piccoli sessismi crescono – 2

qualche tempo fa, un’amica che ha un bimbo in età da asilo mi ha raccontato un episodio che lo ha coinvolto. e ancora mi arrabbio al pensiero. non sto a riraccontarlo nel dettaglio. cose che càpitano, anche dalle suore, specialmente dalle suore.

in sintesi: non fare come le femmine. e faccia di disgusto al seguito.

*

passiamo ad altro. passiamo a soggetti adulti. si fa per dire.
non so a quante e quanti di voi è capitato. penso proprio di sì. a me una marea di volte.

se per sbaglio o nonsoche ad una donna ci si rivolge con un termine declinato al maschile, la cosa non fa effetto più di tanto. restiamo in tema di grammatica, per ora.

se oltre che come grammatica terra terra ciò che si sta dicendo a quella donna attiene a qualità, caratteristiche o altro di maschile, può capitare anche che si senta gratificata della cosa. senza tirar fuori la frase stantìa contenente il termine “palle”, la cosa accade. si sa.

ma restando in tema di grammatica, la cosa non fa proprio alcun effetto.
un errore può capitare. e le donne – si sa – sono “errori” fin dalla notte dei tempi.

quello che può accadere a parti invertite ha risvolti strabilianti.
può accadere che tutti, dico tutti gli astanti, si precipitino a correggerti, con una solerzia degna di miglior uso.
hai detto brava, non bravo.
hai detto bella, non bello.
hai detto perfetta, non perfetto.

e fermiamoci alle parole belle.

può accadere anche altro.
il soggetto maschile cui è rivolta la parola, la frase, il discorso etcetera, potrebbe guardarti anche un po’ di traverso.
a chi? a me? hai detto bella a me? quasi mimando la celebre scena di taxi driver…

RobertDeNiroTaxiDriver

può capitare anche che quel soggetto replichi seduta stante, con qualcosa che può essere sintetizzato così:
mi stai dando per caso del frocio?

e qui ti si aprono parecchie strade.
potresti limitarti a mandarlo a quel paese per via della fissa sugli errori.
oppure puoi polverizzarlo per la sua omofobia cattiva. cattiva perchè ignorante.

se càpita a me, càpita la seconda. càpita poco ma càpita. lo liofilizzo all’istante.

la cosa del primo tipo si spiega sì col disvalore universale verso il femminile.
un disvalore cui hanno contribuito in eguale misura suore, preti, laici, vaticani, religioni, poteri vari, uomini e donne, in egual misura. fin dalle culle di donne. fin dalle culle di uomini. fin dalle culle delle cosiddette “civiltà”.
un disvalore regnante indisturbato fino ai giorni nostri.
e ai giorni nostri solo lievemente intaccato. nel linguaggio e altrove.

ma la cosa del secondo tipo è parente prossima della prima, non è un surplus.

e vale moltissimo a parti invertite, perchè non solo una donna cui ci si rivolge al maschile non bada all’errore, non solo può prenderlo addirittura come un complimento, sopratutto a quella donna non passa immediatamente per la testa che le stiano dando della “frocia”, almeno in assenza di altri riferimenti espliciti.

so che a voi capita spesso. lo so.

voglio dirvi allora cosa ho deciso io, fin dalla prima volta che è accaduto, ossia una marea di tempo fa.

ho deciso un giochino molto illuminante. giochino che non mi ci sforzo neanche tanto a mettere in atto, visto che  ho consuetudine di relazioni quasi tutte al femminile. la cosa incide sul mio linguaggio, che pure resta per retaggi familiari molto attento a grammatica e sintassi.

cosa faccio? di proposito, perfettamente conscia dell’errore, dò del femminile ad alcuni uomini. e sto a guardare.

provateci anche voi.
e… attenzione! state ascoltanto bad as me di tom waits, ma…
non provateci con quelli che ce l’hanno scritto in fronte che son dei maschilisti, non c’è gusto. no, no. provateci con quelli che proprio…

magari con i più politically correct.
magari con quelli che vogliono bene, tanto bene alle donne.
magari con quelli che… la donna è la cosa più bella sulla faccia della terra.

insomma, per citare un video di Lorenzo che ho rivisto ieri, provateci con i bravi ragazzi.

provateci. ne usciranno delle belle.

 

 

p.s.:
a margine, non c’entra molto, ma lo voglio scrivere lo stesso, perchè è venuto alla mente:
non sopporto gli omosessuali maschi che parlano di sè in prima persona usando il femminile.
non li sopporto.
e se càpita, non li rifrequento. punto.

 

vai

 

 

 

 

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