prima, dovete sapere

ore 13 o giù di lì:
mi rendo conto che il pezzo diventava lungo. Si chiamava pubbli_città. Allora facciamo così: dovete sapere qualcos’altro, prima. Fate conto di essere davanti ad un brutto film in tv, prima della pubblicità. Brutto e però volete sapere lo stesso come va a finire. Mettetevi comode/i.

La spinta per questi 2 pezzi me l’ha data un post di Enza Miceli (e relativi commenti al seguito) su facebook oggi 7 giugno 2013.

Sono nata nel comune di Galatina della provincia di Lecce della regione Puglia della nazione Italia del continente Europa. Cinquanticinque anni fa. Qualche giorno fa è accaduta una cosa, più cose, in quel Comune. Potrebbe essere uno qualunque dei Comuni Italiani. Ma insomma, diciamo che la cosa mi tocca da vicino.

Qualche passo indietro è necessario. Venite con me. Come on! Follow me!  1 

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Dovete sapere che un bel giorno di qualche anno fa in un contesto europeo viene prodotta una cosa. Non ricordo bene se si trattasse di risoluzione o raccomandazione. Insomma, una cosa. Contro gli stereotipi di genere e per altro. Era rivolta anche ai Comuni, intesi come luogo primario di convivenza democratica e di rappresentanza. Quei Comuni erano chiamati a rispettarla.

Come altre direttive/risoluzioni/raccomandazioni europee quella roba è stata tenuta nel cassetto da tutti e dico tutti i Comuni Italiani, almeno fino a un altro bel giorno ancora. Se avete voglia di un lungo elenco di cose europee sull’argomento, elenco che culmina con la recentissima Convenzione di Istanbul, andate qua.

una delle immagini più usate dal profilo facebook "staffetta udi" - "nuda con i miei piedi andai..."

una delle immagini più usate dal profilo facebook “staffetta udi” – “nuda con i miei piedi andai…”

Nel 2009, a ridosso di una Campagna nazionale che si chiamava Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, alcune donne di una Associazione chiamata UDI pensarono di impegnarsi in una iniziativa chiamata Città libere nella quale, tra le altre cose, si invitavano i Comuni italiani – e così fecero in molti – a dichiararsi Città libere dalla pubblicità offensiva.

Gli esiti di questa ultima iniziativa non erano piaciuti molto alla Sede nazionale Udi 2009. Per 2 motivi principali, in sintesi:
1) era sopratutto una iniziativa contro, mentre le Campagne nazionali Udi avevano un intento costruttivo, non di sola denuncia. Insomma, erano cose per. Mi sto riferendo a Campagne come quella 50E50 del 2007 sulla Democrazia Paritaria e la stessa Staffetta 2008/2009 che – chi c’era, lo ricorda bene – aveva come slogan: non siamo vittime, ma testimoni!
2) nel 2009 si era palesata quasi subito l’ipocrisia di molti dei Comuni italiani che avevano deliberato in ottemperanza di quella cosa europea sulla spinta di quella iniziativa Città libere. Insomma, tutti a dirsi Città libere. Qualcosa di simile ma molto meno efficace di certi cartelli all’ingresso di città “denuclearizzate”.

En passant, alcune delle donne infervorate dall’iniziativa Città libere facevano i salti mortali per far arrivare sui tavoli della Sede nazionale Udi certe delibere di Giunta. In molti casi si trattava del proprio Comune di residenza. I casi più infervorati, quelli dove non si vedeva l’ora di infilare  all’occhiello un fiore tanto bello – si riferivano, statistiche alla mano, a Comuni italiani retti da amministrazioni di centro-sinistra. Amministrazioni amiche? Pensate un po’ quello che vi pare. Ma procediamo.

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Nel 2010 Pina Nuzzo – e con lei donne che allora erano la dirigenza nazionale dell’UDI, e con loro moltissime altre al seguito – ha lanciato la Campagna Immagini Amiche che ha prodotto molte cose bellissime, tra cui un Premio. L’intento principale di quella Campagna era far emergere il buono che c’è e valorizzarlo, indicare una strada per uscire dalla strettoia della sola denuncia e/o protesta. In poche parole: pensare un mondo nuovo. Tra gli altri esiti di quella Campagna, ci fu (e sottolineo il passato remoto, è vecchia di soli 3 anni, ma nei fatti è un secolo) lo smascheramento di molta ipocrisia comunale e non, insita nei paroloni Città libere.

Alcune donne che avevano caldeggiato l’iniziativa Città libere si sentirono un po’ messe all’angolo e/o nell’angolo. Di quelle donne alcune facevano parte, sulla carta, anche di dirigenza nazionale Udi (2008-2010). Alcune di costoro misero i bastoni tra le ruote alla Campagna Immagini Amiche. Così come, però meno apertamente, avevano messo i bastoni tra le ruote anche a Staffetta, Campagna durata un anno esatto, 365 giorni su 365. Perchè già in piena Staffetta la Sede nazionale Udi aveva dichiarato di voler fare altro, rispetto a Città lesive, ops! scusate, Città libere. Di voler produrre altro. 2

Dal dicembre 2011 UDI ha una nuova diligenza. Dirigenza illegale, ma di questo scrivo altrove. Dirigenza molto legata a formazioni partitiche. E a vecchi e nuovi mulini a vento. Dove voglio andare a parare ora? In un altro luogo. Anzi, propriamente un sito.

Detta diligenza ha chiesto – e ottenuto, of course – che venisse consegnato chiavi in mano a dicembre 2011 anche un sito web. Se andate oggi su quel sito potrete vedere con i vostri occhi che:

 alla voce Campagne trovate Città libere.

• sparita Immagini Amiche, non solo dal reparto Campagne.

 il link a quella direttiva europea, come a molto altro, non si apre. ho provato oggi – non ci entro mai per altro tipo di curiosità, non sono masochista fino a questo punto – per andarlo a ripescare, lì dove era stato messo in un bel dì del 2010.

 altrove puoi trovare in compenso il Premio Immagini amiche, perchè ogni tanto di uscire in foto, o pure di stare in una Giuria a consegnare Premi, o di andare in Tv in un futuro prossimo, può far piacere. Anche senza – bando al bon ton – le physique du rôle.

 ma per quello che interessa qui, resta solo un muto – muto perchè anche lì non si apre un beneamato link – muto elenco di Comuni che erano o sono Città libere. 

Città libere come Galatina, ridente località salentina dove in un giorno di 55 anni fa io, modestamente, nacqui. E ora, pubbli_città…

vai

pia

 

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NOTE

1
Dice un’amica di fb che mi devo dare una mossa e imparare l’inglish. Che non posso continuare in eterno col maccheronico salinglese. Ok, partiamo dalle cose facili. Come on! Let’s go!
Io però continuo a preferire il quasi omologo salentino mena-mena-mò! Tanto mi piace che ho provato a tradurlo anche a Carl. Deve averlo capito perfettamente, lo ha esportato a San Francisco e ogni tanto mi racconta. E dialoghiamo, lui in ammericano e io in salinglese.

2
Di quei tanti bastoni tra le ruote subìti da Staffetta è testimone privilegiata anche Enza Miceli, all’epoca Portastaffetta nazionale Udi, ostacolata in mille e uno modi da donne che erano (tra le altre cose) invidiose che una giovane donna si facesse avanti, valorizzata da Pina Nuzzo. Dei tanti meandri di quella vicenda, se ti va di leggere, scrivo altrove, in a carte scoperte e poi in post_illa. So perfettamente che alcune donne, anche a me prossime, e che mi vogliono pure bene, non condividono molto questo mio sguardo indietro. Però, e che ci posso fare, son fatta così. Da una parte vi assicuro che per me è storia passata, finita. Questo non toglie che di quella storia debba ogni tanto parlare e scrivere. Non solo perchè sapere del passato serve… eccetera, come ben sappiamo. Il fatto è che  ogni tanto capita una pubbli_città lesiva in alcune Città libere. Allora, mettiamo in chiaro alcune cose, prima.
Comunque, a chi mi vuole bene, e pure poco poco ad altre:  il peggio è passato, la vita continua e càpita pure che sia felice, di tanto in tanto. Alda Merini diceva che era la miglior vendetta, pensa te! Io manco sono vendicativa. Solo pizzulusa, ecco. Forse in inglese potrei tradurla con little thorn. Ecco, vedi che tutto thorn?

 

 

 

 

 

 

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