politicamente scorretto

Oggi, vigilia della befana duemila e sedici,
arrivò la prima recensione di sedici.
La trasloco qui, dritta dritta da fb.

 

 

Il suo libro, politicamente scorretto

Ci sono numeri che entrano per caso nella nostra vita e possono diventare un libro se ci facciamo caso, come è accaduto all’autrice. “Sedici è il racconto di eventi privati e pubblici che si dipanano in un arco di tempo preciso. Da luglio 1989 a maggio 2005. Sedici anni esatti, giorno più giorno meno”

Così dice, appunto, l’autrice nella presentazione che continua: “Adoro i numeri e so contare. Dal 1989 al 2005 gli anni virtuali alla fine saranno 17, giorno più giorno meno. Il fatto è che mi piace anche il numero 17. Sono nata di 16 febbraio, ma all’anagrafe mio padre ha indicato il 17. Mai saputo perché. Questa di essere nata un 16 e non un 17 è una piccola verità scoperta per caso, a circa 24 anni. Mah! Fatto sta che mi piace anche il 17. Quindi, tutto torna”.

Quasi tutto. In verità l’introduzione, per quanto onesta, non da la misura dello spiazzamento che coglie chi legge di fronte agli svelamenti dei protagonisti, femmine e maschi, e agli intrecci delle storie. Tutto inventato, si potrebbe dire, ma spesso la realtà supera la fantasia e in questo libro l’esperienza dell’autrice e quello che accade nella realtà si intrecciano fittamente, si confondono fino a diventare un tessuto nuovo dove i personaggi vivono di vita propria, sono già altro. E parlano dell’attualità, anche se l’autrice li colloca storicamente, con date e fatti ricordati con precisione; utili a rinfrescare la memoria a chi ha vissuto quegli anni, come a chi ne ha solo sentito parlare.

Alcune questioni su cui oggi si discute animatamente – famiglie allargate, matrimoni gay, utero in affitto, solo per fare alcuni esempi – segnano e condizionano la vita dei protagonisti di ogni genere. Le amicizie, in tutte le loro sfumature, fanno da sfondo a questa storia in cui le donne non sono naturalmente buone, ma proprio perché donne amano e odiano, anche quando sono femministe.

Una citazione a parte meritano i dialoghi serrati che fanno scorrere il racconto e ci fanno vedere i personaggi come fossimo presenti, come fossimo a teatro, grazie anche alle sapienti descrizioni di paesaggi e atmosfere.

Pina Nuzzo

 

Nuzzo della “politicamente scorretta” mi da.
[e io contenta sono, si sa]
Allora come sottofondo musicale scelgo lui, perchè ci sta.
Anzi, eccezione alla regola, inserisco il video, perchè anche quello ci sta.

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