Per Simonetta Spinelli

Oggi è domenica
e le amiche che hanno potuto
sono andate a darle quel che passa
sotto il termine di ultimo saluto.

Io son qui che do la seconda mano
a uno dei chippendale di Gina
e intanto penso Simonetta.

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Tra una spazzolata e l’altra,
alle mie spalle,
quasi le sento dire
dopo uno dei suoi ghigni gutturali:

“pianta un fiore di rabbia
da qualche parte
ma questo è il meno
sappilo coltivare
e non ti sia alieno” (***)

L’ultimo saluto vero
ossia nel nome della reciprocità
Simonetta e io ce lo siamo dato
in una mail quest’estate.
Non ha avuto il tempo di scrivere
con parole pubbliche il succo
di quanto mi mandava a dire in privato.
Che resta privato e non è politico.
A me poi che son narcisa
e non vanitosa basta e avanza,
non uscirà dalle mura di questa stanza.

Altro di personale posso dire perchè è politico.
O insomma, condivisibile.
Circa un quarto di secolo fa
era il tempo di un certo filosofare politico,
molto in voga. Appena uscito il libro
“L’ordine simbolico della madre”.
Con Simonetta mi capitava di ridere e scherzare.
Ebbi a dirle, tra una risata e l’altra:
“lo fondiamo l’ordine simbolico della cummare?”
In tono serio le dissi dell’importanza di chi ti battezza dalle mie parti e del ruolo che quella donna in carne e ossa aveva avuto nella mia vita. Continuammo per un po’ sull’argomento.
Nel salutarmi mi disse: ciao, cummare.

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Roma – Laboratorio Donnae 2014

Da allora, in ogni occasione,
di persona oppure virtuale,
ci siamo sempre salutate così.
Lei a me e io a lei: ciao, cummare.

Ciao, cummare mia.
Non dico arrivederci perchè non credo.
Anche se, di questo passo,
finisce che mi converto.
Cominciano a essere veramente tante
le persone care che se ne stanno andando.
Tra quelle tante, troppe anzitempo.
Tra quelle troppe alcune con cui
non ho fatto in tempo.

Accumulo sospesi in ogni dove.
Però… non so, non credo.

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Coltiverò quel fiore, questo sì.
Chè piantato l’ho piantato da quel dì.
Lo coltiverò anche nel suo ricordo.
Se mi verrà bene sarà in memoria.

MAC


(***)

Se vuoi leggere i pensieri di Simonetta Spinelli,
incluso qualcosa con dentro la parola rabbia,
il blog è questo.
La responsabile non lo dirà mai,
allora lo faccio io, che ho la lingua lunga:
è stata Pina Nuzzo a convincere quell’orso qualche anno fa.
E che sia benedetta sempre.
Altrimenti, oggi non avremmo neanche quello.
Parlo del web.

 

Per musica scelsi una colonna sonora arcifamosa.
Le piaceva assai la fantascienza, siccome.
Tra le altre cose.

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