianco e nero dell’Archivio, per il 2011: Udi, una Storia di donne, con dentro ancora molte parole. Di ieri e di oggi. Insomma, la nostra storia. Uno di questi giorni, Udi dovrebbe pensare di mettere in mostra qualcuno di quei calendari. Come i manifesti 8 marzo, come altro. In mostra. Perché sono perle d’autora per le donne. 83
Nel 2011, come sempre, si farà la riunione per decidere i primi passi del chi e del come del calendario 2012. Le proposte possono arrivare da ogni dove. Le pensate possono essere varie ed eventuali, purchè provenienti da donne di sesso femminile. In due parole: differentemente sessuali.

 

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NOTE

82 
L’immagine camper per la campagna dovrebbe essere tra le varie ed eventuali 2007 [06].

camper50e50

83
In attesa che Udi si decida, nella Cisterna ritaglio un piccolo spazio giorni udi, con qualche immagine dai calendari che ho io. Poi, per puro sfizio, visto che ho fatto cenno a calendari per segnare un ciclo, penso che inserirò la mia personalissima ode al ciclo, sempre tra le varie ed eventuali 2007, anche se scritta nel2005. In fondo, fu ode precox.

 

vai

 

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N.B. i riferimenti in nota attengono a file contenuti nella Cisterna.

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